LARA NEUMEIER È LA PRIMA SU RHAPSODY, 8C+ TRAD! - Up-Climbing

LARA NEUMEIER È LA PRIMA SU RHAPSODY, 8C+ TRAD!

LA PRIMA FEMMINILE DEL CAPOLAVORO DI MACLEOD

Nella zona di Dumbarton, la tedesca Lara Neumeier si aggiudica la prima salita femminile di Rhapsody, 8c+ trad. 

In sedici giorni di lavoro, Lara Neumeier ha firmato la prima salita femminile di Rhapsody, celebre E11 7a (8c+ trad) a Dumbarton Rock, in Scozia. La climber tedesca ha completato la via il 7 ottobre, a vent’anni esatti dalla prima salita di Dave MacLeod, che nel 2006 stabilì con questo tracciato il grado E11. Tra i ripetitori della via figurano Sonnie Trotter (il primo a salirla nello stile clean) , Steve McClure, James Pearson e Jacopo Larcher. Per la Neumeier il percorso è iniziato nella primavera 2025 con Psychogramm (8b+) a Bürser Platte, in Austria: “Dopo aver salito Psychogramm a Bürser Platte nella primavera del 2025, una via protetta con micro-protezioni, ho voluto esplorare altre vie di questo tipo. Mi piaceva la sfida mentale e il processo di capire movimenti iniziando in top rope”. 

Rhapsody era nei suoi pensieri da quando Larcher l’aveva salita, nel 2016. Il primo viaggio a Dumbarton risale all’aprile 2026, in compagnia di Nemuel Fuerle, con sette giorni a disposizione. Le condizioni sono state avverse: “I primi giorni sono stati molto piovosi e gran parte della via era bagnata. Alla fine abbiamo capito come asciugarla con degli asciugamani!”. Dopo cinque giorni di lavoro in top rope, la climber aveva risolto tutti i movimenti e le protezioni: “Verso la fine del viaggio abbiamo dato pochissimi tentativi da primi, e sono andati sorprendentemente bene”.

Dopo l’estate, trascorsa tra l’Alpine Trilogy e vie lunghe e trad in Norvegia, Lara è tornata in Scozia a fine settembre, dopo quattro-cinque settimane di preparazione. Nel secondo viaggio, di nove giorni, ha dedicato i primi due ai collegamenti in top rope, poi ai tentativi da prima. “Ho fatto progressi quasi ogni giorno, anche se a volte erano piccoli passi. Ho capito che era la via più dura che avessi mai provato”. Sul passaggio chiave ha spiegato di aver trovato una sequenza funzionale, che rendeva però il crux più aleatorio per via dei piccoli appoggi per i piedi. Dopo alcuni giorni di tentativi, il freddo e il vento hanno presentato il conto e la scalatrice ha scelto due giorni di riposo. Al rientro ha collegato da prima tutto il muro finale dal punto di riposo alla catena, trovando la fiducia necessaria. Il 7 ottobre, dopo il riscaldamento in top rope, è partita per il tentativo decisivo. Sulla fessura bassa, inaspettatamente bagnata, rischiando addirittura di cadere. 

La salita si è inserita in un periodo intenso per Dumbarton Rock: il britannico Buster Martin aveva chiuso Rhapsody pochi giorni prima, mentre Fuerle l’ha salita poche ore dopo di lei. “Lavorare sulla via insieme a Buster e Nemo è stato molto divertente. Tutti i locali sono stati accoglienti e di supporto”, ha dichiarato la climber.

Fonte Lara Neumeier

Cortesia foto Red Bull

Alessandro Palma

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