LA PARTICELLA DELLA MUTAZIONE, 245 m, VI+ e A2 - Up-Climbing

LA PARTICELLA DELLA MUTAZIONE, 245 m, VI+ e A2

Nuova via sulla Parete di Padaro (Valle del Sarca)

Walter Polidori presenta La particella della mutazione, aperta con Alessandro Ceriani, Claudio Boldorini e altri compagni sulla Parete di Padaro (Valle del Sarca).

La via, dalla linea diretta, è stata individuata da Alessandro Ceriani e si caratterizza per un grande tetto ad arco, che la rende particolare ed esposta. I passaggi chiave sono ancora da liberare.

Nonostante la parziale attrezzatura a spit, è da ritenersi una via alpinistica classica, perché quando possibile sono stati usati chiodi e protezioni veloci. La roccia è complessivamente buona, anche se alcune zone (per lo più facili) restano delicate. Rispetto a come è stata trovata dai primi salitori, la via è stata ripulita da una buona parte di rocce e massi instabili e da arbusti e alberelli che ostacolavano la progressione.

L’itinerario è fattibile soprattutto nelle mezze stagioni, evitando l’estate e le giornate più fredde dell’inverno.

La “particella” cui fa riferimento il nome della via è… «Quella piccola particella che, se trova l’ambiente adatto, può dare luogo ad una mutazione, quella che porta ad immaginare linee da salire su qualsiasi cosa di verticale troviamo nel nostro cammino», raccontano gli apritori.

Valle del Sarca (Trentino-Alto Adige)
Parete di Padaro, versante est
La particella della mutazione
Walter Polidori, Alessandro Ceriani, Claudio Boldorini, Pietro Ceriani, Luca Scotti, novembre 2023-febbraio 2024
245 m, VI+ e A2 (i gradi indicati nella relazione sono da confermare), R3, alcune zone S2

Materiale. Classico da roccia, serie di friend (fino al 3 BD, utilizzabile anche il 4). Soste attrezzate su due spit con cordone e maglia rapida (tranne quella di S1, senza cordone), l’ultima su albero. Lungo i tiri alcuni spit, chiodi, cordoni. Attenzione, spit da 8x60mm.

Accesso. Ad Arco (TN) individuare la strada che sale verso San Giovanni. Superare il paese di Padaro e continuare in auto fino a quando la strada passa proprio sotto l’evidente parete. Lasciare l’auto dove possibile a bordo strada. A piedi salire verso la parete seguendo un sentiero che si trova nei pressi di un tornante a sinistra (guardando la parete). Seguire poi una traccia marcata verso destra (non la prima che si incontra nella ghiaia), in corrispondenza di un sasso con indicazione del nome di alcune vie. La traccia porta alla base della parete passando in prossimità dell’attacco della via Apollo e della Via della Rampa (scritte alla base). Continuare brevemente fino a una zona dove la parete è leggermente più in alto. Entrare nel boschetto e raggiungerla L’attacco si trova nei pressi di una piccola cengia terrosa, a sinistra di una bella placconata. Alla base scritta rossa col nome della via e sosta su uno spit con cordone. 15’.

Tracciato (foto coll. apritori)

Relazione.

L1: dalla sosta iniziale salire verso sinistra per una piccola rampa, raggiungendo la parete più compatta. Stare un po’ a sinistra (chiodo) e salire fin sotto uno strapiombino, quindi traversare a destra e salire verso un evidente diedro (passo difficile in ingresso). Continuare nel diedro, poi spostarsi leggermente a destra in parete e raggiungere una fessura sotto un tettino (difficile). Uscire a destra e continuare in un diedrino meno compatto, con roccia più rotta (attenzione), al cui termine si trova una piccola lista rocciosa e la sosta sue due spit. VII e A1 (max VIII?). Tre chiodi e diversi spit, alcuni con cordone. 35 m;

L2: salire una rampetta a sinistra (albero con cordone) che conduce a un piccolo muro (spit) da superare per arrivare ad una stretta cengia. Traversare a sinistra, ignorare un cordone della Via della Rampa, che sale verso destra, e arrivare alla base di un diedro con lame. Salire il diedro (nessuna protezione fissa) fino alla sosta, poco sotto un albero. V+, 40 m;

L3: traversare a destra e raggiungere una fessura verticale articolata. Scalarla (chiodi) fino al suo esaurimento poco sotto uno strapiombo con lama. Raggiungere lo strapiombo e seguire la lama verso destra contornando lo strapiombo, poi salire verticalmente. Sotto uno spit con cordone traversare a destra su parete compatta e raggiungere una cengia erbosa. Risalire un breve diedro articolato (chiodo con cordone) che porta a un grande terrazzino, dove si trova la sosta su placca abbattuta. Notare che sul terrazzino è possibile traversare verso destra, su cengia con sassi, per raggiungere dopo circa 20 m la sosta in comune di L4 della Via della Rampa e della Via del Cristallo. VI, breve tratto VI+. 30 m;

