Jenny Lavarda si aggiudica Reini’s Vibes 8c/8c+ a Massone - Up-Climbing

Jenny Lavarda si aggiudica Reini’s Vibes 8c/8c+ a Massone

 
 
Dopo l’abbandono del mondo delle gare di arrampicata di Luisa Jovane, si può dire che Jenny Lavarda ne ha raccolto il testimone e proseguito sulla strada dell’alta difficoltà con risultati sorprendenti. Infatti la giovane vicentina di Marostica (25 anni) ha al suo attivo una serie di vittorie nel campionato italiano di arrampicata sportiva, che la conferma come numero uno in Italia e tra le migliori a livello internazionale.
 
Ma Jenny non tira solo su plastica, le piace scalare anche su terreno naturale, e proprio su questo ha raggiunto un livello veramente alto. Nel 2006 infatti gli è riuscita la redpoint di Cluadio Cafè 8c/8c+ alla Terra Promessa e l’on sight di 3 8a+ a vista in Francia: “Spit Bull” e “Slip Bouse” a Saint Lèger du Ventoux e “Encore” a Ceuse. Nel suo curriculum figura anche un 8b al secondo tentativo: Mamma Lorena a Boscoverde.
 
La conferma del suo livello è arrivata il 18 giugno scorso a Massone di Arco dove Jenny è venuta a capo di una linea estrema: Reini’s Vibes 8c/8c+ nel settore Pueblo
Ora la Lavarda è in partenza per il campionato mondiale che si disputa in Cina.
 
Ma ecco il suo racconto:
 
Una lunghezza incredibile dove trovi tutto;  tacche, canne passando per svasi e lanci, dove ti ritrovi a combattere con una spittatura piuttosto osè e una continuità davvero spaventosa dal finale inquietante…
 Ho cominciato a provarla lo stesso giorno del successo sulla vicina Pietramurata, che con i suoi 45 mt pressoché orizzontali, mi aveva già regalato una grande soddisfazione.
La Reini’s era però tutta un’altra storia; molto più dura, intensa, continua, con passi davvero molto lunghi e fisici…                       
È una di quella vie che non ti permette di fare errori, ci devi entrare dentro con l’anima, sei costretto a dedicarti ai dettagli per scovarne i segreti, non puoi aggredirla, devi assecondarne le curve, adattare il corpo e la ritmica alla sua volontà.
Si tratta un grande viaggio dove tutto deve essere calcolato alla perfezione, e soffrire oltre il dovuto un qualsiasi movimento vuole dire essere rispediti al mittente più in alto…                                                                                                          
Dopo i primi metri, non troppo difficili, ci si imbatte in un passo veramente cattivo, che per me era diventato una sorta di barriera psicologica; convinta che non sarei mai stata in grado di dominare quel movimento temevo che la mia rincorsa alla Reini’s sarebbe finita lì.
Ad ogni giro scoprivo una cosa nuova, una sfumatura che mi permetteva di risparmiare energie migliorando così la gestione tanto importante per una salita con queste caratteristiche.
Tuttavia, quel movimento iniziale, mi faceva dannare, non trovavo la soluzione del rebus e la cosa mi rendeva furiosa ………e se quella tacca la prendo di dx rovescia?…. Marco abbi pazienza ancora un attimo che provo così…detto fatto; avevo trovato il mio sistema.        
Mi si era accesa la luce e potevo finalmente cominciare con i tentativi seri; domenica 14 giugno ne avevo fatto uno veramente buono, ma la grande afa, e i 30 gradi senza la Lora che puntualmente soffia dal lago tutti i pomeriggi, tranne quello, mi aveva costretto al ritiro con i gomiti sopra la testa nella parte finale..
Ormai avevo deciso che la Reini’s era un conto che doveva essere chiuso prima di partire per il mondiale in Cina.  Dopo 4 giorni ero nuovamente là con i soliti 30 gradi, ma questa volta senza quella cappa che non mi faceva respirare la volta precedente.          
Nella fase di riscaldamento mi sentivo bene e decisi di provare il tiro un po’ prima del solito, verso le 15.30; più salivo e meglio mi sentivo, un appiglio dopo l’altro mi avvicinava senza apparente fatica al crux finale; il cuore cominciava a battere forte, sapevo che avevo una possibilità, ma la paura di sbagliare e un piccolo errore hanno inchiodato il mio corpo a metà dell’ultimo movimento…
Stranamente rimasi tranquilla, rilassata, calma, e dopo avere aggiustato ancora una piccola cosa proprio in uscita mi feci calare a terra…
0re 16.50 pronti via…molto più stanca ma questa volta con la mente libera.. non so cosa sia successo in quei 50 movimenti, non so nemmeno quanto tempo sia passato, la mano destra che afferra quella ultima maledetta piccola tacca, il piede sinistro che si ferma sul secondo scellino resinato, la mano sinistra che si allunga tanto tantissimo, c’è……
Corro sugli ultimi facili metri della via con la gioia e la consapevolezza di quanto bello sia arrampicare…ringrazio Reini per avere creato questa via, grazie a Marco per essere stato la quel giorno, i miei genitori e i miei nonni per avermi sempre sostenuto, e un grazie anche a me per averci creduto………………………
……Marco che ne pensi se faccio un giro su quel tiro che parte sotto terra?  Come si chiama? A già Underground, mi sembra interessante……lui scuote la testa dicendo: ” ci risiamo” !!!   
 
      Reini’s vibes istruzioni per l’uso:
 
1° un po’ di resistenza ( giusto un pochino!!!! )
2° un po’ di forza
3° avere un compagno di cordata paziente
4°avere il caffè trentino aperto per festeggiare
                                                                                                                      
 Fonte: jennylavarda.com
 
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