Presolana Rock - Up-Climbing

Presolana Rock

 
Presolana Rock
 
Nuove vie moderne sulle Alpi Orobie by Giangi Angeloni Daniele Calegari e Yuri Parimbelli
 
Introduzione di Maurizio Panseri
 
IL DUBBIO
Di Maurizio Panseri
Il dubbio è una condizione mentale con cui tutti, alpinisti compresi hanno dovuto, devono e dovranno fare i conti. Abbandonare le proprie certezze le proprie verità per rimettersi in gioco ed ampliare così il proprio campo del conoscere. Il dubbio di riuscire a realizzare una nuova salita o di portare a termine un’ascensione, perché troppo impegnativa o rischiosa, è quindi un buon compagno, che ci fa tenere sempre i sensi all’erta, per valutare ogni istante se ci sono le condizioni oggettive e soggettive per proseguire o rientrare. Il dubbio può diventare quindi stimolo a migliorare le proprie capacità fisiche, tecniche e psichiche, nonché impulso per ampliare la conoscenza di se e della montagna. Per potere poi ritornare con alcune certezze in più e riuscire a realizzare nuovi sogni.
 
Un sacco di dubbi devono aver avuto Giangi Angeloni e Daniele Calegari quando hanno iniziato questo loro gioco di apertura di nuovi itinerari sulle pareti della Presolana. Ogni volta che una certezza è venuta meno loro sono rientrati, sapendo però che sarebbero tornati e così hanno fatto. Sono nate quindi le linee “Dilettanti allo sbaraglio”, “Col senno di poi” e “ENYUDANCE with frends”,  che contano già alcune ripetizioni. Quest’estate sono tornati su altre due linee che avevano in cantiere e con grande determinazione le hanno portate a termine.
 
Simpaticamente Giangi e Daniele “battezzano” una delle loro nuove creature utilizzando un tormentone dell’ambiente alpinistico nostrano, che nel dubbio di riuscire o meno a salire una via esorta ad “allenarsi!”, nasce così “Nel dubbio … Allenarsi!” all’Antifupù. Poi in compagnia di Yuri Parimbelli arricchiscono la nord della Presolana con “Il senso della Misura” con difficoltà obbligate significative, in assoluto la via più dura della nord.
 
Per salire le nuove linee che sono nate in Presolana però non basta il semplice allenamento fisico, si tratta di itinerari che richiedono anche tantissima esperienza e tecnica, dove si devono padroneggiare ampiamente le difficoltà ed essere molto bravi a proteggersi con tricam, dadi e frends. Chi ha già provato l’ebbrezza di percorrere una delle due creazioni di Giangi & C, sa bene che i passaggi difficili non sono mai con il fix alla cintola, i pochi fix presenti sono sempre ben distanziati e se solamente c’è la possibilità di mettere una protezione veloce, scordatevi di trovarli ed ingegnatevi a posizionare un tricam in quel buchetto tanto comodo per metterci tre dita.
 
Quindi, a maggior ragione per questi due nuovi itinerari, che presentano una difficoltà obbligatoria decisamente più alta, non basta allenare i propri muscoli, quì anche l’esperienza e la testa giocano un ruolo basilare perché si possano ripetere queste vie gustandosele. Certamente non ci saranno le file all’attacco delle vie che Giangi, Daniele e Yuri hanno chiodato in Presolana in questi anni, ma sicuramente, questi itinerari, segnano un nuovo capitolo, tracciano una nuova strada, in linea con quanto avviene su altre pareti alpine, che può essere da stimolo anche per chi queste linee mai le salirà, limitandosi ad ascoltare con piacere i racconti di chi ha il livello tecnico e la determinazione necessaria per accettare queste nuove regole del gioco.
 
Difficoltà elevate, protezioni fisse rarefatte, buone capacità di leggere la roccia e sapere posizionare protezioni veloci, grande controllo psichico queste sono le caratteristiche con cui si dovranno fare i conti se vorrete giocare con queste nuove creature. Quindi se abbiamo aperto questa cronaca con il dubbio, direi che possiamo chiuderla con un’allegra esortazione: “allenarsi!”.
 
NEL DUBBIO…ALLENARSI
 
 di Giangi Angeloni:
 
“Se “Dilettanti allo sbaraglio” ha rappresentato l’esordio, “Nel dubbio…allenarsi!” è stato il tentativo di spingere su una linea più difficile la possibilità di aprire una bella via di arrampicata libera con trapano e cliff cercando di lasciare “puliti” i passaggi più significativi.
 
Ci siamo scontrati effettivamente con ostacoli per noi molto alti soprattutto sull’ultimo tiro fortemente strapiombante caratterizzato da una roccia sana ma umida e sporca e con la prospettiva di brutte cadute sulla placca sottostante.
 
