HOT LINES: I NO PRO GHISIO E PERI - Up-Climbing

HOT LINES: I NO PRO GHISIO E PERI

AMATORI AL TOP 

Marco Ghisio si aggiudica Greenspit, 8b/+ trad, mentre Fabrizio Peri completa Tomorrowland 8c+/9a.

L’arrampicata è una disciplina davvero ricca di particolari e quello più interessante è senza dubbio il livello degli amatori. In nessuno sport al mondo le capacità di chi pratica nel tempo libero riescono ad arrivare così vicino (tolto rare eccezioni) al livello dei pro. Guardando al Bel Paese, nazione dove l’arrampicata outdoor vanta alcuni fuoriclasse internazionali, troviamo parecchi personaggi che non hanno altra occupazione al di fuori dell’andare a scalare. Nella maggior parte dei casi, molti di loro riescono a salire un pugno di tiri di 9a all’anno, magari un 9a+ a stagione. Guardando tra le file dei no pro, tra coloro che lavorano a tempo pieno e dedicano alla scalata i ritagli di tempo, non è raro imbattersi in scalatori che concludono molti più progetti. Nomi come Lorenzo Bogliacino, Davide Picco o Silvio Reffo sono esempi classici che popolano le news in aria di nono grado. Tra le salite di rilievo è doveroso menzionare Marco Ghisio e Fabrizio Peri.

Tra una seduta in ufficio e l’altra, Marco Ghisio è “il primo impiegato” a ripetere Greenspit. L’iconica fessura salita per la prima volta da Didier Berthod non ha certo bisogno di presentazioni e, come ogni appassionato sa, incute un certo timore. La linea solca perfetta un pannello fortemente inclinato e raggiunge il grado di 8b/+. Per i primi anni di vita, Greenspit è stata la via trad più dura in Europa, un vero e proprio status symbol. In seguito ad un primo timido tentativo qualche anno fa, Marco ha sempre coltivato il sogno di riuscire a salire in libera questo meraviglioso tiro simbolo della valle dell’Orco. Dopo aver abbandonato la “facile” via del pinkpoint (ovvero la salita con le protezioni già sistemate), Marco è partito con tutto il necessario appeso all’imbrago e, ad aprile 2024, ha coronato il suo sogno su Greenspit, salendolo nello stile per eccellenza. Non male per un no-pro!

Continuando sulla scia di chi si dedica alla scalata di alto livello nei ritagli di tempo, il finanziere Fabrizio Peri è un vero habitué di questo corposo club. Durante le molteplici sessioni di arrampicata nelle falesie del Lazio, Fabrizio rimaneva tormentato da una linea bellissima che non cedeva alle sue lusinghe. Situata a Collepardo, Tomorrowland L2 è una via famosa sia per la qualità che per la difficoltà. Liberata da Laura Rogora nel 2017, con una proposta di 8c+, è stata poi rivalutata in seguito 8c+/9a. Dopo aver salito il primo 9a all’età di 42 anni, Fabrizio non ha mai ceduto di un passo e nel 2024, all’età di 52 anni, si è aggiudicato anche Tomorrowland L2, dopo un cantiere duratone quattro. La chiave del suo successo è stata la preparazione curata nei minimi dettagli, dall’allenamento alla nutrizione… Neanche questo è male per un no-pro!

Fonte Marco Ghisio – Fabrizio Peri

Cortesia foto Marco Ghisio (Tentativo in pp)

Alessandro Palma

Condividi: