I vincitori del Millet Tour du Rutor

Il 3/24/25 marzo Arvier

26 marzo 2018
Millet Tour du Rutor Extrême, il report dell'unica tappa italiana de la Grande Course.

Grande successo per la 19° edizione del Millet Tour du Rutor Extrême, una tra le più spettacolari e moderne gare a coppie sci alpinistiche italiane e unica tappa italiana 2018 de la Grande Course. Michele Boscacci – Davide Magnini categoria Senior Maschile e Axelle Mollaret – Jennifer Fiechter categoria Senior Femminile vincono la 19ª edizione. Nadir Maguet - Matteo Eydallin si aggiudicano il premio freeride by La Sportiva. In gara presenti 704 concorrenti da 18 differenti nazioni, di cui 300 équipe maschili, 22 femminili e 30 squadre giovanili. Tre giorni di gare “Extrême” con 7000m di dislivello positivo spalmati su 75 km di vero fuoripista, tra 40km di salita, 32km di discesa, 5km di creste aeree il tutto in totale sicurezza.

 “Siamo molto soddisfatti per l’ottimo esito di questa edizione – afferma Marco Camandona, alpinista di fama internazionale, che tra due settimane tenterà nuovamente la scalata all’Everest dalla parete sud, vetta già conquistata nel 2010 dalla parete nord tibetana – il meteo ci ha dato una grossa mano ma gran parte del merito va a tutti i volontari partendo dai tracciatori, per arrivare a chi si è occupato della logistica e servizi ristoro. Un ringraziamento anche gli sponsor che da sempre credono nella bontà del Millet Tour du Rutor Extrême. Anche quest’anno siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di portare tanti atleti sulle vette valdostane facendoli correre una gara molto tecnica ma in assoluta sicurezza. - direttore tecnico, da più di 20 anni, della gara internazionale di scialpinismo a tappe "Millet Tour du Rutor Extrême” conclude - Oggi ci godiamo questo successo. Da domani pensiamo alla 20 edizione con un sogno: portare una tappa sul ghiacciaio del Rutor come nel ’33 anno d’esordio della manifestazione e da tre passare a 4 giorni di gara”.

Nato ufficialmente nel 1933 sul ghiacciaio del Rutor, versante di La Thuile, per poi trovare la sua definitiva location nel cuore della “Valgrisa” – come la chiamano gli scialpinisti -, il Millet Tour du Rutor Extrême quest’anno sarà l’unica tappa italiana de La Grande Course, ovvero il circuito delle gare più belle e prestigiose di tutto l’arco alpino. Circuito nel quale spiccano Pierra Menta, Trofeo Mezzalama, Patrouille des Glaciers, Adamello Ski raid e Altitoy Ternua.  Oggi come 84 anni fa, per gli amanti di sci e pelli di foca, neve fresca e creste aeree, quella valdostana è una gara assolutamente da non perdere. 

Il Tour du Rutor, vista l’estrema tecnicità del percorso, non è una gara per tutti. La severità dei suoi percorsi, le emozioni che sa regalare, la maniacale attenzione con la quale l’organizzazione cura ogni singolo dettaglio, hanno contribuito a renderlo mitico. Per queste chicche, per lo spettacolo che le tre tappe sanno regalare, per l’altissimo livello degli atleti in gara e per i premi che il comitato organizzatore mette in palio nelle apposite aree supporter, il Tour du Rutor merita non solo di essere corso, ma anche seguito.

A consacrare le coppie più forti di questa 19ª edizione la classica tappa della domenica  con partenza e arrivo nel suggestivo borgo di Planaval. La lunga scia di atleti è sfilata tra le vie lastricate prima di agganciare gli sci e dare sfogo alle ultime energie su un massacrante itinerario da 2294m che li ha portati sul ghiacciaio dello Château Blanc (2850mslm), a punta Flambeau (3320mslm) e sulla vetta del Mont Château Blanc (3422mslm). Da qui, gara nella gara, con i migliori discesisti che si sono dati letteralmente battaglia sui 1868m di ripidissima discesa verso il traguardo. L'ultimo banco di prova per  il premio Freeride by La Sportiva che, quest’anno è andato alla coppia Matteo Eydallin - Nadir Maguet. Loro i migliori nelle ultime discese di ogni singola tappa.

Le due tappe precedenti, sono state estremamente tecniche e alpinistiche: approfittando di una prima giornata di meteo ottimale il comitato organizzatore ha colto l’occasione al balzo per portare i 704 eroi dell’edizione 2018 sul punto simbolo di questa gara la vetta del Rutor, quella che comunemente era la classica seconda tappa con mass start alle 7.50 di mattina nel cuore di Valgrisenche, uno sviluppo di 19 km e un dislivello positivo di 2639m spalmato su 3 importanti salite. Nella seconda tappa la quota massima raggiunta è stata la punta Feleumaz a 3102 mslm.

A sospingere ogni singolo eroe di questa “Grande Course” migliaia di spettatori che di buon ora, alcuni con tanto di frontale per portarsi il più in alto possibile, hanno risalito i pendii della Valgrisenche e vissuto in prima persona uno strepitoso week-end di sport.

Importante anche la presenza della stampa internazionale accorsa principalmente dalla Francia, dalla Spagna e dal Regno Unito.

 

 

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