22 Gen I SEGRETI DELLE SCARPETTE D’ARRAMPICATA
SCARPA MORBIDA VS RIGIDA!
Valdo Chilese, climber e professionista del mondo della calzatura, racconta tutti i segreti delle scarpette per arrampicare.
Il mondo dell’arrampicata è, oggi più che mai, bombardato da milioni di prodotti che spaziano dall’abbigliamento all’hardware, dalle calzature alle creme, dai gingilli tecnologici alle app per tenersi di più. In realtà, soprattutto grazie alla capillare presenza delle sale boulder, il necessario si riduce a due prodotti indispensabili: scarpette e magnesite. E se il mondo della polvere è vasto, il mondo delle scarpette è pressoché infinito… Per orientarsi, non c’è nulla di meglio che una breve guida alla scelta della scarpetta estratta dall’intervista a Valdo Chilese su Climbing Radio!
Uno dei primi concetti che Valdo spiega è che ogni scarpetta deve rispondere a due requisiti fondamentali: l’edging e lo smearing. Con edging, si intende la capacità della scarpa di sostenere il peso su un piccolo appoggio netto: per questo serve una scarpetta più rigida. Con il termine smearing si intende invece la capacità di aderire a superfici piatte o inclinate dove non c’è uno spigolo. In questo caso è necessaria una scarpa morbida che si plasmi sulla roccia o sul volume che si carica. Poiché nella realtà gli appoggi sono quasi sempre un mix dei due, la scelta dipende da quale caratteristica si vuole privilegiare in base alla via da provare o al proprio stile, tenendo conto anche del peso dello scalatore e delle sue abitudini.

Capito questo concetto, l’attenzione si sposta su fattori tecnici che vanno ad influenzare la scelta: taglia, forma e tensionatura. Questi tre fattori lavorano in costante sintonia e vanno a modificare il comportamento della scarpetta. In un esempio estremo, la stessa scarpetta presa più grande o più piccola ha due comportamenti diversi, non solo a dolore percepito ma soprattutto nella resa sull’appoggio. Andando ancora più nello specifico, basta pensare alla posizione dell’alluce: una posizione molto compressa favorirà il caricamento di appoggi piccolissimi, una posizione più distesa migliorerà invece la capacità di aderenza.

Quattro consigli per la scelta della scarpetta, soprattutto per un climber in fase di evoluzione:
Privilegia la sensibilità (scarpa morbida): anche se inizialmente si tende a cercare il supporto di una scarpa rigida, Valdo consiglia una scarpa più morbida perché è propedeutica. Ti permette di ricevere un feedback continuo dalla roccia e di imparare a usare i piedi correttamente, creando una connessione diretta tra “piede e testa”.
Trova il giusto compromesso tra edging e smearing: considera che tipo di arrampicata farai di più. Se prevedi di scalare su piccoli spigoli netti (edging), avrai bisogno di più supporto; se scalerai su placche o volumi dove bisogna “spalmare” la gomma (smearing), la flessibilità è fondamentale.
Non esagerare con il dolore (taglia corretta): non scendere troppo di numero solo per seguire la moda dei numeri piccoli. Se la scarpa fa troppo male, istintivamente caricherai meno il peso sui piedi, annullando i vantaggi tecnici della scarpetta.
Valuta la forma del tuo piede: La taglia dipende molto da quanto il modello si adatta alla tua morfologia. Se la scarpa rispecchia bene la forma del tuo piede, potresti non aver bisogno di scendere drasticamente di numero per avere una calzata precisa e senza “vuoti” d’aria.
Fonte Climbing Radio
Alessandro Palma

