Il Riassunto in una Giornata - Up-Climbing

Il Riassunto in una Giornata

Quando Marco Erspamer ci ha scritto per sapere se ci interessava il suo video girato a Fontainebleau, gli abbiamo chiesto quattro righe sui blocchi che aveva salito per dare una maggiore corposità alla notizia. Nel giro di poco, pochissimo tempo, ci è arrivato le scritto sotto riportato e come abbiamo aperto la mail la prima cosa pensata è stata "ok, ha qualcosa da dire…tanto da dire". E così ci piace, perchè diverso, perchè dà un senso a quel lato dell’arrampicata che si chiama boulder. Un mondo fatto di sola birra, urla e vestiti colorati? No, tutt’altro. E’ un mondo intimo, personale quello del boulder, o almeno questa è una faccia di esso, che però anche lontano dai materassi e dalla magnesite si esprime, tocca vari argomenti, richiama i grandi del passato, è lo fa qui con semplicità ed introspezione. E scusate davvero se parlando di uno sasso è poco.
IL RIASSUNTO IN UNA GIORNATA
di Marco Erspamer

Arrivato a Font avevo una ticklist infinita di blocchi che mi interessavano ma causa delle condizioni non proprio ottimali ho dovuto abbandonare alcuni progetti che avevo in mente e vivere un po di più “ alla giornata” cercando giorno per giorno i blocchi non bagnati. Un giorno con il mio amico Pol (Paolo Antoniotti)  ci siamo trovati sotto  Tigre et le Dragon, bellissimo blocco di 8a, che abbiam ripetuto entrambiin giornata (prima lo ha fatto lui e io in scia!). Penso sia stata una delle giornate di blocchi più belle che abbia mai avuto. Per me la scalata è anche condivisione. Siam passati  in una manciata di ore dal non riuscire a partire all’esortarci a vicenda su quella uscita per me paurosissima e poi il festeggiamento finale.
In una giornata si è riassunto tutto quello che per me è l’arrampicata: il fallimento,la frustrazione di non riuscire a passare, poi la sensazione del “forse è possibile”, la paura di cadere e infine la soddisfazione moltiplicata dalla condivisione di queste sensazioni con un amico .L’ultimo giorno della mia permanenza a Font il clima era cambiato, le temperature si erano finalmente abbassate di 10 gradi e ha iniziato a muoversi un filo di vento. Così ho pensato che, rimanendomi un solo giorno, mi sarei tolto volentieri la soddisfazione di dare “due manate” a Karma finalmente con delle condizioni decenti ,giusto così per gioco, senza alcuna aspettativa.
Nei miei viaggi precedenti a Font infatti avevo già tentato un paio di giornate ma non avevo mai trovato le condizioni giuste. A inizio del mese sempre con il Pol la storia si ripeteva: avevamo tentato ma non eravamo riuscito neanche a tirare su il tallone tanto era il caldo e l’umido e quindi l’avevamo abbandonato. E’ incredibile come quella presa di destra “compaia” (per le mie capacità) solo a certe temperature. Così son tornato sotto Karma da solo in quel che pensavo il mio ultimo giorno a font e, senza nemmeno accorgemene, dopo qualche giro di “avvicinamento”, mi sono trovato col tallone messo nel modo giusto e le due mani sui piatti. Causa forse la sorpresa o l’umidità ancora troppo alta non sono riuscito ad alzarmi a sufficienza per riuscire a raggiungere la presa buona di uscita e son caduto. Da quel tentativo ho capito che potevo davvero farlo ma ero troppo stanco per riuscirci quel giorno.
Ho quindi deciso di rischiarmela e di posticipare di un giorno la mia partenza, Ci avrei riprovato il giorno dopo. Così il giorno seguente con un po di fortuna ho trovato condizioni leggermente migliori e, conoscendo ormai la sensazione del movimento “chiave”, pur essendo molto stanco, son riuscito a risolvere questa manciata di movimenti incredibili.

Proprio Jacky Godoffe qualche settimana prima mi aveva raccontato di Karma e della sua storia: Mi disse che prima che fosse liberato da Fred Nicole, lui ed Edlinger lo provavano senza la presa di destro perché l’avevano reputata troppo lontana per poter esser utilizzata e quindi provavano a ribaltarsi sul tallone mirando direttamente alle prese dell’uscita…..!!!! Patrick Edlinger essendo molto mobile di anche  riusciva a salir bene sul tallone con le mani ancora sulla presa di partenza ma, pur essendo molto vicino a farlo, non ci riuscì mai. Anni dopo la prima salita di Nicole una persona con qualche problema mentale,  ruppe la presa di destra a martellate. questo aggiunse un po di difficoltà al blocco facendolo passare da 8a a 8a+. Karma è una linea stupenda, sicuramente tra le più belle della foresta e tra le più belle che abbia mai salito.
 

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