La poesia del movimento, Lonnie Kauk [VIDEO] - Up-Climbing

La poesia del movimento, Lonnie Kauk [VIDEO]

Se si dice Yosemite, si dice Kauk. Il punto è che sono due, padre e figlio, Ron e Lonnie. Difficilmente si è trovato esempio migliore di come una passione possa essere trasmessa e diventare qualcosa di più di un semplice passatempo. Parlare di Ron Kauk vuol dire naturalmente entrare in quell’Olimpo assoluto dove regnano non solo i signori di Yosemite ma di un modo nuovo assoluto di arrampicare. Questo leggendario scalatore infatti, appartiene a quella generazione di climbers interamente ed assolutamente votata alla preparazione fisica, alla libera senza compromessi, all’arrampicata al sole con jeans e fascia in testa.

Negli anni fine ’70 ed inizio ’80, appena dopo scalatori del calibro di Jim Bridwell, venne questa pazzesca orda barbarica di arrampicatori prese in mano le redini della tradizione americana e la guidò verso nuove difficoltà aprendo le porte a qualcosa che prima, almeno da noi, non c’era. Molti furono i personaggi in Italia che introdussero il free climbing ma questo, sia dal punto di vista sportivo che concettuale, aveva una culla, Yosemite. Furono gli italiani infatti a viaggiare in California per vedere cosa si faceva oltreoceano, non il contrario.

Nato nel 1957, Ron già nel ’75 salì in libera la parete est della Washington Column insieme a John Bachar e John Long lungo la via Astroman, una via dalle parti del 7a. Poco dopo salì due perle americane che sono meritatamente nell’immaginario di tutti i climber del mondo, la via Separate Reality ed il boulder Midnight Lighting. Nel 1979 con John Roskelley, Kim Schmitz, Bill Forest salì una via sull’Uli Biaho in Karakorum di VII grado con artificiale fino all’A4 per 34 lunghezze, zittendo al pari di Wolfgang Gullich e lo stesso Jim Bridwell, coloro che vedevano i free climbers come gente capace solo di salire vie al sole e ben protette.

Nel 1985 seguito anche dalla televisione, salì Lost Arrow, 5.12, e poi Super Sonic 5.13b sul Tuolumne Meadows; Rap It Up 5.12d sull’ Hammer Dome; European Vacation e Love Sexy 5.13b, sul Whizz Dome o Punchline 5.12b sull’Arch Rock, tutte prime salite. Nel 1992 è con Wolfgang Gullich sul set di Cliffenger come controfigura di Sylvester Stallone e poi apre, soprattutto nel 1995, molte vie nuove sul Tuolumne Meadows come Peace, Golden Rose o Broken Arrow, tutte attorno al 5.13c.

In mezzo diventa anche papà di Lonnie, cui trasmette tutto il senso di libertà e passione per l’arrampicata che col tempo Lonnie esprime anche attraverso lo snowboard. Di questo infatti diventa un campione internazionale mentre lascia l’arrampicata a qualcosa di quasi secondario ma che tuttavia gli riesce particolarmente bene e con prestazioni non proprio alla portata di tutti.

Giusto per fare degli esempi, nel 2013 Lonnie compie la prima ripetizione di Too Big To Fail, terrificante boulder di V10 liberato da Alex Honnold a Bishop. Si tratta di un highball pazzesco con arrampicata estremamente leggera e di sensazione mentre nel 2017 realizza la seconda salita di Magic Line, una via in fessura di 8b+/8c liberata proprio dal padre 20 anni prima e mai più salita.

Il suo video youtube è un concentrato di adrenalina e sono alternati incredibili video di snowboard, spettacolarmente veloci e dinamici, ad altri di arrampicata dove con la stessa padronanza e leggerezza, “scivola” verso l’alto in un concentrato di tecnica, potenza ed eleganza.
Verso il basso o verso l’alto insomma, Lonnie Kauk e vera poesia in movimento.

 

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