Scialpinismo solo con la guida, la reazione dei professionisti

Il parere di alcune guide della Valle d’Aosta sull'ordinanza regionale

12 dicembre 2020
Dopo l’ordinanza firmata ieri, 11 dicembre dal presidente della Valle d’Aosta che permette la pratica dello scialpinismo fuori dal Comune di residenza solo con l’accompagnamento di una guida alpina o maestro di sci, la reazione dei professionisti non si è fatta attendere.

Tra le prime guide a prendere posizione a livello personale sui social network c’è Enrico Bonino: «Mi dissocio in maniera categorica dalle richieste avanzate dal nostro presidente delle guide alpine alla regione Valle d'Aosta, e accolte oggi dal presidente della Regione, che autorizzano lo scialpinismo solo se accompagnati da una guida alpina (in VDA)! Per quanto possiamo essere dei professionisti, per quanto possa farmi comodo lavorare, è una decisione discriminatoria e sbagliata. L'accesso allo sport deve essere garantito a tutti sempre e comunque».

Cristian Balducci afferma: «Come guida penso che sia un’assurdità, la montagna è libera e così deve rimanere. Se una persona mi chiede di essere accompagnata vorrei che mi scegliesse per la mia professionalità e non perché altrimenti non può andare in montagna».

Anche Matteo Calcamuggi si dissocia dalla scelta regionale e pubblica un lungo post su facebook che chiarisce la sua posizione: «Con la bieca proposta avanzata da un ristretto numero di persone si è quindi riusciti a mettere nero su bianco un'ordinanza basata sulla follia della privatizzazione della montagna che da sempre per tutti quanti, me compreso, è sinonimo di libertà». E conclude: «Queste scelte miopi si basano su futili e inutili privilegi di pochi a danno di tutta la comunità valdostana e non solo, risultando in completa antitesi con quei valori etici e quei codici deontologici che contraddistinguono le guide alpine e i maestri di sci che operano su tutte le Alpi».

Il testo completo dell’ordinanza è pubblicato sul sito della Regione. Al punto 11 si legge: «La pratica dello sci di alpinismo, al di fuori dei comprensori sciistici e con l’accompagnamento di guida alpina o maestro di sci, le escursioni con le ciaspole su sentieri e percorsi tracciati si svolgono anche nei comuni vicini a quello di residenza, domicilio o abitazione…». La Valle d’Aosta è classificata come “zona arancione”, quindi gli spostamenti tra Comuni sono vietati. Da un lato quindi l’intento di questo provvedimento è quello di concedere qualche possibilità di spostamento all’interno della Regione per fare sport. La scelta però di vincolare la pratica dello scialpinismo all’accompagnamento di una guida o di un maestro di sci è fortemente contestata perché, anche se in vigore per pochi giorni (l’ordinanza scade il 20 dicembre), è discriminante per gli sportivi e costituisce un pericoloso precedente giuridico per questo tipo di limitazioni fatte nel nome della "sicurezza".

Queste decisioni sono state prese innanzitutto nel contesto della situazione di emergenza che stiamo vivendo, ma non solo. Quello che preoccupa tanto gli appassionati che i professionisti è il rifiuto del rischio implicito negli sport di montagna e l’idea sempre più diffusa, ma paradossale, di dover mettere in sicurezza qualsiasi attività, anche quelle come scialpinismo e alpinismo, che per definizione implicano l’accettazione del rischio e si basano sul concetto di libertà e responsabilità individuale.

Marco Romelli

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