VIETNAMESE CRUISER, 120 m, VIII - Up-Climbing

VIETNAMESE CRUISER, 120 m, VIII

Cristiano Iurisci e compagni tracciano una via sulla Pietra Cernaia

Cristiano Iurisci presenta una nuova via sulla Pietra Cernaia: Vietnamese Cruiser.

La struttura rocciosa della Pietra Cernaia sorge isolata, tra boschi e radure, sulle alture sovrastanti Ateleta, in Abruzzo. La sua parete sud-sud-est è imponente e solcata da grandi strapiombi. Cristiano ha individuato una linea che permette di superarla direttamente. Dopo un primo tentativo, effettuato a fine marzo con Maria Chiara Cavorsi, la via è stata completata il 6 aprile 2024 insieme a Vinh Phan.

Monti Pizzi, Appennini (Abruzzo)
Pietra Cernaia 1785 m, parete sud-sud-est
Vietnamese Cruiser
Cristiano Iurisci e Maria Chiara Cavorsi, 30 marzo 2024 (primi due tiri); Cristiano Iurisci e Vinh Phan, 6 aprile 2024
120 m, VII e pass. VIII (6c), RS 2/3

Materiale. Classico da roccia con alcune protezioni veloci per integrare (itinerario parzialmente protetto a spit).

Vinh all’attacco di L3. Foto C. Iurisci

Accesso. Raggiungere Ateleta (AQ) e seguire la strada comunale per C. da Pitassi fino al suo termine presso un’area pic nic (1420 m), dove è possibile l’asciare. A piedi superare la staccionata e seguire la serrata per 800 m, quindi piegare a sinistra in leggera salita tra radure fino a un primo ruscelletto fangoso. Ancora a sinistra dirigersi a una valletta con una sterrata sbarrata da filo spinato, salire a un colletto, poi per boschetto seguire un altro fosso, quindi una radura sulla sinistra (20’ fino a qui). Raggiunta una parete rocciosa, che si innalza oltre la faggeta, piegare nuovamente a sinistra e salire a una sella (1670 m) oltre la quale appare la parete; scendere per evidenti tracce fino alla sua base (35’).

Relazione.

L1: salire per vaga fessura-diedro a una cengia (5 m, V). Superare un muretto che immette in un più alto muro giallo; scalarlo per 10 m (VI, 2 ch.), quindi seguire una rampa a destra sotto uno strapiombo (IV). Un’ultima fessura-diedro (pass. V) porta alla sosta su 2 spit, 30 m;

L2: raggiungere un spit e piegare decisamente a sinistra puntando al successivo (VII+). Salire dritti per una fessura-diedro (8m VI+, friend, spit), poi deviare a sinistra a una sorta di rampa di 5 m che termina presso un primo muro verticale (5 m, VI, cordone). Andare ancora a sinistra, poi affrontare un altro muro più difficile (VI+, cordone) che conduce alla sosta su 2 spit, 28 m;

L3: salire verticalmente per placca a scaglie fino a uno strapiombo (VI, spit). Con un passaggio di VIII uscire su una cengetta erbosa sotto alcuni strapiombi (ch.), poi piegare a destra per una rampetta, quindi di nuovo a sinistra (spit) e per un largo diedro (6m, VII, erboso, spit) uscire su una placca. Risalirla in diagonale a sinistra (5 m, spit, VII), poi procedere verticalmente per una successione di altre belle placche (6 m, VII, friend, spit) fino alla sosta su 2 spit, 30 m;

L4: salire dritti 4 m, poi in diagonale a destra a una fessura-scaglia (cordone, friend). Seguire uno spigolo largo che conduce a un ripiano (V). Superato un piccolo muro (VI, spit), uscire su cengetta. Attaccare un ultimo muro sulla destra (ch., V) e risalirlo interamente (8 m, IV+). Un ultimo risalto conduce in cresta, sosta su 2 spit, 32 m.

Discesa. Procedere in cresta (100 m, I) fino a un boschetto. Seguirlo per 100 m poi, sulla destra, un ripido pendio boscoso permette di tornare alla vallata lungo la quale è possibile tornare alla radura sotto la parete e all’attacco della via (25’, altri 25’ per tornare al punto di partenza).

Vinh in sosta dopo il primo tiro. Foto C. Iurisci

In copertina: foto coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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