Arrampicata: ossessione o motivazione? - Up-Climbing

Arrampicata: ossessione o motivazione?

Dove finisce il piacere e inizia il dovere? Dove termina la passione e dove inizia l’ossessione? Cosa resta del free climbing, dove quel free non stava ad indicare solo una modo di scalare ma anche, soprattutto, un modo di interpretare e di vivere l’arrampicata? Arrampicata sinonimo di libertà anche in situazioni come queste? Domande complesse da affrontare, soggettive e che possono scatenare facilmente e velocemente malumori ma che meritano di essere raccontate.
Luzan Matyas, scalatore  rumeno classe 1989, sta consacrando la sua vita ad un tiro, la mitica Action Direct. Negli ultimi 14 mesi, Lukas ha sostenuto 300 allenamenti specifici, che tradotto vuol dire più o meno un giorno sì ed un giorno no per più di un anno. Le sue sessioni si basano su allenamenti al pangullich e circuiti presso la sua palestra, la One Move Climbing Gym di Timisoara, con repliche esatte delle varie sequenze della via di Gullich.
Il programma per l’estate di Luzan, che ha un massimo di 8b (scorso luglio), prevede sessioni con sovraccarico per aumentare la forza e la resistenza alla forza dopo che ha speso i primi 4 mesi per trovare la corretta forma per risolvere a pannello tutti i passaggi.
Su 8a.nu, Luzan scrive:“Sono pienamente consapevole che mi sto preparando per Action Direct e che potrei fallire domani un 8a più volte. Andare avanti però camminando a cavallo tra il massimo sforzo possibile in allenamento ed un catastrofico infortunio ai tendini è comunque stimolante. Mi piace questa costante consapevolezza e sarà l’istinto a guidarmi per la mia strada.
Voglio solo salire Action Direct perché è il mio sogno e Wolfgang il mio eroe. Ogni persona ha il suo stile, un tipo di scalata dove lui o lei eccelle e quando lo si scopre e ci si fa trasportare da esso, un salto dall’8b al 9a è possibile. Se avessi avuto più coraggio, Action l’avrei provata anche prima dell’8b.
La motivazione più grande è la sfida con quello che ami. Opero in maniera diversa quando qualcosa mi appassiona così: perdo di vista la sua difficoltà.”
Qualcuno vedrà in Luzan un fissato, altri un grande motivato. Certo è che non gli manca ne il coraggio ne la costanza di portare avanti il suo progetto. Crediamo che l’arrampicata possa essere in qualche maniera specchio della vita e quindi, indipendentemente da come andrà a finire, un esempio di come un sogno, qualunque esso sia, sia il motore del nostro agire al di là della stanchezza, degli impegni, della pigrizia, dei limiti mentali.
Coltiviamo sogni quindi, ci terranno vivi.
www.luzanmatyas.blogspot.ro
 
Stefano Michelin
 
 

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