LOCALS ONLY: TRENTINO BY CRISTIAN DORIGATTI - Up-Climbing

LOCALS ONLY: TRENTINO BY CRISTIAN DORIGATTI

LOCALS ONLY: IL TRENTINO CON CRISTIAN DORIGATTI

IL BOULDER SU CALCARE

Alla scoperta del bouldering in Trentino con Cristian Dorigatti.

Dopo la carriera da garista, Cristian Dorigatti si è intensamente dedicato alla valorizzazione dell’arrampicata in Trentino. L’ex velocista, che ha vestito i colori della nazionale con la squadra di speed, è particolarmente famoso per aver chiodato una via che non ha bisogno di presentazioni: Excalibur. Insieme all’amico Morris Fontanari, co-chiodatore di Excalibur, ha edito la guida Trentino Boulder. In questa nuova puntata di Locals Only, presenta i blocchi assolutamente da provare nella sua zona.

La prima volta che ho scalato un boulder è stato in Val di Genova dove Dario Filippi (ex compagno di gare) e la sua famiglia mi mostrarono questo stupendo posto. Avevo solo 13 anni e, non avendo mezzi di trasporto né persone che mi accompagnassero a fare boulder, ero sempre stato costretto a dedicarmi alla falesia. Così, 7 anni dopo, patentato e curioso di esplorare il nostro territorio, ammirai quanto potenziale c’era oltre alla già rinomata Val Daone. Non conoscendo le zone boulder vicino a casa, ero sempre alla ricerca di massi da scalare raccogliendo le informazioni dagli arrampicatori del posto. Una cosa però mi ha sempre turbato: non riuscire a reperire le notizie. Infatti, non solo era difficile trovare i blocchi, ma non conoscevo nemmeno le linee e non sapevo se fossero già state salite o liberate. Mi sento in dovere di ricambiare, offrendo qualcosa alla nuova generazione di climber. Credo sia un peccato che molte aree boulder, poco frequentate, vadano in rovina o non vengano valorizzate solamente perché non conosciute. Mi dispiace anche che molte delle informazioni, come nomi e gradi, continuino a cambiare creando sempre molta confusione e discussioni tra gli arrampicatori. Nasce così la necessità di realizzare una guida che raccoglie la maggior parte delle aree boulder del Trentino valorizzando il territorio. Una guida alla portata di tutti, intuitiva e di facile lettura. Una guida che unisce storia e testimonianze, offrendo la possibilità a tutti di frequentare aree locali molto belle e spesso poco conosciute. Proposi al mio amico Morris Fontanari questo “progetto” e fu così che assieme ci lanciammo in questa grande avventura: “la prima Guida Boulder del Trentino”.

Stefano Ghidini, Stupid fucking question 7C+, Lavini di Marco – Ph Graziano Galvagni

Impossibile determinare una data di nascita esatta e puntuale del bouldering, le aree blocchi più antiche sono frequentate già dai primi decenni del 1900, quando questa attività veniva considerata solamente come forma d’allenamento per potenziare forza ed esplosività propedeutiche alle salite in montagna. A partire dagli anni 70 il bouldering, chiamato sassismo, iniziò a essere praticato in Italia come una vera e propria attività a sé stante, con l’obbiettivo di salire passaggi logici e linee sempre più dure, tecniche, esplosive ed estetiche. Anche in Trentino le prime testimonianze di questo nuovo approccio risalgono a quel periodo. Nella prima metà degli anni 80, dopo le prime esperienze in Francia, Roberto Bassi e un gruppo di ragazzi di Mori tra cui Giuliano Dorigatti, Domenico Tonelli e i fratelli Ermanno e Cesare Dossi, valorizzarono l’area di Montalbano, chiodando i massi più grandi e liberando linee di notevole difficoltà per l’epoca, su quelli di più ridotte dimensioni. Nei primi anni 90 nello scenario trentino subentra una seconda generazione con Loris Manzana, Maurizio Righi, Stefano Angelini e Carlo Bona che, oltre a ripetere i blocchi di Roberto Bassi a Montalbano, realizzano nuovi passaggi, sfiorando, già allora, il 7c. Ai primi anni 2000 si diede il via alla valorizzazione della Val Daone grazie al lavoro dell’aquilano Roberto Parisse che insieme al gruppo bresciano della Banda del Pannello liberò linee storiche come il 7c+ Campari Soda o il 7c high ball Janes Hutton. A questo lavoro di scoperta e pulitura presero parte, a distanza di pochi anni, i trentini Massimo Faletti, Matthias Basetti, Alessandro Gandolfo e altri pionieri, realizzando quella che oggi è considerata una delle aree Boulder più belle e ampie d’Italia.

