Falesie lecchesi: parte il progetto per la valorizzazione - Up-Climbing

Falesie lecchesi: parte il progetto per la valorizzazione

Sull’esempio di Arco di Trento, dove l’investimento pubblico sulle falesie è stato la base del boom turistico sportivo, con ricadute sull’economia e l’occupazione, anche le pareti attrezzate presenti sul territori delle due Comunità Montane lecchesi diventeranno oggetto di un prossimo intervento:
con un accordo che vede coinvolti oltre alle Comunità Montane Lario Orientale e Valsassina, anche il Comune di Lecco, la Provincia di Lecco, il Collegio Regionale Guide Alpine, la Camera di Commercio di Lecco e la Regione Lombardia, verranno stanziati 450.000 euro per la riqualificazione delle falesie lecchesi.
da un elenco iniziale di 40 pareti, ne sono state individuate una dozzina circa, tra le quali scopriremo le 5-6 falesie sulle quali sarà probabilmente spesa, divisa sulle due Comunità Montane, la somma attualmente disponibile.
eccole in un approssimativo ordine di priorità:

– Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino
Galbiate
Erna
Vaccarese
Placche del San Martino
Valle dell’Oro
Civate
Torrette
Campelli
Scudi Valgrande

– ‪Comunità montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera‬
Erea Glaciale
Baiedo
Angelone
Masone

da gennaio 2014, per più di sette mesi, un gruppo di lavoro creato dagli organismi firmatari e di cui facevano parte consulenti anche presi dal mondo dell’arrampicata come Pietro Corti e Pietro Buzzoni, ha definito tutte le modalità di lavoro che sono specificate in questo accordo.

E forse la principale novità rispetto ad altri progetti simili, è proprio il coinvolgimento della comunità degli arrampicatori, che vuole essere a tutela di quanto già realizzato in decenni di storia alpinistica lecchese.

L’obiettivo dichiarato nell’accordo è che gli interventi non siano calati dall’alto, ma resi ben accetti e condivisi da coloro che, magari già da tempo ed a titolo volontario, hanno contribuito e contribuiscono a chiodare e manutenere le falesie, veri artefici di quello splendido parco avventura costituito dalla pareti ai piedi della Grigna.

ma cerchiamo di capire come dovrebbe essere svolto il lavoro.

– il primo passo è già stato fatto, nell’individuazione delle falesie meritevoli di un intervento, operazione nella quale la perizia geologica ha avuto un peso significativo.

– passo successivo sarà quello di stringere accordo con la proprietà dei terreni, al fine di garantire un utilizzo almeno decennale della falesia.

– seguirà la fase di intervento vero e proprio, che prevede oltre alla cura della parete dove necessario, anche la sistemazione dei sentieri e della base dalla parete.
Il Collegio Guide Alpine ha approvato i criteri per la chiodatura, e si farà garante della correttezza degli interventi in progetto, che verranno probabilmente realizzati per buona parte dai suoi membri.

Per chi teme che venga snaturata l’opera dei tanti e valenti chiodatori volontari di cui si è parlato sopra, Pietro Buzzoni e Luca Biagini (presidente del Collegio Guide), spendono unanimamente parole rassicuranti:
verrà rispettato lo stile proprio di ogni falesia, in aperto dialogo con chi ci ha speso fino ad ora tempo, soldi e sudore.
la parola chiave non sarà sempre e in ogni caso "sicurezza", dando spazio a chiodature dissennate, ma dove la storia e le caratteristiche della parete lo richiedono sarà salvaguardato lo spazio di avventura che fino ad ora le ha caratterizzate.

i tempi? incredibilmente veloci: per ragioni di bilancio, le risorse regionali che ammontano a 400.000 euro (i 50.000 rimanenti saranno finanziati dagli altri enti coinvolti), dovranno essere spesi entro il 2015.

Tutti i fondi sono destinati alla richiodatura e alle opere di manutenzione vera e propria, ma perchè al lavoro fatto segua una crescita del turismo arrampicatorio trasformando la spesa in un investimento, è necessario una ampia opera di comunicazione che superi i confini lecchesi e perchè no anche quelli nazionali.
Ma l’Assessore Antonio Rossi non ha dubbi sul fatto che quello firmato oggi sia solo il primo passo di un lungo processo:

"il nostro obiettivo è di avviare un percorso volto alla definizione di un progetto che, partendo dalla valorizzazione delle falesie, ne faccia il volano per sviluppare una complessiva valorizzazione turistico, sportiva, commerciale del territorio. Il territorio lecchese vanta almeno 50 falesie con oltre 1.800 itinerari di arrampicata, autentiche palestre a cielo aperto che rappresentano una straordinaria occasione di promozione del territorio."





 

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