Noi, a Rocklands. E' andata cosi'... - Up-Climbing

Noi, a Rocklands. E’ andata cosi’…

Un viaggio tra sassi e prese da tirare, vissuto intensamente grazie prima di tutto ad una salda amicizia, il tutto condito da colori, forti come le emozioni, che hanno caratterizzato ogni giornata trascorsa insieme. Andrea e Marco Zanone, Luca Rinaldi e Gabriele Moroni hanno trascorso un mese a Rocklands, mecca del boulder in Sud Africa. Ne è nata un’esperienza incredibile, al di là dei blocchi saliti (comunque tanti e di livello), che ha segnato profondamente questi quattro forti ragazzi. Questa è la storia di questo viaggio, raccontato direttamente da loro quattro.
>>>Andrea Zanone
Andrea, com’è stata la tua esperienza in Sud Africa? Rocklands, già dal nome si può capire cosa ci si deve aspettare da questo posto…roccia ovunque, per molti kilometri, e non la solita roccia che trovi andando a scalare in Ticino o in Valle d’Aosta, no. E’ una distesa infinita di boulders di arenaria rossa, arancione, nera. Quando imbocchi i sentieri per raggiungere i settori ti senti quasi inibito, messo in soggezione dal quel paesaggio unico, in cui il cielo blu limpido si mischia con la sabbia bianco perla e la roccia arancione dando vita ad un mix incredibile di colori che non avevo mai visto prima.

Per me questo viaggio non è stato solo arrampicata, ho provato delle sensazioni incredibili a stare in quella terra, una sorta di pace interiore, in cui ogni secondo della giornata mi è rimasto impresso: ogni volta che ho messo le scarpette  per provare un blocco nuovo o quando sono tornato sotto al boulder  provato pochi giorni prima.

Ecco per la prima volta nella mia “carriera” da climber sono riuscito a provare cosa significa essere un professionista, dedicare il  100% del tuo tempo alla cosa che più ami fare; svegliarsi al mattino con l’unico pensiero di scalare a fuoco tutto il giorno.

Sono stato in compagnia di buoni amici e questo ha fatto si che la vacanza risultasse ancora più divertente e motivante perchè eravamo tutti molto affiatati, pronti a scalare i boulders che più ci interessavano e stimolavano. Siamo riusciti a vedere più o meno tutti i settori e i massi più belli e famosi visti nei tanti video che circolano su internet, ma nessuno di questi rende giustizia alla bellezza di questo posto.

Sono riuscito a portarmi a casa un bel po’ di blocchi da questo viaggio, praticamente tutti quelli pensavo potessero rispecchiare il mio stile di scalata, uno in particolare che è stato quello più inaspettato, il più bello e il più emozionante da scalare El Corazon.

Ho ancora perfettamente in testa quel momento in cui sono riuscito a tenere la tacca del movimento chiave, per la prima volta dopo tre pomeriggi di tentativi mi sono “ritrovato” con il bordo del blocco in mano ma ancora incredulo per essere riuscito a scalare la “dream-line” della vacanza!

I miei più belli (Andrea):
El corazon 8b ****
Mooiste meisie 8b ****
The Vice 8b ****
Black Shadow 8a+ ****
The Hacthling 7c+ Flash ****
Splash of red 7c Flash ****
Cedar Spine 7b Flash ****
Barracuda 7c/+ Flash ***
Witness de sickness 8a Flash ***
>>>Marco Zanone

Marco, come descriveresti il Sud Africa? Potrei usare infinite parole per descrivere quanto sia bello il Sud Africa e Rocklands in particolare, ma ne bastano 3: pace, sconfinatezza e selvaggio.

Queste descrivono al meglio ciò che i miei occhi hanno potuto vedere, o per meglio dire immaginare, perché è tutto cosi vasto e sconfinato che all’occhio umano non è possibile cogliere tutto, lasciando così  all’immaginazione la possibilità di spaziare tra quelle migliaia di blocchi aperti o ancora da scoprire.

Sei così lontano dalla civiltà che quasi ti senti un estraneo, come se mancasse una parte di te, ma è qualcosa di bello perché ti fa sentire in pace con te stesso e ti da l’occasione ti ascoltare la natura selvaggia che ti sta intorno. I canti degli uccelli, il vento che sibila tra gli arbusti, il gracchiare delle rane e la liberazione nell’urlare, quando si ribaltava sopra un blocco, tanto duro quanto bello, era impagabile.

