17 Mar Cubo (Re)Discovery
Un viaggio che affonda le radici agli inizi del bouldering nel nostro paese. Una (ri)scoperta del Cubo in Valle d’Aosta da parte dell’allegra comitiva, capitanata dallo spazzolatore mai stanco Marzio Nardi, e composta da Alberto Gnerro, Alberto Gotta, Alessandro Palma, Luca Andreozzi e Federica Mingolla che dopo l’Isola d’Elba tornano "alle origini" con questo video di Lorenzo Bona.
"Tra la Fine del vecchio e l’alba del nuovo millennio, il bouldering ebbe in Italia e nel mondo quella spinta che ancora oggi ci accompagna. Probabilmente in Italia furono tre i luoghi dove il seme trovò terreno più fertile. La Val di Mello, Meschia e Il Cubo di Arnad. Se le prime due zone potevano vantare roccia vera e soprattutto bella, in quel di Arnad si poté soltanto contare sulla fame di pochi disperati, che da un accozzaglia di pietre grattarono la scorza fino a scoprirne la Roccia. Il Cubo all’inizio fu soprattutto una missione e poi divenne una mecca di bei passaggi, di linee storiche fino a divenire “la terra santa” in cui si svolse il primo raduno che la storiellina del boulder Italiano possa ricordareA quindici anni dalla sua scoperta, il team rock slave è andato a far visita a quei luoghi per aggiungere nuova magnesite alle tacche e togliere la polvere dalle rughe di due dei suoi scopritori." Marzio Nardi

