05 Dic HOT LINES: LINACISORO, PLACCI E GHISOLFI
LE ULTIME DAL CLUB DEL 9
Mikel Linacisoro ha salito Estado Critico (9a) e Gaur Zortzi (b+) a vista, Stefano Ghisolfi e Giovanni Placci liberano un nuovo 9a ad Arco.
Le temperature miti di questo dicembre 2024 portano indubbiamente parecchio lavoro ai 9a climbers, che trovano ottime condizioni per portare avanti i loro progetti estremi. Grazie a queste ottime condizioni, molti di loro si portano a casa meravigliose salite, ripetendo grandi classici e trovandone di nuovi. Un appartenente a quest’ultima categoria è Gabriele Moroni, con la FA di Prima Linea (9a+), ma non è il solo.
Nella zona di Arco, un’area davvero piena di vie di alto livello, stanno nascendo sempre più linee di riferimento. Tra tutte spicca Excalibur, il 9b+ ancora irripetuto liberato da Stefano Ghisolfi. Il climber torinese si è infatti insediato nel territorio trentino ed ha subito iniziato a produrre nuovi masterpiece. Oltre ad Excalibur, Stefano ha liberato anche Erebor, un 9b recentemente ripetuto da Giovanni Placci. I due, appena Giovanni si è liberato dalle incombenze su Erebor, si sono dedicati al liberare una nuova linea, chiodata da Gabriele Moroni, che prende il nome di Tre mou polacche. Per questa nuova via, la coppia Ghiso-Placci ha proposto il grado di 9a.
Nella falesia di Siurana, il neo trasferito in Catalunya Mikel Linacisoro, si è mosso su un vecchio progetto. Due anni fa, il talento spagnolo aveva messo le mani su Estado Critico, un 9a che non ha bisogno di presentazioni. Quest’anno, Mikel è tornato agguerrito pieno di vie da salire ed Estado spuntava in cima alla lista. Conscio di essere in super forma, lo spagnolo ha ripassato tutti i movimenti e, nella seconda sessione, si è portato a casa una altro 9a, che si aggiunge ad una lista che va a diventare sempre più corposa. Questo brillante risultato arriva dopo un periodo di scarico dalle competizioni, ambito nel quale Mikel si focalizza, ed è la ciliegina sulla torta del 2024, un anno che l’ha visto arrivare anche all’8b+ a vista con la salita di Gaur Zortzi a Mugarra.
Fonte Stefano Ghisolfi – Mikel Linacisoro
Cortesia foto Sara Grippo
Alessandro Palma