Alla luce di questi fattori e dopo varie considerazioni abbiamo deciso di derogare alla nostra “regola” mettendo il secondo fix con l’aiuto di una staffa. Averlo la volta successiva trovato asciutto e, dopo un lavoro di pulizia e qualche tentativo, scalato in libera (anche se con i rinvii già posizionati) è stata comunque una bella soddisfazione che ha mitigato questo difetto e ci ha dato conferma che la linea scelta tutto sommato era valida.
 
Il nome rappresenta un omaggio al nostro amico Daniele Natali, simpaticissimo estimatore delle nostre salite: il suo “tormentone” ci è sembrato adeguato vista la fisicità di molti passaggi su questa via!”
 
SCHEDA TECNICA
 
PRESOLANA ORIENTALE  versante nord-est – parete “ANTIFUPU’ “
 
Via “Nel dubbio…allenarsi!” aperta nel 2009/2010, liberata il 22/7/10 da Daniele Calegari e Giangi Angeloni;  220mt., diff. max 7c+, obbl. 7a+, II, SR3
 
MATERIALE NECESSARIO: corde da 60mt, una serie di friends fino al 2 camalot (micro compresi), kevlar per le clessidre, utili tricam piccoli ed ev. nuts.
 
ATTACCO: su uno spigolo di bella roccia bianca a sx di uno strapiombo (15 mt a sx di “Dilettanti allo sbaraglio”).
 
DISCESA: in doppia utilizzando S5 e S4 di “Dilettanti…”.
 
PERIODO CONSIGLIATO: estate, la parete si trova a quota 1500mt ed è soleggiata solo alle prime ore del mattino.
 
Via chiodata a più riprese dal basso col trapano senza uso di corde fisse, arrampicando in libera tra un fix e l’altro tranne il 2°fix del 5° tiro (dove ci siamo appesi ai cliff abbiamo sempre posizionato un fix). I passaggi difficili sono quasi sempre obbligati ed è opportuno posizionare protezioni veloci su tutti i tiri. Roccia ottima tranne nei punti indicati.
La via è consigliata ad arrampicatori che padroneggiano la difficoltà obbligatoria e che hanno esperienza di vie di roccia “alpinistiche” in quanto è necessario utilizzare le protezioni veloci e saper valutare la solidità della roccia in alcuni tratti che, anche se da noi un po’ ripuliti, vanno affrontati con perizia.
 
AVVICINAMENTO: a Colere in Val di Scalve (BG) parcheggiare nei pressi del centro sportivo e prendere il sentiero CAI n°402 che attraverso la località Pian di Vione conduce al rif. Albani. Usciti dal bosco risalire il ghiaione di scolo del canale delle Quattro Matte (traccia) e portarsi gradualmente alla base della parete. Costeggiandola si arriva in corrispondenza di un diedrino sormontato da strapiombi neri (1 ora di cammino).
 
DESCRIZIONE DEI TIRI
L1 50mt 6a: salire un pilastrino bianco in cima al quale si piazza un buon friend, dritti al primo fix (15-20m da terra) oltre il quale obliquare a sx (valutare la roccia) poi dritti su gocce (fix e clessidra); dopo l’ultimo fix traversare a dx (occhio ad alcune scaglie fragili).
L2 55mt 6c+: delicata placchetta in entrata, lungo obliquo a dx facile ma sprotetto fino a un chiodo su cengetta erbosa; dopo il 2° fix aggirare a dx uno strapiombo (valutare la roccia), dritti fin sopra il 3° fix poi traverso a sx fino alla base di un diedrino appoggiato da salire con passo tecnico (chiave) proteggibile con friend; strapiombo ben appigliato in uscita dal 5° fix; allungare bene chiodo e 2° fix.
L3 40mt 7a: ovvio fino al 3° fix poi rampa obliqua a sx al termine della quale c’è il 4°fix; dritti su buchi buoni poi leggermente a sx; oltre il 5°fix ristabilimento a sx su roccia un po’ friabile poi oltre il 6°fix run out alla sosta su bella placca.
L4 40mt 7b+: dalla sosta a dx poi dritti con difficili passaggi obbligati fino al 4°fix oltre il quale si esce a sx su terreno più facile ma da proteggere e con roccia da valutare; 5°fix molto alto dopo il quale è facile ma si trovano anche dei blocchi precari (occhio!).
L5 30mt 7c+: dritti verso lo strapiombo (clessidra a proteggere il ristabilimento al primo fix); lancio in entrata poi sequenza breve ed intensa su buchi; dopo il 4°fix obliquare lungamente sul facile proteggendosi fino all’ultimo fix (di direzione) poco prima della sosta.
 
