29 Set TORTURE PHYSIQUE 9A+/B PER STEFANO CARNATI
SECONDA SALITA DEL TIRO DI ONDRA
Nella falesia di Gastlosen, Stefano Carnati si aggiudica il temuto 9a+/b di Torture Physique Integrale, una linea che definisce al suo limite!
Dopo averla sognata a lungo ed aver visitato per la prima volta Gastlosen a luglio, Stefano Carnati ha identificato in una kingline della zona il suo banco di prova per l’estate: “Ero alla ricerca di un progetto estivo, così mi sono messo su Torture. Al mio secondo giorno, ho salito la versione 2.0 (quella alla seconda catena, senza mai fermarmi alla prima). Ho poi passato le quattro sessioni successive solo per capire il collegamento dalla seconda alla terza e ultima catena. La sequenza lassù è complessa, con posizioni del corpo articolate che richiedono un sacco di tempo per essere assimilate. Inizia con un movimento di potenza da una rovescia, proprio al limite della mia ampiezza di braccia, prima di trasformarsi in una sezione continua di resistenza alla forza. Ogni tentativo significava dover risalire i primi 40 movimenti solo per tornare dove iniziava il vero singolo chiave. In totale sono circa 50 movimenti continui, con diverse sequenze lunghe e ad alta percentuale di errore sparse qua e là.”.
Il tiro in questione è Torture Physique Integral, la super estensione di un 9a già particolarmente demanding, liberato tredici anni fa da Adam Ondra e fino ad ora mai ripetuto. “A volte sembrava quasi una roulette, e a ogni tentativo capivo un po’ meglio perché la via si chiama Torture. Poi c’era da considerare l’imprevedibilità delle condizioni alpine: aspettare quella piccola finestra temporale in cui tutto si sarebbe finalmente allineato. Lo scorso sabato, dopo aver aspettato che il sole raggiungesse la parete e che l’umidità del mattino si asciugasse, ho finalmente avuto la mia occasione.”.
Stefano colloca Torture sicuramente tra le tre scalate più difficili che abbia mai fatto, anche se ammette di non avere un’esperienza enorme su questo grado. Sarebbe curioso di vedere altri climber provarla: in particolare, la seconda catena è stata ripetuta soprattutto da scalatori alti, quindi gli piacerebbe davvero sapere cosa ne pensino gli arrampicatori di statura media. Più di ogni altra cosa, è stato felicissimo di ritrovare la continuità e la dedizione necessarie per investire al 100% su un progetto vicino al suo limite, soprattutto per via di un lieve infortunio arrivato a marzo su un progetto estremo caratterizzato da una sequenza di cinque monoditi. Tra luglio e agosto, tuttavia, ha ricominciato gradualmente a sentirsi più forte e ha ritrovato la motivazione per spingere di più, arrivando in breve ad un’altra grande salita!
Fonte e cortesia foto Stefano Carnati
Alessandro Palma

