I CONFINI DEL PENSIERO, 7a+ max, 170 m - Up-Climbing

I CONFINI DEL PENSIERO, 7a+ max, 170 m

Nuova via nel Gruppo del Corno D’Aquilio

Alessandro Ceriani, Alessandro Pelanda, Walter Polidori e Said Taghipour hanno aperto una nuova via nel Gruppo del Corno D’Aquilio, su una parete che si affaccia in Vallagarina: I Confini del Pensiero.

Il nome della parete è stato proposto da Said, di origine persiana. In persiano “bahador” significa “coraggioso, coraggiosa”.

La via è sportiva, nel senso che è protetta sistematicamente a fix, ma l’ambiente è non è addomesticato e richiede attenzione. La roccia è a tratti ottima, a tratti delicata. Prestare attenzione ad alcuni massi. Anche il percorso d’accesso è piuttosto selvaggio! Gli apritori commentano:

Non è lo stile di apertura consono alla nostra propensione alle vie alpinistiche, ma le alte difficoltà e la scarsa possibilità di piazzare protezioni veloci affidabili ci hanno indotto a intraprendere questa esperienza. La linea è talmente bella che abbiamo deciso di proseguire in questo modo, con tutti i pro e i contro del caso.

Nonostante queste considerazioni, è stata una bella esperienza, faticosa, densa di incognite (anche se con il trapano al nostro seguito), perché abbiamo cercato di evitare una via scontata.

Peccato che la via non arrivi in cima alla parete, ma ci siamo fermati quando siamo arrivati a roccia molto compatta o, in alternativa, roccia friabile, con tetti difficili da superare. Saremmo stati costretti ad aprire lunghezze per una salita prevalentemente artificiale su fix. Le lunghezze aperte invece, anche se difficili, sono arrampicabili.

Ricordiamo che i fix piazzati sono piccoli, tutti da 8 mm x 60 mm. Sono stati inseriti in roccia compatta, ma meglio fare presente che non sono i grossi fix da 10 mm a cui ormai siamo abituati. Solo alcune soste prevedono un fix aggiuntivo da 10 mm.

Un grosso ringraziamento a Giuliana Steccanella e Sergio Coltri, a cui dedichiamo la via. Grazie a loro abbiamo preso in considerazione la possibilità di aprire una via su una parete tanto repulsiva. Da qui il nome della via, a indicare quanto spesso ci limitiamo nei nostri progetti, senza andare oltre quei confini che noi stessi ci diamo. Certo, con il trapano tutto è possibile, ma abbiamo cercato di mettere i fix in maniera che la salita risulti impegnativa.

Parete Bahador

Gruppo del Corno D’Aquilio, Vallagarina, Prealpi Venete (Trentino-Alto Adige)
Parete Bahador (toponimo proposto), versante ovest
I Confini del Pensiero
Alessandro Ceriani, Alessandro Pelanda, Walter Polidori e Said Taghipour, in più tentativi da settembre 2022. Conclusione il 25 giugno 2023
170 m. 7a+ max oppure 6a+ e A2 (gradi in libera da confermare)

Materiale. Classico da roccia. Le soste sono attrezzate su due fix da 8 mm x 60 mm, in alcuni casi con aggiunta di un terzo fix da 10 mm x 90 mm con anello di calata, una sosta con aggiunta di una clessidra. Lungo i tiri fix da 8 mm x 60 mm e due chiodi. Friend non indispensabili, eventualmente portare misure piccole e medie. In funzione del proprio livello in arrampicata è consigliabile portare due staffe.

