La confessione di Jorg - Up-Climbing

La confessione di Jorg

Su Instagram, l’olandese si mette a nudo nel suo periodo di difficoltà e dimostra come l’arrampicata possa essere un modo di esprimere se stessi e le proprie emozioni

 

Jorg Verhoeven non ha bisogno di presentazioni: vie, boulder e multipitch di altissimo livello, garista di livello mondiale per anni, fino alla vittoria della Coppa del Mondo Lead nel 2008. Un pro-climber che da tempo è riconosciuto e apprezzato all’unanimità.

Ieri Jorg ha pubblicato su Instagram un video sicuramente d’impatto: in Zillertal ha infatti salito slegato l’8b+ di Total Brutal, via che sale in diagonale su un grande masso, a sbalzo su una strada trafficata da macchine e camion. Jorg la definisce un highball, anche se è più vicina a una free solo vera e propria.

Tuttavia, al di là dell’exploit di altissimo livello e alla pericolosità di questa salita, a colpire è quanto l’olandese scrive nel suo post:

“Oggi ho effettuato una salita highball di Total Brutal (8b+).

I social media di solito ritraggono i momenti belli e felici, ma non è tutto ciò che c’è.

Questo sono io al momento, in totale disequilibrio, scontento di me stesso, delle mie decisioni e delle mie azioni. Ma questo sono anche io che combatto per sentirmi vivo, per rimanere vivo e per trovare un posto dove posso liberarmi di alcune di queste infinite emozioni senza ferire altre persone, tranne potenzialmente me stesso.

Sono tutt’altro che orgoglioso di quello che sono oggi, ma l’unica cosa che posso fare è lavorare su me stesso per diventare come voglio essere, come alcune persone già pensavano che fossi.”

 

Una confessione sincera e coraggiosa, in cui Jorg si mette a nudo nel presentare il difficile periodo che sta vivendo e in cui l’arrampicata diventa un modo per affrontare se stessi, per esprimersi liberamente nel proprio essere (o malessere) e dare sfogo delle proprie emozioni.

A emergere è proprio questa dimensione intima di una disciplina che per le masse si configura sempre più come un semplice sport, ma che in realtà ha sempre presentato ampi orizzonti di esplorazione interiore e un approccio totalizzante alla vita.

Un celebre esempio in tal senso, seppur in un contesto alpinistico ancora più estremo, fu Metanoia, la via che Jeff Lowe, per sfuggire alla disperazione di un momento molto difficile della sua vita e con un tentativo che appariva a tutti un puro suicidio, aprì in solitaria sulla nord dell’Eiger, risorgendo dal suo personale abisso.

Singole storie personali che mostrano l’aspetto “umano” di personaggi celebrati spesso unicamente per i loro exploit, ma che così mostrano, anche nelle loro debolezze, come nella vita si possa trovare un senso e un aiuto nel semplice salire lungo una roccia o una montagna.

Non ci resta che augurare a Jorg di risollevarsi da questo suo periodo buio più forte che mai, grazie anche a quest’ancora di salvezza che l’arrampicata rappresenta.

Oltre a questo, leggere i commenti al post di Verhoeven è un utile esercizio sociologico, che mostra bene il profilo del climber medio attuale. Rari i commenti di chi incita e sostiene Jorg augurandogli di superare le difficoltà. La maggior parte dei commentatori si distinguono in due gruppi. Da una parte c’è chi lo condanna aspramente per aver messo a rischio soprattutto l’incolumità altrui per un’eventuale caduta sulla carreggiata dove ignari automobilisti passavano di continuo (un rischio effettivamente fondato). Dall’altra parte chi, tra slang social e emoticon, pensa solo a complimentarsi animatamente per la sua impresa, come se quanto scritto non esistesse o non fosse degno di nota, a fronte invece della rilevanza di numeri e exploit.

È molto probabile che molti di questi ultimi quelle parole non le abbiano nemmeno lette o se l’hanno fatto non gli hanno dato peso… una delle tante dimostrazioni di un’arrampicata ormai diventata l’ennesimo specchio di una società fatta di apparenza e culto del successo, dove l’aridità di contenuti e la completa sterilità emotiva vanno di pari passo con il numero di cuoricini.

Albertaccia

Fonte: Instagram

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