Biographie e l’importanza dei nomi - Up-Climbing

Biographie e l’importanza dei nomi

 
 
 
In Francia, e in genere nel vecchio continente, sono coloro che attrezzano le vie che le battezzano con un nome, e così è stato per Biographie a Ceüse agli inizi degli anni ’90 , chiodata ad opera dell’indimenticato Jean-Christophe Lafaille.
 
Nel 1996 un altro illustre francese, Arnaud Petit, riesce a liberare la prima parte (8c+) di questo tiro di 40 metri e pone una sosta intermedia alla fine del tratto.
 
La seconda parte, quella che manca per arrivare alla catena originale e che rimane irrisolta, è sull’8b+ con un boulder di 7C.
 
L’americano Chris Sharma fa una trentina di tentativi tra il 1996, 1997 e 2000, ma non riesce a superare il passo di blocco di 7C. Nel luglio del 2001 rinuncia perfino alla di Coppa del Mondo boulder che si tiene a Gap per dedicarsi a Biographie. La “martella” per tre giorni consecutivi fino a quando, assicurato dal connazionale Dave Graham, riesce finalmente nella redpoint. Sharma, che non si è mai espresso sul grado di questo tiro, gli cambia però il nome in Realization.
 
Negli USA è consuetudine che il nome alla via lo dia il primo salitore in libera. Sulle riviste americane c’è stata una grande eco mediatica e a Realization è stato anche  attribuito il  9a+. 
 
Nel 2004 è il climber di Gap Sylvain Millet a fare la prima ripetizione di quella che per i francesi rimane Biographie e non Realization, anche se alla fine sono la stessa cosa.
 
La successiva salita arriva per mano spagnola da parte del basco Patxi Usobiaga che si sbilancia sul grado parlando apertamente di 9a+. Nel luglio del 2007 Dave Graham chiude a sua volta il tiro.
 
Infine la performance di Enzo Oddo da Nizza che a soli 15 anni riesce a domare questo mostro di difficoltà e bellezza. Probabilmente  Jean-Christophe Lafaille, alla luce di tutto questo desiderio e apprezzamento nei confronti del suo disegno sulla pietra di Ceüse, sarebbe giustamente orgoglioso.
 
Su Kairn è pubblicato il pensiero di Chris Sharma in merito alla querelle del nome:
 
“ Ho battezzato questa via Realization perché la prima parte, Biographie, terminava a metà ed io volevo differenziarle. I francesi si sono sentiti offesi perchè gli ho cambiato nome. Dopo aver discusso con degli amici francesi, ho capito la storia della via e la consuetudine in Francia di lasciare all’apritore l’onore di battezzare la sua via. Ho anche detto loro che non ho niente in contrario a che la via rimanga con il suo nome originario. Di solito durante le mie conferenze parlo di questo tiro con il nome di Biographie. Io penso che la cosa non fosse chiara a causa della sosta intermedia ed io non volevo screditare questa prima parte o utilizzare lo stesso nome. Io penso che la gente può chiamare la via come crede. Dare un nome è solo per un piacere, la perfezione della via parla da sola. Questo pezzo di roccia c’era ben prima di noi, polemizzare sul nome è un po’ ridicolo”.
Fonte : Kairn
Video: Sylvain Millet e Patxi Usobiaga su Biographie realizzazione, rispettivamente, di  Fred Ripert e  Iñaki Marco e Miguel Catita

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