Accesso. Borghetto sull’Adige (TN). Parcheggio possibile in paese (via San Biagio). Attraversare il ponte sulla ferrovia e la SS12, poi prendere la strada asfaltata per Peri (a destra, via Alla Cà). Deviare quindi sulla seconda strada che si incontra a sinistra. Immediatamente si trova un bivio: non andare a sinistra ma procedere dritti. Seguire la strada, ignorando alcune svolte a destra che conducono ai casolari, fino a quando la stessa piega nettamente verso sinistra. Lasciarla e proseguire su una sterrata che procede diritta. Fiancheggiare un vigneto per tracce, poi individuare una traccia che sale a sinistra e conduce a un altro sentierino. Seguirlo verso destra fino al greto di un torrente. Attraversarlo e continuare sulla destra (sinistra orografica), sempre per tracce nella vegetazione. Ignorare una deviazione a destra. Quando non è più possibile proseguire agevolmente, attraversare di nuovo il torrente e continuare alla sua sinistra, sempre per tracce e canali terrosi. Si trovano rari nastri bianco/rossi su alcuni rami. Raggiungere un canaletto boscoso ancora più a sinistra e risalirlo. Un primo ometto sulla sinistra, difficile da individuare, indica un pendio boscoso che porta direttamente verso l’attacco su pendenze sostenute (si sale a sinistra di un avancorpo). Meglio proseguire ancora, arrivando a un altro ometto con grosso paletto. Salire ancora parallelamente al canalone fino a una zona con massi. Puntare quindi alla parete, aggirando a sinistra un grosso masso e risalendo al meglio il pendio boscoso (alcuni ometti poco evidenti), fino quasi alla base della struttura (ci si trova a destra dell’avancorpo). Prima di arrivare alla parete si trova una traccia orizzontale. Seguirla verso sinistra fino a un colletto boscoso. Scendere sul lato opposto, passando più in basso di un dosso roccioso. L’attacco si trova poco dopo il colletto, presso un albero con cordone alla base di una parete con grossa edera, poco a sinistra di un’evidente rampa rocciosa. Il percorso non è obbligato. 1,30 h ca.

Schema della via

Relazione.

L1: salire direttamente vicino all’edera, arrivando a un primo muretto verticale. Raggiungere una bella lama che porta a un albero con cordone. Traversare a sinistra su lista rocciosa, quindi scalare un muretto e raggiungere una piccola cengia. Sostare su tre fix con cordone. 6a+, 4 fix e un albero con cordone, 35 m;

L2: affrontare direttamente il muro sopra la sosta, poi un diedro strapiombante (faticoso, possibilità di integrare le protezioni con friend). Alla fine del diedro, verso sinistra, alcuni gradoni permettono di salire su un grosso terrazzo dove si trova la sosta su tre fix con cordone. 6a+ e A2, in libera 7a+, 10 fix, 25 m;

L3: salire sopra la sosta su roccia un po’ friabile. Raggiunge un fix, poi una fessura alla sua sinistra. Altri due fix proteggono il tratto verticale. Salire su una lista rocciosa e traversare a destra per raggiungere una bella lama (fix) che conduce a un piccolo terrazzino dove si trova la sosta su due fix. 6b+, 5 fix, 25 m;

L4: affrontare un muretto sopra la sosta, rinviare una grossa clessidra (cordone) e spostarsi a destra su lista rocciosa. Raggiungere un fix alla base di un diedro strapiombante. Lungo il diedro (altri fix e un chiodo) raggiungere una cengia con blocchi. Traversare a sinistra (clessidra con cordone) per trovare la sosta su due fix e clessidra con cordone. 6c, 7 fix, un chiodo, 1 cordone in clessidra, 25 m;

L5: scalare un bel muretto sopra la sosta e uscire leggermente a destra. Evitare alcuni grossi blocchi a sinistra e salire su parete nera. Raggiungere un diedro nero che conduce a una lista rocciosa. Sosta su tre fix. 6b, 7 fix, 20 m;

L6: salire leggermente a sinistra della sosta, raggiungere una lista rocciosa e traversare a destra fino a un diedrino con lame (attenzione ad alcuni blocchi). Salire direttamente, spostarsi a sinistra e salire di nuovo verso un alberello. Continuare fino a una lista rocciosa, aggirare a destra un muretto (fix non visibile dopo lo spigolo), salire su un muretto e traversare a sinistra a una zona friabile. Da lì salire verso sinistra a un ripiano terroso con massi, trovando la sosta su 3 fix (ignorare un fix distante a sinistra e altri fix in alto a destra, resti di un tentativo d’ascensione). Tiro con roccia delicata. 6a+, 10 fix, 35 m.

Discesa. Calarsi in doppia lungo la via. È possibile calarsi da tutte le soste oppure più rapidamente da S6 a S4 e da quest’ultima direttamente alla base della parete.

Immagini e informazioni fornite dagli apritori.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio e pericolo.
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