Dinda e le falesie della Val Pennavaire - Up-Climbing

Dinda e le falesie della Val Pennavaire

grazie a Dinda e alla sua banda, la val Pennavaire ha scoperto da alcuni anni una nuova risorsa: l’arrampicata.
Nasino, Castel Bianco, Cisano sul Neva, Zuccarello e Alto, sono i comuni dell’entroterra savonese e cuneese, coinvolti da una piccola rivoluzione economica: non più solo agricoltura e briciole di turismo marino stanco della calura e dell’affollamento costiero, ma una vera e propria nuova risorsa: il turismo outdoor.
nascono negozi e agriturismi, e molti esercizi commerciali si stanno danno una connotazione "arrampicata", per accontentare i sempre più numerosi climber che vengono a visitare le falesie della valle.

Parliamone con Andrea Bisio ("Dinda" quando impugna il trapano) uno dei protagonisti di questo piccolo miracolo.

Ciao Andrea, prima di iniziare facci subito un regalo: dacci se puoi qualche anteprima sulla nuova falesia che state chiodando… dalle foto sembra bellissima!

In realtà saranno tre falesie, infatti con un po di sforzo stiamo portanto avanti la chiodatura di tre falesie in contemporanea tutte vicine tra loro.   Si va dai muri oltre la verticale a liste a strapiombi su spigoli e tegole orizzontali,  per finire su marcati strapiombi a buchi e canne su roccia di elevata qualità.
 
Potrebbero uscire circa 60/70 itinerari.  Ideali nel periodo estivo,  in quanto orientati a nord e freschi. Abbiamo optato per una chiodatura mista cioè fix a doppia espansione in una zona e tassello chimico nell’ altra per verificare in futuro quale è stata la soluzione migliore.
Comunque tutte le  chiodature sono certificate e a norma avendo usato materiale di prima qualità.

come ti è venuto in mente di venire a chiodare questa valle?

Dopo 20 anni trascorsi nel finalese e in giro per il mondo alla ricerca di nuove falesie mi sono chiesto se non fosse possibile trovare  delle nuove linee da attrezzare relativamente vicino a casa. Somma all’inizio è stata la voglia di cambiare la falesia del week end e poi è stato l’inizio di una grande passione
 
come hai fatto a scoprirla? l’hai cercata o è stato un caso? 

Il suggerimento è venuto da un amico, e anche ottimo climber "Gianni Duregato" che aveva notato la possibilità di attrezzare delle  linee  a sinistra dei tiri chiodati da Andrea Gallo nella falesia di Castelbianco. Una volta colto il suggerimento mi si è aperto un mondo di roccia, e di nuove falesie!


credo sia uno dei posti in Italia con il maggior concentrato di falesie, puoi confermarmi questa sensazione?

www.8a.nu ci da come il terzo polo d’Italia dopo Arco e Finale. Considera che il potenziale da sfruttare  di Albenga è ancora molto alto.

quanti tiri e quante falesie? 

circa 1.200 per 40 falesie

Chi siete e cosa fate nella vita oltre a far felici climber e operatori turistici? presentaci il gruppo dei chiodatori.

L’associazione Roc Pennavaire è stata fondata da 4 persone: Andrea Bisio e Adriano Giovani che si occupano di tutta l’attività di chiodatura e pulizia delle falesie e Laura Albertani e Rossella Burroni che si occupano della parte di comunicazione e di raccolta fondi. Nella vita lavoriamo tutti a genova e dintorni. Solo il week end e le ferie sono dedicati alle Valle.

oltre a voi dell’associazione, ci sono attivi altri chiodatori?

risposta: certametne, anche se in misura minore come numero di tiri e di falesie realizzate. Innnanzitutto ho chiodato con Luca Biondi dal 1999 al 2004. Inoltre,  hanno speso tempo e denaro Marco Pukli con il gruppo Ala San Remo, Danilo Bo’, Andrea Gallo e il duo Matteo felanda, Angelo Corso negli ultimi tempi. Per chi volesse approfondire, sul nostro sito la storia è raccontata in modo completo.

dove li trovate i soldi per chiodare? 

I soldi sono arrivati in un primo momento dal contributo di I Vert che tuttora finanzia parte della chiodatura e della manutenzione. Si sono aggiunti il contributo di alcuni operatori economici del settore (Casa dei Nonni, Rossociliegia, Ristorante Scola e il Bar Neva), il contributo di Versante sud nell’ambito del progetto books for bolts, la quota di iscrizione dei nostri soci e la vendita degli aggiornamenti sulle nuove falesie. Ricordo infine un piccolo contributo del comune di Castelbianco.
Con tanto sforzo ad oggi siamo sempre riusciti a trovare il finanziamento per il materiale mentre la manodopera è ed è sempre stata gratis.

si, capisco. ad un convegno sull’arrampicata a San Vito lo Capo, il presidente di UISP Lega Montagna Santino Cannavò parlava delle falesie come di veri centri sportivi all’aria aperta fatti da volontari: i politici devono solo amministrarli. Parliamo di opere complessive da centinaia di migliaia di euro.
ne sono consapevoli gli enti pubblici locali? i comuni sono piccoli ma un po’ l’economia l’avete smossa… 

Ad oggi c’è stato da parte di alcune amministrazioni locali un certo interesse quantomeno nell’incontrarci e nell’interessarsi all’attività che facciamo, ma quanto a  veri e propri finanziamenti non si è ancora  fatto nulla.

in questi anni quanti esercizi commerciali sono nati grazie al vostro lavoro? 

Almeno 10 e quelli esistenti hanno aumentato i loro affari. Ricordo che da circa un anno a Cisano c’è un vero e proprio negozio per climber.

quindi lavoro volontario. e i climber? lo sanno? mediamente ringraziano o hanno delle pretese?

Solo lavoro volontario! molti climber sono entusiati ringraziano, scrivono e lasciano anche il loro contributo.
Poi come credo dappertutto c’è sempre qualcuno che ha molte pretese e quando gli chiedi un contributo guarda dall’altra parte, ma il nostro punto di forza deve essere quelle di andare avanti per tutti quelli che apprezzano.

qual’è la spinta che porta un climber a dedicare buona parte del suo tempo libero a chiodare? non è più divertente scalare?

Difficile da spiegare, diciamo che è la voglia di creare una linea nuova di immaginarne i movimenti che poi verranno ripetuti da migliaia di climbers negli anni.

che prospettive vedi per queste falesie e questo territorio?

Prospettive amplissime: la roccia è tanta e molta di qualità anche le più recenti scoperte ce l’hanno confermato.

la vicinanza di finale danneggia o aiuta?

si tratta di tipologie di falesie diverse che presuppongono stili di scalata molto diversi (+ classico a finale, più atletico e moderno  ad Albenga), comunque il fatto di offrire una più ampia scelta agli scalatori è sicuramente un vantaggio

cos’è rocpennavaire.it? 

la nostra ultima creazione 🙂 ha l’obiettivo di dare più informazioni possibili ai climbers che vogliono venire a scalare in Valle. Dalle informazioni sulle falesie (se sono all’ombra al sole che gradi ci sono se sono verticali strapiombanti ecc) alle informzioni logistiche su dove dormire mangiare ecc. E in più settimanalmente pubblichiamo i lavori che abbiamo fatto nel week end …perché dopo ogni week end c’ è sempre una o più nuove linee o una manutenzione fatta!
 

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