L4: salire verso un diedro chiuso da un tetto. I primi metri sono caratterizzati da una bellissima lama, poi la roccia diventa compatta (spit sotto il tetto). Superare il tetto, arrivando a un muro verticale sbarrato in alto da un grande tetto ad arco da sinistra verso destra, con una fessura alla sua base. Salire in diagonale verso sinistra, quindi raggiungere il tetto. Traversare a sinistra sotto di esso fino a qualche metro dal suo termine. Uno spit indica il punto ideale per superarlo, in una zona dove è meno sporgente. Uscire leggermente a destra, raggiungere un tratto più facile e salire alla sosta. VI+ e A2 (in libera VIII+?), un chiodo e diversi spit, 35 m;

L5: salire a destra della sosta (chiodo). Più sopra, a sinistra di uno spigoletto, si trova un chiodo con cordone. Salire a destra del chiodo (albero con cordone) fino a raggiungere un bombé con una breve ma bella fessurina (chiodo e due spit). Dopo di essa traversare a sinistra, in placca compatta (pianta con cordone), fino a raggiungere rocce articolate (chiodo) e fare ingresso in un grande diedro. Sosta alla sua base a sinistra. V, tratto VII, 30 m;

L6: salire nel diedro sopra la sosta (chiodo e poi spit). Proseguire raggiungendo una parete a sinistra con fessure (chiodo). Tornare nel diedro e, arrivati quasi sotto lo strapiombo che lo chiude (due chiodi e un spit), traversare a destra fino a una paretina verticale. Superarla (due spit) e raggiungere la sosta a sinistra. VII, 25 m;

L7: salire a destra della sosta per roccette facili ma delicate (spit), raggiungere verso destra una bella paretina con fessure e canne (cordino in clessidra), superarla e uscire presso una zona abbattuta e terrosa. Attraversare un boschetto (cordone su albero a destra, libro di via sotto gli alberelli a sinistra) e raggiungere una sorta di canale ripulito tra gli alberi, ultimi metri della Via Cristallo (poco sotto, a destra, si può vedere l’ultima sosta di tale via). Salire nel canale e raggiungere la sosta, su una roccia a destra. IV+, 35 m;

L8: seguire il canale terroso per pochi metri fino a trovare una traccia orizzontale. Sosta su albero con cordone. II ,15 m.

Discesa. Dalla sosta finale seguire la traccia verso sinistra. Poco dopo è visibile, più in basso a sinistra, una zona pulita con la sosta finale della Via Apollo. Salire nel bosco seguendo la traccia che porta a un breve salto roccioso. Superarlo uscendo a sinistra (pass. III), quindi traversare ancora a sinistra su roccette facili ma esposte, raggiungendo una traccia più marcata. Seguirla fino a incrociare una traccia orizzontale con ometti. Continuare traversando a sinistra (ometti e tracce) fino a un punto dove la traccia scende verso la parete. Individuare una roccia con cassetta metallica contenente il libro di parete di alcune vie. A destra di essa, su un’altra roccia (poco visibile), si trova la prima sosta di calata su due spit con cordone. Indicazioni faccia a monte: calarsi 20 m fino a una grossa cengia; seguire tracce e indicazioni blu verso la successiva sosta di calata, che si raggiunge andando in discesa verso sinistra. Dopo un tratto nel bosco e zone con roccette facili si trova la sosta su due spit con cordone. Calarsi 40 m fino alla successiva sosta, situata leggermente a sinistra in corrispondenza di un albero su una cengia (cordone su albero + spit). Calarsi 50 m nel vuoto fino a un grosso intaglio che deve essere superato per raggiungere un avancorpo staccato dalla parete. Scendere nel bosco verso destra, raggiungere la base della parete e il sentiero che porta, a sinistra, alla strada d’accesso.

In caso di emergenza è possibile calarsi sulla via (sconsigliato). Scendere con attenzione da S8 a S7; doppia 1 da S7 a S6; doppia 2 da S6 a S5; doppia 3 da S5 a S4 (diretta, non sulla linea di arrampicata); doppia 4 da S4 a S3 (scomoda, la calata porta sui rami di un albero, da cui occorre poi raggiungere S3); doppia 5 da S3 alla terza sosta della Via della Rampa, qualche metro a destra rispetto a S2; doppia 6 direttamente alla base della via.

Schema originale degli apritori

In copertina: L4 (foto coll. apritori).

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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