IL SENSO DELLA MISURA   
 
di Giangi Angeloni
 
“…Quella giusta misura fra il desiderio e la nostra possibilità di raggiungerlo, dove nasce la propensione verso la felicità, il più alto dei beni raggiungibili mediante l’azione ”. Leggendo qualche tempo fa queste parole di saggezza ho pensato che potevano rappresentare un modesto parallelo per il piccolo ma controverso campo di opinioni sullo stile di apertura delle moderne vie di arrampicata con l’utilizzo di trapano e spit.
 
La “punteggiatura” di spit che un rocciatore scrive salendo dal basso su muri spesso improteggibili rappresenta sia la sua capacità che la sua personalità. Certamente i fori possono significare dei punti di debolezza, ma quando i metri di arrampicata libera, magari vicino al limite delle proprie possibilità, si accumulano pericolosamente con l’aggiunta dell’incognita della solidità dell’appiglio mi sento di dire che a quel punto il fissare una solido ancoraggio rappresenta un atto di responsabilità.
 
A seconda delle diverse abilità e visioni sull’arrampicata appaiono così con gli stessi strumenti a volte delle “opere di carpenteria” dalla dubbia creatività e all’estremo opposto delle vere e proprie prove di intuito e coraggio. La differenza sta proprio nella misura.
 
Percorrere la nostra via significa, per vari motivi, visitare buona parte di questo ampio panorama provandone le diverse emozioni e magari cercando di indovinare la personalità di quelli che vi hanno messo mano.
 
SCHEDA TECNICA
 
PRESOLANA OCCIDENTALE – PARETE NORD
 
Il senso della misura 330 mt. circa, diff. max. 7b, diff. obbl. 7b, III, SR4
 
aperta nel 2008/2009, liberata il 4 luglio 2010.
Angeloni Giangi, Calegari Daniele, Parimbelli Yuri
 
MATERIALE NECESSARIO: mezze corde da 60 mt., una serie di friends fino al 3 camalot e una serie di tricam.
 
ATTACCO: appena a sx della “Via del cuore”, a dx del pilastro rettangolare adagiato alla parete, chiodo con cordino arancione.
 
DISCESA: a scelta dal cengione Bendotti o in doppia dallo spigolo nord o dalla S10 due doppie sulla via e poi con le calate della “Placido” o della “Paco”.
 
PERIODO CONSIGLIATO: estate, la parete si trova a 2000m di quota.
Aperta a più riprese dal basso con trapano e cliff arrampicando in libera tra un fix e il successivo e usando le corde fisse per l’apertura degli ultimi tiri.
Le protezioni fisse su alcuni tiri sono molto distanti con i passi duri obbligatori, perciò è necessario avere un’ottima padronanza delle difficoltà e l’abitudine ad utilizzare le indispensabili protezioni veloci. La roccia è buona ad eccezione del primo tiro, la partenza del secondo e la facile seconda parte del decimo.
La via è nata come idea di continuazione di un vecchio tentativo di Mario Pilloni (al quale si sovrappone per pochi metri centrali) ma successivamente si è pensato anche ad una prima parte indipendente. Ha in comune con la via “Placido” la S2 e la S6.
 
DESCRIZIONE DEI TIRI:
L1 25m 6b+: dritti per un delicato e vago diedrino, siate leggeri!
L2 30m 6c+: soppesate ogni grammo che applicate sul friabile traverso di partenza. Passo duro per arrivare al primo fix e poi per uscirne. Oltre avanti coi friends su roccia lavorata e bel diedro obliquo a destra.
L3 40m 7b: tiro chiave su muro leggermente strapiombante e continuo. Dopo il primo fix traversare a sx e intraprendere il lungo viaggio verso il secondo che a questo punto potrete vedere… Capolavoro del Parimba!
L4 25m 6c: duro in partenza con primo fix molto alto sopra la sosta poi tranquilli, per un tratto vi sembrerà di tornare in falesia.
L5 25m 6b+: partenza fisica su buchi poi delicato passo in placca.
L6 25m 6c: passo difficile per salire dalla sosta poi continuità su roccia lavoratissima e solo a tratti delicata.
L7 40m 7a: lunghi viaggi fra i fix ma con un po’ di occhio ben integrabili. Dopo il secondo traversare a sx in placca.
L8 35m 7a+: tiro del “binario”. Partenza fisica e continua, attenzione a non cadere sopra il terzo fix finchè non si è piazzato un buon friend nel diedro.
L9 30m 6b+: bel muro a buchi continuo con i piedi spesso “spalmati”. Non è sempre facile leggere la linea di salita.
L10 55m 6b: partenza leggermente a sx da proteggere poi dopo il primo fix diventa facile ma la roccia degenera. Facoltativi paletta, secchiello e setaccio!
Dalla S10 uscita in comune con la via “Bosio” : un tiro di III/IV fino al cengione Bendotti.
Buon divertimento e nel dubbio…allenarsi!
 