Morris Fontanari, Ne ho pieni i talloni 8A, Gaggiolo – Ph Gloria Travaglia

Nei due decenni a seguire, dalla Valle del Sarca al cuore delle Dolomiti, il progresso fece passi da gigante. Furono scoperte svariate aree come Prabi e Passo San Giovanni nei pressi di Arco, mentre Stefano Ghidini scopriva e puliva l’area dei Lavini di Marco; in seguito vennero puliti blocchi nelle Valli di Fiemme e Cembra grazie al lavoro di Efrem Giovannella, Ivan Savoi, Nicola Sartori e Sergio Monauni, per arrivare in questi ultimi anni alla valorizzazione di aree boulder di alta quota. Il boulder su roccia crebbe così molto rapidamente, arrivando a stimolare l’organizzazione del primo raduno boulder cittadino della regione, sulle case di un paese in Val di Cembra: il Portek Contest di Lisignago. Il bouldering trentino vive tuttora un enorme e continuo progresso soprattutto in Val Daone, che al momento è l’area che offre il numero più alto di passaggi sopra l’8a. Su questo blocchi nel 2018 è stata liberata la prima linea di 8b da Lorenzo Puri, L’Avenir Nous Reserve Big Bamboo, e nel 2020 la prima salita di grado 8c, Big Illusion, liberata da Stefano Scarperi. Il trentino offre innumerevoli aree boulder dove scalare. Qui di seguito sono riportate alcune foto dei blocchi nelle diverse aree che consigliamo di provare.

Giulia Marsilli, linea B 7A, Lavini di Marco – Ph Camilla Pizzini

Prabi, blocco 35, linea E, 6C+: Boulder intenso in strapiombo su buchi rovesci e lame verticali. Senza dubbio una delle linee più belle di Prabi.

Prabi, blocco 1, linea D, 6B: Boulder molto bello su tacchette e verticali netti. Uscita alta che rende questo percorso interessante e aleatorio.

Gaggiolo, blocco 1, Ne ho pieni i talloni, 8A: Fantastica linea, intensa in forte strapiombo su tacche nette e lontane con dinamico al bordo. Uscita facile su alta placca appoggiata.

Lavini di Marco, blocco 84, Stupid fucking question 7C+: Linea pura su pannello strapiombante. Tacche piccole e lontane, movimenti intensi.

Lavini di Marco, blocco 36, Andrà tutto bene, 7A: Placca alta su tacchette e gnocchetti delicati, una delle linee più belle della zona con uscita tecnica e alta al bordo.

Lavini di Marco, blocco 81, linea B, 7A: Bella linea logica su leggero strapiombo. Crepette e fessure orizzontali.

Lizzana, blocco 12, Il cigno nero 7C+: Bella linea in forte strapiombo su prese buone e lontane. Uscita in placca su tacche da tirare.

Sottolona, blocco 1, Il mostro del lago di Lases, 7C+: Fantastica traversata su bordo a piatti. La linea segue tutto il bordo svaso fino alla sommità dello strapiombo.

Sottolona, blocco 3, Merda cotonosa 7A: Linea corta e tecnica, molto carina. Uscita su svase.

Fonte e cortesia foto Cristian Dorigatti

In copertina Adam Galvagni, Linea D 6B, Prabi – Ph Thomas Petri

Alessandro Palma

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