15 Apr IL RESTYLE DELLE AREE BOULDER
ETICA, CONSERVAZIONE E NUOVE LINEE
Con l’esplosione del boulder a livello commerciale e “consumistico” è solo positivo che ci siano gruppi o singole persone che hanno voglia di portare avanti un approccio esplorativo e creativo, pulendo massi da condividere poi con la comunità.
Complice però anche il Covid che ha portato al rimuschiamento e al rimboscamento di molte aree, alcuni realtà passate del boulder si sono quasi perse, per poi essere riscoperte dalle nuove generazioni che le hanno rispazzolate pensando fossero nuove, talvolta senza preoccuparsi di andare a fondo nella loro storia.
In questo articolo, le considerazioni di Gianluca Furiozzi a tal proposito.
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Gli ultimi 20 anni di esplorazione della scena Bouldering italiana si possono definire come i più potenti e ricchi di proposte: senz’altro la creatività dei nostri fortissimi del recente passato sono stati una leva fantastica per spingere sia il livello che l’esplorazione al massimo regime. Gente come Core, Calibani, Ceria e altri hanno a tutti gli effetti generato un sistema grazie al quale chi voleva proporsi nella famiglia boulder doveva non solo ripetere o provare le linee esistenti, bensì armarsi di tutto il necessario per creare nuovi problemi e aree e quindi essere componente attivo della comunità sportiva.
Il meccanismo funzionava benissimo, bande di esploratori blokkers spesso in barba a famiglia e lavoro si riversarono nei boschi alla ricerca di massi esprimendo una dedizione quasi maniacale nella pulizia delle linee, terrapieni perfetti, disgaggi etc etc. e quindi a lavori ultimati era rituale invitare i forti a provare i problemi e testare il lavoro fatto.
La verità è che, oltre alla sfrenata passione per i piattoni e le listine, ognuno di noi in qualche modo si emancipava nell’ambiente, vuoi per motivi commerciali o personali, e il tutto era condito da una certa notorietà che era motivo di soddisfazione.
Poi, per logica, i massi da scoprire finirono o si ridussero in modo consistente!
Le nuove generazioni su cosa possono mettere la mani per riprendere il meccanismo cosi ben collaudato? Non rimane altro che scovare aree di quegli anni ruggenti e creativi magari un po’ meno frequentate, farne un restyle e aggiungere qualche linea.
Questo va benissimo, anzi da un lato si potrebbe definire doveroso da parte delle nuove generazioni, che in effetti si sono ritrovati con un parco giochi enorme a loro disposizione. Purtroppo però l’avvento sfrenato dei social e la relativa visibilità ha generato un altro meccanismo, meno pulito e talvolta sleale pur di avere un like e un followers in più.

Bouldering a Condove nel 2015
Si tratta del voler apparire a tutti i costi, dove oltre alla passione verticale si aggiunge la passione per Instagram e fb, due strumenti utili sicuramente ma dalla doppia lama e che oltre alla dipendenza ormai provata, sono diventati per molti versi un rifugio per le manie di protagonismo.
Ormai in Italia sono molte le situazioni di questo tipo, con neo gruppi di blokkers che restylizzano aree magari non più troppo frequentate e che, considerando anche che la pandemia per due anni certamente non ha aiutato il mantenimento degli spot, aprono qualche nuova linea e….ovviamente si vogliono prendere gli onori e le glorie del pubblico social, bypassando tutta la storia recente.
In parte questo vale anche per alcune palestre che nel recente passato, per avere un riflettore commerciale e/o farsi conoscere, hanno scritto guide ignorando completamente altre guide già esistenti, primi apritori/pulitori etc etc come nel caso di Novalesa: un’area molto estesa di cui esisteva una guida a cura del sottoscritto consegnata nell’arco di due raduni ma rifatta cambiando nomi e gradi da due palestre che a loro volta organizzarono un altro raduno. Non potevano farne una delle linee pulite e salite da loro e lasciare in vigore la guida già esistente?
Un caso recente di restyle è poi quello zona di Condove, dalla roccia favolosa e l’esposizione perfetta per il pieno inverno.
Qui dopo un lavorone, nell’inverno 2015 fu organizzato un raduno per far conoscere lo spot e la relativa guida dei passaggi piu belli e divertenti. Ritualmente fu invitato il forte esordiente dell’epoca, Pietro Biagini, che in effetti si teneva da paura, e in due giornate di puro boulder facemmo il video di presentazione dello spot; la canzone a base del video è dei Prodigy “Invaders must go die”… era gia’ in previsione quello che sarebbe successo negli anni…
Puntualmente un gruppo di neo blokkers invade l’area annunciando sui social una “nuova guida della nuova area blocchi”

L’autore Gianluca Furiozzi a Condove
Nella presentazione passano da Giancarlo Grassi, mitico, che in effetti fece delle salite su alcuni massi ubicati nello stesso comune ma totalmente da un’altra parte rispetto allo spot in oggetto, direttamente a loro, saltando completamente il punto principale e cioè che nel 2015 era già stato fatto sostanzialmente tutto (volendo appunto apparire così come i creatori dello spot..)
Costoro se vogliono fare una guida dell’area sono liberissimi di farla, ovviamente dei passaggi puliti e liberati da loro, e poichè non hanno chiesto nulla ai primi scopritori nonostante la facilità di dialogo che abbiamo oggi con i social, noi li invitiamo a Non Inserire le nostre linee nella guida, o nel caso specificare bene il lavoro fatto in passato, non cambiare i nomi e i gradi.
Speriamo che questa crew di neo blokkers continui la sua opera di restyle, che è certamente benvenuta, pero ricordandosi sempre prima di chiedere a chi è passato prima di loro…non è cosi difficile no?
Quindi in conclusione le regole principali in termini di rispetto nella restylizzazione di vecchie aree e aperture di nuove linee nelle stesse devono essere:
– prima di iniziare informarsi circa la presenza di relazioni o guide già esistenti e quindi contatattare i redattori e/o se sono stati fatti raduni in passato
– chiedere circa la possibilità di restyle o nuove aperture: potrebbe essere che chi ha fatto i primi lavori abbia voglia di proseguire o lui stesso rivalorizzare lo spot
– mantenere sempre uno standard qualitativo dignitoso, evitare di pulire dei blocchi che blocchi non sono (tipo ciotoli da 0,5 mt)
– negli spot dove sono presenti linee storiche o di riferimento non toccare nulla senza chiedere, anche porzioni di roccia attigue: se pulite nelle ripetizioni potrebbero rovinare i problemi già presenti
– ammesso che siamo tutti d’accordo sul restyle, una volta finito prima di sbandierarlo sui social chiedere una visita da parte di chi ha più esperienza e possibilmente qualche top per una valutazione/recensione complessiva
– tenere presente che in USA e GB in molti spot si scala solo su invito dei locals/primi apritori proprio per evitare problemi e inutili discussioni…
Ciao a tutti e buone sboulderate!
Gianluca Furiozzi

Il raduno di Condove del 2015

