09 Ott UP CLIMBING #38: EIGER
L’Eiger, una montagna che per la sua storia è un nome noto già ai neofiti in ambito alpinistico.
Con quella del Cervino e delle Grandes Jorasses, la sua parete nord ha rappresentato uno degli ultimi grandi problemi delle Alpi e le tante vittime di questa parete le hanno conferito l’inquietante appellativo di “montagna assassina”.

Eiger Ph© Markus Spiske
Al di là di quelli che sono ormai arcinoti stereotipi associati all’Eiger, è indubbio che essa abbia saputo affascinare al di fuori dell’alpinismo stesso. A partire dal cinema: da Assassinio sull’Eiger di Clint Eastwood, trasposizione cinematografica di un romanzo, a Heinrich Harrer, il protagonista di Sette Anni in Tibet, interpretato da Brad Pitt. Per quanto quest’ultimo film non c’entri nulla con questa montagna, il suo protagonista in realtà sì, perché Harrer fu per l’appunto uno degli alpinisti che, prima delle vicende tibetane, riuscirono a salire per primi la Nord, lungo la celebre linea che ora porta il nome del principale capocordata, Heckmair!
Se tutti questi avvenimenti ci portano lontano negli anni, ciò non significa che l’Eiger non abbia giocato un ruolo importante anche nell’alpinismo moderno. Dalla visionaria Metanoia di JeffLowe, ai record di velocità di Steck e Arnold proprio sulla Heckmair, alle tante vie (quasi) sportive di alta difficoltà che solcano ora la parete nord, nella severità che comunque sa sempre offrire. Odyssee, La Vida Es Silbar, Merci la Vie, ma anche vie più “semplici” e famose come Deep Blue Sea, Magic Mushroom e altre.
L’Eiger ha tuttora molto da offrire agli alpinisti, richiedendo non solo rilevanti abilità arrampicatorie, ma anche doti alpinistiche tutt’altro che superate.
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