Il peso di una medaglia - Up-Climbing

Il peso di una medaglia

Per i Campionati Mondiali Giovanili, Arco di Trento si è coperta di mille colori date dalle bandiere di atleti veramente da ogni parte del mondo. 53 le nazioni presenti, più di 1200 gli atleti considerando le varie discipline ed una mole incalcolabile quasi di accompagnatori, tecnici, allenatori, parenti ed amici che li hanno accompagnati. Ora che le luci si sono spente al Cimbing Stadium, è momento di fare i conti.
Il medagliere parla chiaro: l’Italia porta a casa 10 medaglie (tre ori, un argento e sei bronzi), più degli USA e meno solo della Russia. Gli ori sono pari, tre per tutti, la differenza la fanno i secondi e terzi posti. Dietro sloveni, austriaci, giapponesi e tutti gli altri. Sembravano tanti vero? Sì, erano tanti, tantissimi. E per questo che i Giovani Leoni della nostra nazionale hanno davvero fatto il possibile e l’impossibile.
Dopo il fantastico oro di Filip Schenk nel Boulder della Youth B, è meravigliosamente arrivata dalla Speed la seconda medaglia, con una stellare Elisabetta Dalla Brida capace di mettere dietro russe, francesi ed ucraine. Immensa, veramente. E poi, quando tutto o quasi era assegnato, si fanno i conti della combinata e David Piccolruaz strappa ancora un altro oro! Tre primi posti che pesano come macigni.
Già basterebbe per tornare da un mondiale contenti ma le altre medaglie valgono UGUALE agli ori ed il perché è semplice, basta ancora una volta vedere classifiche ed avversari. Nel Boulder Asja Gollo si piazza terza nella Youth A, schiacciata tra francesi ed americani e, importante, dall’alieno sloveno Janja Garnbret. Un tentativo per una zona ed uno per un top separano Asja dalla seconda classificata! Nella Speed oltre ad un oro arriva il terzo posto nella Youth B di Leonardo Sandrin, che dietro due russi va in finale con un connazionale!
Si apre poi lo scenario forse più atteso e di sicuro il più temuto, la Lead. La concorrenza è stratosferica, gli avversati tanti e affamati, le nazionali avversarie numerose. Che fare quindi? Lottare, come i nostri giovani sanno fare. In finale non ci arrivi per grazia ricevuta, o tiri fuori tutto quello che hai o sei fuori. Nelle qualifiche e nelle semifinali, gli occhi dei talenti azzurri tagliano lo stadio come lame e la tensione percepibile. Pochi gli atleti contenti, molti gli insoddisfatti. “Potevo fare di più”, “li non dovevo cadere”, dicono. Ma si va avanti, si tiene comunque sempre una presa in più e si arriva in finale…in tanti!
Youth B, 3 italiani. Youth A, 3 italiani. Junior, 1 italiano. Per la Lead si partiva in più di 450! Alla fine è ancora la Youth B a dare due podi, due terzi posti, quello di Laura Rogora (nella stessa categoria di Ashima Shiraishi) e Pietro Biagini. Nella Youth A, Stefano Carnati fa il miracolo. Con un ginocchio malconcio lì dove aveva capito che c’era il filtro bastardo non esita, smanaccia una presa in più degli altri, la tiene ed è secondo! E per capirci, presa 39 il primo e presa 35 l’ottavo. Superfluo ogni altro commento. Si completano i conti nella Combinata e spuntano altri nomi italiani: ancora Laura Rogora, 3° nella Youth B, e ancora Asja Gollo, 3° nella Youth A.
Si parla sempre dei vincitori ed è giusto così ma ricordiamo che ci sono poi tutti gli altri atleti della nostra nazionale che hanno combattuto in giornate torride o umide per la pioggia. Che non sono scappati dopo un’esclusione ma che sono rimasti lì a dare sostengo e ad incitare. Pare scontato ma non è così. Perché quando hai meno di 18 anni e ti giochi un mondiale, se perdi e sei fuori può essere che te ne vuoi stare a fare altro. Ed invece no, i nostri erano lì, tutti. Questo dimostra l’intelligenza di questi ragazzi anche giù dalle strutture. Con loro tutti i tecnici che stanno lavorando sul gruppo e che con loro portano avanti il progetto, con le sue soddisfazioni e le sue difficoltà.
C’è poi un’altra medaglia che assegniamo noi. E la medaglia per le famiglie senza le quali nulla di tutto ciò si sarebbe potuto concretizzare. Un Adam Ondra prende e parte per i fatti suoi; non ha bisogno ormai né di mamma e papà e ha risorse a sufficienza per girare. Il tutto meritatamente, sia chiaro. Per i nostri ragazzi questi mondiali sono stati un grosso impegno, sia fisico che mentale che di risorse proprie, per loro e per le famiglie e questo, scusate, ma la differenza la fa e di tanto. Il nostro grazie va quindi ai ragazzi le ragazze della nostra nazionale, a chi li sostiene tecnicamente e a chi li ha permesso di essere lì, sui podi di Arco. Quelle medaglie sono anche loro.
Stefano Michelin

 
I piazzamenti della nazionale italiani

Boulder Youth B female
Laura Rogora 8°, Giorgia Tesio 11°, Nora Rainer 19°, Olimpia Ariani 27°, Camilla Moroni 28°
Boulder Youth B male
Filip Schenk 1°, David Piccolruaz 5°, Matteo Manzoni 7°, Pietro Biagini 30°
Boulder Youth A female
Asja Gollo 3°, Giulia Medici 27°, Teresa Cirelli 31°, Alice Gianelli 41°
Boulder Youth A male
Antonio Prampolini 27°, Simone Tentori 29°, Giorgio Bendazzoli 41°, Enrico Capano 43°
Boulder Junior female
Martina Zanetti 14°, Andrea Ebner 17°, Annalisa De Marco 26°, Giulia Alton 32°
Boulder Junior male
Lorenzo Carasio 28°, Lorenzo Malatesta 31°, Matteo Mosconi 37°, Giovanni Di Fronzo 41°
Speed Youth B female
Elisabetta Della Brida 1°, Sara Morandini 18°, Francesca Vasi 19°, Laura Rogora 22°

Speed Youth B male
Leonardo Sandrin 3°, Gabriele Randi 4°, Cristian Dorigatti 5°, David Piccolruaz 13°

Speed Youth A female
Silvia Porta 10°, Giorgia Randi 13°, Giulia Fossali 16°, Asja Gollo 18°

Speed Youth A male
Gianluca Zodda 4°, Paolo Martignene 15°, Giacomo Ingrami 21°, Alessandro Cingari 27°

Speed Junior female
Martina Zanetti 18°, Ginevra Casellato 19°, Andrea Ebner 22°
Speed Junior male
Alessandro Santoni 4°, Ludovico Fossali 10°, Alessio Voghera 16°, Lorenzo Carasio 21°
Lead Youth B female
Laura Rogora 3°, Giorgia Tesio 13°, Maria Ballerini 40°, Jana Messner 46°
Lead Youth B male
Pietro Biagini 3°, Filip Schenk 5°, David Piccolruaz 23°, Felix Kiem 28°

Lead Youth A female
Asja Gollo 4°, Ilaria Scolaris 7°, Eva Scroccaro 18°, Lisa De Martini 21°

Lead Youth A male
Stefano carnati 2°, Janluca Kostner 23°, David Piccolruaz 28°, Giorgio Bendazzoli 36°

classifiche finali IFSC-rockmasterfestival-FASI
 
 
 
 


 



 
 
 

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