Ora o mai più - Up-Climbing

Ora o mai più

di Elena Corriero
“Credo che meglio di così non si possa fare. Onestamente non credo che tra 4 anni potremmo fare un evento migliore di Bercy. O ci prendono adesso…”
O adesso o mai più, suggerisce Marco Scolaris, presidente dell’IFSC, la Federazione Internazionale di arrampicata sportiva, che dall’anno scorso sta portando avanti la candidatura dell’arrampicata ai giochi Olimpici del 2020. In effetti, i Campionati del Mondo di Parigi sono stati un successo enorme, con circa 16.000 spettatori – di cui 15.000 paganti – sui due giorni di sabato e domenica. Il Palais Omisport di Bercy riempito al massimo della sua capacità è una buona argomentazione contro quelli che ritengono che l’arrampicata non sia abbastanza spettacolare o telegenica. Se così fosse, perché pagare i 35€ del biglietto?
Bisogna poi contare i numeri della diretta in streaming su internet: il pubblico virtuale ha toccato quasi i 130.000 utenti nel corso della manifestazione, di cui 50.000 solo nel fine settimana delle finali.

Il Palais Ominsport di Bercy potrebbe essere stato un’argomentazione convincente a favore dell’arrampicata nell’ambito della corsa olimpica; due inviati del CIO hanno infatti presenziato ai Campionati del Mondo, per supportare il processo di valutazione del Comitato Esecutivo, che dovrà proporre uno sport per l’inclusione nei giochi del 2020.
Secondo Scolaris, il feedback è stato positivo: “si sono divertiti”, racconta il Presidente IFSC, e hanno anche offerto suggerimenti per eventuali miglioramenti, in particolare per quanto riguarda la presentazione del boulder. Hanno anche concordato che la disciplina migliore per le Olimpiadi, in termini di spettacolarità, di leggibilità e di risposta del pubblico, sarebbe la difficoltà. Non a caso, infatti, l’IFSC ha candidato la difficoltà per i giochi del 2020. “Il problema maggiore era il limite al numero di atleti, che rendeva impossibile pensare di proporre più di una disciplina. La difficoltà è più rappresentativa dell’arrampicata nell’immaginario collettivo, per l’altezza, la corda, la caduta, e anche le Federazioni nazionali ci sembravano più inclini a sostenere la Lead.”
Scolaris spiega che il feedback degli inviati del CIO a Bercy sembra giustificare tale scelta. Il bouldering manca ancora di una presentazione efficace, mentre la velocità, per quanto spettacolare, non è universale, essendo poco rappresentativa a livello di paesi presenti. “Con un attento posizionamento delle telecamere, la difficoltà rimane superiore”, spiega Scolaris. “Purtroppo nel boulder non si capisce chi vince, e infatti il boulder non è ancora entrato nei World Games.”

A fine dicembre ci sarà la presentazione ufficiale dello sport davanti alla Commissione Programma, che nel frattempo avrà ricevuto il report dei propri inviati, incaricati di presenziare agli eventi chiave di ciascuno dei sette sport in lizza. A febbraio, il CIO annuncerà lo sport di cui propone l’esclusione dal novero degli sport estivi: teoricamente, tutto potrebbe finire lì, nel caso il CIO non ritenesse di dover modificare il programma, escludendo una delle discipline che attualmente ne fanno parte. Difficile dire se ci siano sport che rischiano di essere buttati fuori, ma in questo caso il detto “mors tua, vita mea” è quanto mai appropriato. “Non mi piace speculare sulle possibilità di esclusione”, commenta Scolaris, diplomaticamente. È un politico navigato, che sa evitare dichiarazioni fuori luogo. Ma lascia intuire che c’è margine di manovra. “Nessuno sport ha sfigurato sul piano televisivo durante le Olimpiadi di Londra, ma ci sono preoccupazioni diffuse che il programma non sia sostenibile."
Il bilancio dei giochi di Londra 2012 sarà dunque un momento importante nel processo decisionale del CIO, ma molto dipende chiaramente dagli obiettivi di fondo del Comitato Olimpico: secondo Scolaris, se prevarrà la ricerca della novità, l’arrampicata ha buone chance, perché tutti gli altri candidati hanno già discipline simili all’interno dei Giochi. 
Dunque la novità è uno dei punti di forza dell’arrampicata, insieme alla crescita esponenziale degli ultimi anni, alla parità di genere e alla diffusione fra le fasce più giovani della popolazione mondiale. Non solo, ma l’arrampicata rappresenta uno dei movimenti base dell’uomo, come la corsa o il nuoto, e fra essi è l’unico ancora escluso dalle Olimpiadi.
Ovviamente nella scelta contano molti fattori, alcuni dei quali esulano dallo sport in senso stretto: politica, lobbying e contatti hanno un grosso peso, e in questo quadro va intesa anche la decisione di organizzare un evento in Piazza San Pietro, sotto i buoni auspici del Papa che il 7 ottobre, nel corso dell’Angelus, offrirà il proprio saluto alle Federazioni nazionali. Mossa strategica, oltre che evento sportivo, per evidenziare la visibilità e l’universalità dell’arrampicata davanti alla Commissione eventi, nei mesi cruciali per il destino Olimpico dello sport.

