Scialpinismo solo con la guida, le reazioni della stampa e del CAI

La stampa specializzata e il Club Alpino Italiano prendono posizione

13 dicembre 2020
Anche la stampa specializzata e il CAI prendono posizione contro l’ordinanza valdostana che permette lo scialpinismo solo con l’accompagnamento di una guida.

La Valle d’Aosta, classificata come “zona arancione”, ha emesso un’ordinanza con l’intento di permettere ai cittadini di muoversi tra Comuni per andare in montagna. Le ciaspole sono ammesse, lo scialpinismo invece è vincolato alla presenza della guida perché ritenuto troppo pericoloso (ulteriori informazioni qui).

Le reazioni degli appassionati e delle guide alpine sono state decisamente negative. Anche gran parte della stampa specializzata si esprime contro questa ordinanza.

Non solo UP Climbing. Il primo a prendere posizione è stato Pareti. «La redazione di Pareti si dissocia totalmente da questa decisone, che crea un precedente pericolosissimo per la libertà di praticare alpinismo, che da oggi, seppure in una piccola ma rilevante regione alpina, diventa normato per ordinanza regionale. Il passaggio dalla normazione dello scialpinismo alla normazione della roccia e della arrampicata sportiva è millimetrico, è a rischio e rappresenta un vero e proprio sopruso nei confronti di tutti gli alpinisti italiani. Covid o non covid». E ancora «Invitiamo tutto il popolo verticale a riflettere sulla gravità di questa grossolana decisione proprio dall’angolazione del gravissimo precedente che crea. Il prossimo presidente che si inventerà che l’alpinismo è in generale pericoloso per l’incolumità pubblica avrà un precedente normativo a cui rifarsi».

Davide Marta, direttore editoriale di Skialper, pubblica un lungo ed efficace post su facebook in difesa della libertà di rischiare e della responsabilità individuale. A conclusione «Non posso prendermi la responsabilità, né ho l’autorità per invitare le persone ad una disobbedienza, però credo fermamente che queste decisioni siano antidemocratiche, immotivate, violino la libertà personale e debbano essere revocate. In questo caso si tratta del Covid-19, poi sarà un’altra cosa e ci sarà questo precedente a cui appellarsi. La faccenda è molto più grave di una semplice gita con le pelli e non si tratta di un capriccio, di un vezzo da adulti rimasti bambini che amano sciare in neve fresca. Si tratta di essere padroni del proprio destino, delle proprie scelte e di assumersi delle responsabilità, nel rispetto della salute propria e altrui».

Questa volta anche il CAI prende posizione. Lo Scarpone cita le parole del presidente generale Vincenzo Torti: «A nostro avviso, pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela. Del resto, lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna».

Il CAI Milano afferma: «Bisogna sempre parlare di sicurezza quando si va in montagna, alcune attività richiedono più attenzione di altre ma limitare l'accesso a suolo pubblico se non pagando una guida alpina il cui ruolo è importantissimo, ci lascia perplessi. Come molte guide alpine che hanno già espresso il loro parere contrario a questa ordinanza anche noi come Cai Milano ci auguriamo che la Regione Valle d'Aosta la riconsideri per non proibire l'accesso alla montagna ai moltissimi appassionati e preparati scialpinisti italiani i quali possono individualmente scegliere se essere o meno accompagnati».

Il Club Alpino Accademico è ancora più categorico: «Il C.A.A.I. reputa inaccettabile il provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta sulla pratica dello scialpinismo».

Il CAI stesso quindi ritiene l’ordinanza 552 dell’11 dicembre, peraltro di durata limitata (valida fino al 20 settembre), un provvedimento da non reiterare.

La sicurezza in montagna, aggiungiamo noi, è un valore da insegnare, non da imporre.

Marco Romelli

Banner c annuario2020

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875