Le aspettative erano alte, così come la lista dei blocchi che avrei voluto salire, e devo dire che non potrei essere più soddisfatto. Ho lasciato quel fantastico posto senza rimpianti e questa esperienza di vita mi ha regalato solo momenti belli ed indimenticabili.

Il gruppo con cui ho condiviso tutto, per un mese, è stato perfetto ed è ogni singolo componente ha fatto la sua parte per rendere i momenti di gioia ancora più gioiosi, i momenti brutti, di calo di motivazione o in cui eravamo meno in forma, meno pesanti. Era incredibile quanta motivazione eravamo capaci di infonderci l’un altro. Questo è stato di vitale importanza, almeno per me, senza il loro supporto ne avrei fatti la metà.
Prima di stilare una lista delle linee più significative c’è qualche blocco che sono riuscito a salire che mi ha lasciato un segno indelebile sia come climber che come persona, capace di provare emozioni.
Il primo della lista è sicuramente la salita di “SKY”, un blocco che ha sempre rappresentato l’essenza del bouldering, 3 prese su uno strapiombo pazzesco  di 5 metri con un solo modo per salirlo. Per avere una possibilità, tutto doveva essere perfetto, dovevo essere coordinato, preciso, rapido e fortunato nello stesso istante. A fine giornata, del primo giorno di tentativi, mi sono trovato in piedi a urlare dalla gioia, quasi incredulo di essere riuscito a realizzare questo enorme sogno.

Gl’altri 2 blocchi sono “The Vice” e “El Corazon”. Il primo penso sia il blocco in cui mi sono divertito di più nel scalarlo, i movimenti sono stupendi e le prese hanno una forma pazzesca. Vorrei rifarlo! “El corazon” invece ti toglie il fiato quando lo vedi..  è un enorme masso a forma di cuore che ti incute timore ma l’unica cosa che desideri è di salirlo o almeno di provare nell’impresa .
I miei più belli (Marco):
El Corazon 8B
Sky 8B
The Vice 8B
The Power of bar one 8A/+ flash
Black shadow 8A+
Mooiste Meise 8B
The hatchling 7C+
Green Mamba 8A
The Amphitheatre 8A
In between dreams 8A.
>>>Luca Rinaldi
Luca, cosa ti ha lasciato questa esperienza? Ogni viaggio è bello a suo modo ma questa volta è stato diverso. Andare in Sud Africa e visitare un qualcosa attraverso la propria passione è veramente diverso dall’andarsene in vacanza. Credo di aver visto centinaia di volte i video di blocchi sparsi per il mondo, boulder che forse non salirò mai. Provo ad immaginare quanto sia duri, come sia la roccia ma soprattutto se ho le capacità per salirli anch’io.

Questa volta invece è successo! Erano lì, sulla guida, sparsi tra migliaia di altri sassi e bisognava solo decidere quale provare. Ovviamente tentare non basta, bisogna essere nelle condizioni di salirli e personalmente, un pò per la pressione relativa al confronto con questi blocchi di riferimento mondiale, un pò per la testa che spesso mi gioca brutti scherzi, non ho salito tutti progetti che mi ero imposto per questo viaggio. Pazienza, ”tutto fieno in cascina”. Con l’amaro in bocca posso dire che di queste esperienze una persona non ne farà mai abbastanza.