Certo se l’arrampicata venisse scelta cambierebbero molte cose, si aprirebbero nuove possibilità, anche solo grazie alle risorse che potrebbero venire da grandi sponsor, che già ora mostrano un certo interesse per le opportunità di partnership con l’IFSC. Scolaris riferisce che alcuni di questi potenziali sponsor erano a Bercy, ma per scaramanzia preferisce non farne i nomi. Gli sponsor sarebbero necessari per sostenere le spese organizzative e di comunicazione di uno sport che si prepara alle Olimpiadi, visto che fino al 2020 l’IFSC non riceverebbe comunque fondi dal CIO, oltre a quelli che le spettano ora come sport “riconosciuto”. Già negli ultimi tre anni la Federazione ha progressivamente spostato molte risorse verso il marketing e la sfera dei media; attualmente, circa un terzo del bilancio dell’IFSC viene speso per il webcasting e il marketing. Se l’IFSC volesse percorrere i canali televisivi, i costi aumenterebbero esponenzialmente: per ora, infatti, l’iniziativa su questo piano è rimasta alle Federazioni nazionali e agli organizzatori dei singoli eventi, in contatto con le emittenti nazionali.
Se non altro, se l’arrampicata sportiva fosse uno sport olimpico i Comitati Olimpici Nazionali sarebbero automaticamente obbligati a finanziare le federazioni nazionali (cosa che ora non sempre avviene), che riceverebbero così un sostegno – talvolta indispensabile – alle loro attività.

“Essere scelti per le Olimpiadi sarebbe anche una sfida per dimostrare che l’arrampicata è veramente diversa, che non necessariamente i burocrati prendono il potere laddove ci sono i soldi”, continua Scolaris.
Preservare i valori dello sport e favorire la partecipazione degli atleti ai processi decisionali sono certamente gli elementi chiave nella costruzione di un modello alternativo di federazione sportiva. Le recenti elezioni della Commissione atleti e del suo Presidente potrebbero essere promettenti, in questo senso. A capo della Commissione è infatti stato eletto il canadese Sean McColl, e anche il Campione del Mondo Jakob Schubert ha scelto di esserne membro; un cambio di tendenza rispetto agli anni scorsi, in cui i migliori atleti preferivano dedicarsi allo sport e rifiutavano impegni di responsabilità in seno alla Commissione. Una buona premessa per una maggiore presenza degli atleti nell’ambito del processo decisionale e, tra le altre cose, un buon argine contro eventuali pressioni politiche a favore di cambiamenti dei regolamenti sportivi che potrebbero snaturare le discipline.

Nel maggio 2013 il Comitato Esecutivo del CIO incontrerà ufficialmente la delegazione IFSC e infine, a giugno, presenterà uno sport per l’inserimento (sempre a patto che uno sport sia stato escluso a febbraio). La decisione finale spetterà tuttavia alla Sessione del CIO di Buenos Aires, che si terrà nel settembre 2013; sarà in quell’occasione che il CIO dovrà accettare o rifiutare le proposte di esclusione e di inserimento fatte dal Comitato Esecutivo. In genere, spiega il Presidente IFSC, la Sessione approva le raccomandazioni del Comitato Esecutivo, ma il voto è segreto, e la delibera viene approvata solo con i 2/3 dei voti a favore. Si tratta di un percorso ancora lungo, dunque, e dagli esiti meno che certi, ma una cosa è sicura. Olimpiadi o meno, l’arrampicata ha già dimostrato quello che vale e la forza di attrazione che sa esercitare; Olimpiadi o meno, lo sport continuerà a crescere.
 

Condividi: