Perché andare in montagna? - Up-Climbing

Perché andare in montagna?

Interrogativi e riflessioni nate dall’incontro con il mangaka Shin’ichi Ishizuka

 

Di recente abbiamo avuto il privilegio di poter partecipare a un’intervista con Shin’ichi Ishizuka e Number 8, mangaka (cioè autori sia dei testi che dei disegni di un’opera a fumetti) di successo internazionale grazie soprattutto a due titoli: Blue Giant e Gaku, quest’ultimo già discusso proprio qui su Up Climbing.

Il contesto era quello della Games Week & Cartoomics, fiera del videogame e del fumetto che ha avuto luogo presso la Fiera di Milano verso la fine di novembre. Durante le tre giornate di questo evento, ormai riconosciuto a livello nazionale come uno tra i più importanti del settore, all’interno degli stand si sono avvicendati appassionati, giornalisti, editori e produttori di un universo che unisce l’intrattenimento alla cultura, e che anzi fa sempre di più dell’intrattenimento una vera e proprio cultura.

In questo vivo e vorticante universo abbiamo potuto incontrare Ishizuka e Number 8, ponendo loro alcune domande sul tema dell’alpinismo e dello sport outdoor partendo proprio dal manga Gaku. 

La prima domanda si è focalizzata su un tema sempre più caro per chi frequenta la montagna, quello ambientale. La seconda invece ha interrogato Ishizuka su quali fossero le fonti, ammesso che esistano, dalle quali ha preso spunto per creare il personaggio di Sanpo, protagonista del manga.

Sulla sinistra Number 8 e a destra Shin’ichi Ishizuka

Considerando il cambiamento climatico e l’esplosione delle attività outdoor, l’etica alpinistica e ambientale di Sanpo Shimazaki di Gaku del 2003 è ancora attuale o dovrebbe adeguarsi nel bene e nel male al nuovo alpinismo di massa?

Non ci avevamo mai pensato – risponde IshizukaAdesso che ci abbiamo pensato ci sentiamo in dovere di trattare questo tema, che è un argomento molto serio, quindi oggi avremmo sicuramente parlato del cambiamento climatico. I ghiacciai si stanno sciogliendo e quindi avrebbe avuto una sua influenza nella storia.

Per creare il personaggio di Sanpo si è ispirato ad uno o più alpinisti reali? Vede in Sanpo qualche personaggio dell’alpinismo odierno?

Mi sono ispirato ad alcuni miei compagni di trekking – afferma Ishizukaed in particolare ad un’alpinista, Naomi Uemura, che ha girato per il mondo. Sono stato molto influenzato da lui, una persona molto energica. Vedendo gli alpinisti attuali e i loro filmati percepisco sempre qualcosa in comune tra di loro, che sono molto tranquilli.

Il carattere di Sanpo – commenta Number 8è proprio come quello di Shin’ichi Ishizuka (ride).

Una parola in particolare ha colpito la mia attenzione: tranquillità. Questa parola ha scatenato una serie di considerazioni che mi hanno permesso di collegare tematiche apparentemente lontane tra loro che però possiedono un legame comune, provo a chiarire la questione.

Nel manga ciò che colpisce di più del personaggio di Sanpo è forse proprio la calma, quasi noncuranza (mi permetto di commentare con “apparente”), con la quale affronta le diverse situazioni, tragiche o meno, che si susseguono all’interno della narrazione. Questa tranquillità che pervade il personaggio è come un vento calmo, un momento di bonaccia che ha la capacità di azzerare la tensione generata dai momenti di crisi; consentendoci di fare un passo indietro dall’agitazione del momento per osservare tutto da un punto di vista più alto e permettendo ai personaggi della storia di affrontare ciò che gli accade con più consapevolezza.

Gaku, Shinichi Ishizuka, ©2020 ISHIZUKA/SHOGAKUKAN

Questo distacco, tipico di Sanpo e che Ishizuka probabilmente ha tratto dall’alpinista ed esploratore Naomi Uemura, è lo stesso che possiamo notare nei professionisti della montagna. Siano essi alpinisti o climber ciò che li contraddistingue è la disinvoltura con la quale affrontano sfide al limite delle capacità umane, disinvoltura che nasce certo dalla preparazione che hanno dovuto subire per raggiungere tali obiettivi, ma anche credo ottenuta frequentando così tanto l’ambiente montano e del verticale più in generale. Spesso si sente affermare loro che il vivere così tanto la montagna gli abbia permesso di ottenere una tranquillità tale da poterla poi trasferire in ogni aspetto della propria vita, e famosa è la loro presenza in seminari o meeting organizzati anche dalle aziende con lo scopo di applicare tale metodo nella prassi lavorativa dei propri dipendenti.

Certo, l’altra faccia della medaglia dell’approccio professionistico alla montagna è quella della performance: ottenere ad ogni costo il risultato prefissato. Questa purtroppo è una realtà con la quale tutti i climber e gli alpinisti professionisti devono fare i conti, e che spesso ha richiesto loro il prezzo più alto, quello della vita. Inoltre un tale approccio ha la ancora peggiore capacità di influenzare chi invece è un’amante della montagna per puro diletto, distorcendo quella che è la più nobile delle filosofie dell’alpinismo: vivere l’esperienza, apprezzare il viaggio e godere dei momenti in un ambiente straordinario.

Da queste considerazioni è nato poi il collegamento con il mondo degli influencer, sempre più diffuso e soprattuto invasivo all’interno del mondo outdoor. L’esplosione dell’interesse nei confronti della montagna che ha caratterizzato gli ultimi anni ha sicuramente rivitalizzato le finanze di coloro che fanno del turismo in queste aree il proprio mestiere, donando magari anche nuova linfa a piccole realtà urbane che si sono desertificate con l’industrializzazione. Ancora una volta però ci sono i contro: perché questa moltitudine ha iniziato a interessarsi alla montagna? In che modo la frequenta? Ha le capacità e le conoscenze di poterla vivere in sicurezza?

Queste ultime domande ci portano quindi ad un’ultima tematica molto importante: la sicurezza. Tema che è poi centrale sia nell’opera di Ishizuka sia nei fatti di cronaca che sempre più spesso giungono a noi dalla montagna. Di questo argomento abbiamo avuto il piacere di discutere con Christian Salaroli, medico e soccorritore alpino, all’interno dei programmi di Climbing Radio. Invito tutti coloro interessati al tema ad ascoltare i podcast de LARADIOSVEGLIA, dove potrete trovare tanti e interessanti aneddoti e riflessioni.

Come chiudere questo articolo che prende piede da un manga, attraversa il professionismo, si soffermo sulla figura dell’influencer e termina con la sicurezza. Forse il modo migliore è domandarsi proprio perché continuare ad andare in montagna. A questa domanda è possibile rispondere solo in maniera personale, io mi permetto di darvi un consiglio, rubato a una delle battute più frequenti di Sanpo: tornate in montagna! Forse è proprio così che lo scoprirete.

Gaku, Shinichi Ishizuka, ©2020 Shinichi ISHIZUKA/SHOGAKUKAN

Blue Giant e Gaku sono pubblicati in Italia da J-Pop.

Le domande a Ishizuka e Number 8 sono state scritte da me e Arabella, conduttrice insieme al sottoscritto del programma radiofonico LARADIOSVEGLIA di Climbing Radio.

Dam

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