Poter vedere posti nuovi, gente nuova, scalare e chiaccherare con i migliori boulderisti sulla faccia della terra, avere la conferma che sono come noi, con la voglia di tirarle, e che se sali un 8a o un 8c come loro, non frega a nessuno, perchè comunque sei li a scalare, a tirar prese e a toccare le linee più belle che la natura ha da offrire. Dopo questo viaggio mi sento di dire: viaggiamo, leviamoci dalla testa che al di là di quello che vediamo ci siano mostri e cannibali, smettiamola di credere nelle favole, di avere miti ”presenti” che di presente non hanno più nulla. La gente forte e i blocchi belli sono altri e se continuiamo così l’arrampicata in Italia rimarrà indietro più di quanto già non lo sia.
I miei più belli (Luca):
Difficile confrontare un blocco con l’altro, la roccia non è mai la stessa, anche solo l’ambientazione cambia nel giro di 10 metri, posso dire che ci sono blocchi che piacciono e che non piacciono, quindi questi 5 blocchi per me rappresentano Rocklands, ed ognuno di essi è stupendo a modo suo.
The Vice 8b, non l’ho salito, ma per la conformazione della roccia, delle prese e dei movimenti sia uno dei migliori 5 blocchi che abbia mai provato.
Shosholoza 8a/+, flash, bello, puro, un sassone a forma di testa di serpente, piazzato su un promontorio, nel settore ”Sassie”, forse il miglior settore.
The Rhino 7b, unico nel suo genere, e per me simbolo di Rocklands.
Ceder Spine 7c, flash, 5 metri di spigolo e roccia con colori unici, uno dei migliori, 5 stelle.
Sky 8b, per me il blocco per eccellenza. Un start buono, due liste e zappa al bordo sistemate a quella distanza massima oltre la quale non si farebbero più i singoli, o meglio io non li farei più. Strapiombante, senza tallonaggi, liste buone con movimenti ampi e dinamici, il Top.
>>>Gabriele Moroni
Gabriele, non sei una persona che cerca solo il grado: ti eri programmato delle linee da ripetere o ti sei lasciato trasportare dall’istinto li al momento? Diciamo che parlando con chi era già stato, guardando video durante questi ultimi anni sapevo cosa mi avrebbe aspettato e quindi negli ultimi mesi mi sono principalmente allenato su quello stile. Molto ginnastico e fisico su prese mai troppo piccole. Avevo più o meno un idea su quali fossero i classici duri che mi sarebbe piaciuto provare ma in realtà ero pronto a tutto e ad adattarmi anche a quello che avrebbero preferito i miei compagni di viaggio.
Tre requisiti che deve avere per te una "bella"linea. Prima di tutto mi deve dire qualcosa, ci dev’essere qualcosa che mi faccia venire voglia di salirla. Poi possibilmente una buona roccia,con delle forme e appigli particolari e poi nel caso di un sasso deve avere un minimo di altezza e quindi durante la salita metterci quel pizzico di componente mentale in piu.
Cosa in generale ti ha emozionato di più di Rocklands?? Più che i paesaggi, i blocchi a perdita d’occhio ecc il fatto che eravamo in un posto completamente nuovo, tutti e quattro per la prima volta e per un buon periodo di tempo, una cosa che per i miei budget economici non può succedere più di una volta ogni due o tre anni. Poi chiaramente essere in quattro piu o meno sullo stesso livello ha aumentato decisamente la motivazione a provare i passaggi piu difficili e metterci in gioco.
Qual’è la tua personale "top 5" di questo viaggio? C’è da dire che a Rocklands la qualità piu alta è su i blocchi piu duri. Di solito quelli più facili sul 6c/7a non sono entusiasmanti. Ho salito piu’ di 30 blocchi sopra l’8a di cui circa un terzo sull’8b quindi è molto difficile fare una top 5 ma ci provo. El Corazon 8b. Non il blocco piu’ estremo che ho fatto ma sicuro quello con la componente estetica/difficoltà maggiore. Sky 8b. Il blocco che mi ha fatto piu’ penare data la morfologia dei movimenti.King of Limbs 8b. Sicuro il blocco che mi ha impegnato di piu’ fisicamente. The Power of One 8a+(8b) flash. Dovrebbe essere stato il mio primo 8b flash ma credo che l’8a+ sia piu’ appropriato per questo blocco. Armed Response 8a+ flash. Gran inizio di una giornata per me molto iperformante con due delle salite flash piu’ dure della mia carriera.

Che approccio avevi con i problemi più duri? Avendo tanti giorni a disposizione come programmavi i tentativi? Cosa ti ha fatto "penare" maggiormente? Ho passato un buon periodo di forma durante il viaggio quindi il mio primo tentativo su tutti i blocchi che provavo era quasi sempre un tentativo flash. Per fortuna, a parte pochi casi, non ho dovuto lavorare i blocchi per più di un giorno, quindi il processo non è mai diventato piu’ di troppo frustrante. Sono stato molto soddisfatto, sia dal punto di vista performance, che da quello allenamento pre-viaggio. Se non fossi arrivato così in forma non avrei avuto la possibilità di scalare così tanto e provare/salire così tanti passaggi!
Che farai nei prossimi mesi? Che impegni hai? Adesso sto sfruttando ancora il periodo di forma e scalando qua in zona soprattutto a Champorcher e Magic Wood. In più, nonostante il caldo sto cercando di prepararmi per la coppa del mondo boulder a Monaco a ferragosto. Dopo l’estate ancora non ho progetti ma spero di organizzare il classico viaggetto annuale in Frankenjura a ottobre…


Un sentito ringraziamento a Marco, Andrea, Luca e Gabriele per la disponibilità e la gentile collaborazione nella realizzazione di questo articolo. Stefano Michelin.
 
 


 
 

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