 
 
Presolana versante meridionale 
  
COL SENNO DI POI
Giangi Angeloni e Daniele Calegari, terminata e salita in libera il 19 luglio 2009; 200m.(6 tiri), diff. max. 7b (6c+ obbl.), II/S3.
MATERIALE: consigliate 2 mezze corde, 10 rinvii, una serie di dadi e una di friends fino al n°2 camalot e un paio di kevlar per le clessidre. Soste attrezzate con 2 fix.
 
Via chiodata a più riprese dal basso col trapano senza uso di corde fisse, arrampicando in libera tra un fix e l’altro (dove ci siamo appesi ai cliff abbiamo sempre posizionato un fix). Alcuni passaggi difficili sono obbligati ed è opportuno posizionare protezioni veloci su tutti i tiri. Roccia bellissima tranne nei pochi punti indicati.
Ci ha impegnato per ben tre uscite (la velocità in apertura non è il nostro forte…) anche a causa di due giornate con nebbia, temperature veramente rigide (5°/6°C) e una grandinata proprio nel tratto più impegnativo che hanno messo a dura prova la nostra motivazione. La posa di ogni fix è stata sempre ben ponderata ma nonostante ciò, un po’ a causa del cattivo meteo, un po’ per i momenti di forma fisica scadente e a tratti per le difficoltà nell’interpretazione della linea di scalata, “il senno di poi” (potevamo fare meglio…) è stata una costante nelle nostre considerazioni di quelle giornate. Siamo stati però ripagati dal regalo finale di una rara giornata di perfetto sole estivo nella quale ci siamo goduti pienamente la salita in libera di una via che possiede alcuni tiri che reputiamo per bellezza (scusate l’immodestia) fra i migliori “gioielli” della Presolana.
 
AVVICINAMENTO: dal Passo della Presolana dirigersi al Colle della Presolana e seguire le indicazioni per il rifugio Olmo fino all’ampio ghiaione sotto la parete sud della Presolana di Castione. Portarsi ora in direzione di una barra rocciosa strapiombante staccata dalla parete (buon riparo in caso di pioggia) e costeggiarla sulla sinistra risalendo uno zoccolo erboso fino a individuare un vecchio chiodo ad anello (Attacco della via “Barbisotti…”), pochi metri a sx vi è la S0 con uno spit da 8 mm (i primi metri della via si sovrappongono a un vecchio tentativo per poi obliquare a dx). Due ore di cammino dal Passo.
 
RELAZIONE: la via corre inizialmente (primo tiro) a sx della “Barbisotti…” poi sale nella fascia compresa fra quest’ultima ed “Enyudance with friends”.
L1: breve e facile zoccolo friabile, strapiombo ben appigliato protetto da 2 buoni chiodi, traverso a dx in placca poi fessura diritta da proteggere;        35mt. 6c, 3ch e 2fix.
L2: facilmente diritto verso lo strapiombo (roccia ripulita al 2° fix) poi breve singolo e continuità in bella fessurina ben proteggibile, finale in placca a buchi; 35mt 7a, 1ch e 5fix.
L3: placca splendida con due singoli difficili; dalla sosta obliquo a sx, in alto puntare alla fessura da friend e infine dritto sul muretto finale;                30mt. 6c+, 3fix e 1clessidra.
L4: una goccia di “Wenden” è caduta qui! Placca da antologia con singoli difficili di dita, è possibile integrare con dadi e friends; 35mt. 7b, 6fix.
L5: bellissimo diedro da proteggere, facile rampetta a sx, al 2° fix un po’ a sx e poi a dx (occhio ad alcuni grossi blocchi), in cima al pilastrino si trova il 3° fix. Bella placca in obliquo a sx con solo qualche “piastrella” a cui porre attenzione e finale diritto; 40mt. 6c, 4fix.
L6: dritto sopra la sosta poi leggermente a sx (calata del Soccorso Alpino), puntare poi all’evidente bellissimo diedro bianco a dx interamente da proteggere; 25mt. 6a, / (event. Rinviare 1 fix della calata).
 
DISCESA: in doppia sulla via (molto obliqua su L5) oppure utilizzare le calate attrezzate dal Soccorso Alpino più dirette che scendono grossomodo sulla linea della Via “Barbisotti, Pasini, Zanga”.
 
Topo: Valli bergamasche – Falesie e vie moderne di Yuri Parimbelli e Maurizio Panseri
Edizioni – Versante sud – Milano
 

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