CONTATTO - A SHORT FILM - Up-Climbing

CONTATTO – A SHORT FILM

Un breve viaggio nella profonda introspezione del boulder

Sempre più spesso siamo sopraffatti anche in arrampicata dalla velocità, dalle aspettative, dal culto del risultato e da immagini che scorrono troppo rapide per lasciare qualcosa di profondo in noi e farci andare al di là dell’apparenza.

Per questo un video quale come Contatto, prodotto dalla casa ORIGINI, offre un’occasione importante per ricordare cosa il bouldering e l’arrampicata possono essere per la nostra crescita e per avere uno sguardo introspettivo su noi stessi. Una visione che in passato era molto più sentita, ma ora divenuta sempre più sfuggente nel frenetico mondo sia multimediale che reale in cui ci troviamo a vivere.

Un film il cui senso è di seguito spiegato alla perfezione dal suo ideatore e creatore, Migi:

L’idea di questo cortometraggio nasce dalla volontà di raccontare una delle tante dimensioni dell’arrampicata che spesso rimangono invisibili: quella più personale, intima e complessa da definire.

Con il tempo mi sono reso conto che l’arrampicata, come molti altri sport, è un’estensione del nostro modo di essere. Ognuno la vive a suo modo attribuendole significati differenti, ma esiste una componente comune, quella parte intangibile fatta di sensazioni, ossessioni e pensieri che ci accompagnano ben oltre il tempo trascorso sulla roccia.

Da questa riflessione è emersa una domanda: perché lo faccio?
Subito la risposta sembra ovvia, ma più ci si riflette e più ci si accorge che non esiste una sola motivazione. C’è qualcosa di cui non sempre siamo consapevoli, che va oltre il gesto stesso e che continua a riportarci li. Qualcosa che non deve essere spiegato per avere valore, anzi.

Mi ha sempre affascinato il fatto che una persona possa passare la giornata a pensare a una singola tacca, a un movimento o a un passaggio, di un masso o di una via. È una cosa che, vista da chi non scala, è strana, irrazionale e a volte esagerata, eppure profondamente umana.
Il concetto di questo cortometraggio si sviluppa attorno a questa osservazione: il tentativo di raccontare quella ricerca personale di significato che spesso troviamo in luoghi, gesti e dettagli che agli occhi degli altri possono sembrare insignificanti, in scalata come in altri ambiti.

Ma più che dare una risposta, vuole lasciare aperta una domanda.
Vuole osservare il rapporto tra l’essere umano, il movimento e la roccia, cercando di raccontare quel momento in cui, anche solo per pochi secondi, tutto sembra trovare il proprio posto.

Ringrazio Ale per il tempo che mi ha dedicato, senza sapere davvero cosa avessi in mente.

Buona visione!

Albertaccia

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