UPDATE: SUNGSU LEE RIPETE BURDEN OF DREAMS...O NO? - Up-Climbing

UPDATE: SUNGSU LEE RIPETE BURDEN OF DREAMS…O NO?

Il coreano realizza una grande salita, ma sottopone i suoi dubbi etici alla comunità…poi torna e lo ripete senza più dubbi!

Negli scorsi giorni è passato un po’ in sordina il post Instagram di SungSu Lee, fortissimo boulderista coreano che già negli scorsi mesi si è distinto a Buttermilks con l’8C di Lucid Dreaming e la terza salita di The Process, 8C+. Dopo questa trasferta invernale a Bishop, SungSu ha organizzato il suo successivo viaggio, questa volta per raggiungere Lappnor in Finlandia e mettersi in gioco sul 9A di Burden of Dreams!

Sostanzialmente è andata così: Lee è riuscito a ripetere questo mitico boulder di Hukkataival, il primo di grado 9 nella storia dell’arrampicata, realizzandone così la quinta salita dopo Nalle, Will Bosi, Simon Lorenzi, e il nostro Elias Iagnemma.

Tuttavia, SungSu ha pubblicato un post Instagram (sotto riportato) in cui si è principalmente focalizzato su un dubbio etico che ha caratterizzato il suo exploit, chiedendo il parere della comunità. Partendo in quello che è poi stato il giro buono, si è sollevato dal pad per caricare il primo durissimo movimento dinamico, però, nel caricarlo, è ritornato leggermente verso la terra e la sua maglietta ha toccato il materasso, chiaramente senza che ciò l’abbia in qualche modo aiutato. Il coreano non si è accorto di questo tocco, di cui si è reso conto solo a posteriori guardando il video. Dimostrando una grande consapevolezza etica, Lee ha quindi messo in discussione la sua stessa salita, chiedendo appunto su Instagram come tutti gli altri valutassero questo “dab”.

Prima di continuare è utile chiarire, per i poco esperti di boulder, che cosa sia il “dab”, un tempo chiamato anche “touchette”. In questa disciplina qualunque tocco o urto del corpo su qualunque ostacolo che non sia la roccia del masso su cui si sta salendo (crash-pad, paratori, alberi, vegetazione, altri massi circostanti ecc), per quanto ininfluente possa essere ai fini della riuscita, è comunque un fattore invalidante la salita stessa.

Questa regola etica è sempre stata assolutamente indiscutibile nel bouldering, per quanto negli ultimi anni la situazione sia del tutto diversa e si vedano non di rado touchette anche in salite poi spacciate come valide, effettuate anche da climber di alto livello.

Per quanto possa sembrare una forzatura ai limiti della paranoia nel caso in cui questi urti involontari siano per l’appunto ininfluenti per la riuscita, come già spiegato in molti altri contesti e come sottolineato da climber quali Alex Megos, questi minimi dettagli sono fondamentali nel boulder e l’etica del “come” si sale è una regola del gioco che va assolutamente rispettata.

Molto più sfumata e borderline è però la situazione che caratterizza il caso di Lee: qui non si tratta di un tocco sul pad del corpo dello scalatore, bensì della sua maglietta, quindi sicuramente del tutto impercettibile e ininfluente. C’è da dire innanzitutto che SungSu, a fronte di una ripetizione tanto importante sia a livello assoluto che a livello personale, ha dimostrato un’etica ferrea nell’essere lui a mettere in discussione il suo stesso exploit e quindi tanto di cappello per questo rigore. Gran parte dei climber che si sono espressi in risposta al suo post hanno validato la salita, incluso lo stesso Megos che, come detto, è sempre molto attento a questi aspetti etici. Anche a parer mio la salita del coreano può essere ritenuta valida e casomai la questione per Lee si sposta su un piano del tutto personale, nella propria accettazione di questo “difetto” di esecuzione a fronte di un exploit così importante in primis per la sua propria attività arrampicatoria.

Sta quindi a lui decidere se ripartire in futuro alla volta di Lappnor oppure se dare per chiusa la faccenda con un grande successo. Per tutti gli altri sembra invece evidente che la quinta salita di Burden of Dreams porti la sua firma, consacrandolo come un nuovo membro dell’elitario club del grado 9 del boulder.

Al di là di questo, l’esempio di SungSu ha anche il grande valore di sbattere in faccia alla comunità l’attenzione che bisognerebbe avere verso questi aspetti etici del boulder… e quindi complimenti al coreano sia per la salita che per la grande consapevolezza con cui ha gestito tutta questa vicenda!

AGGIORNAMENTO: In un nuovo post Instagram (si veda sotto), SungSu Lee racconta di come il presunto dab l’avrebbe ossessionato per sempre… è quindi tornato sotto BoD e, questa volta a petto nudo, è riuscito a ripeterlo ancora una volta, ora in modo completamente “pulito”! Eccezionale!!!

Albertaccia

Foto di Anteprima – Screenshot dal video IG. Fonte: @lee_sung_su99

 

 

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