Reti paramassi al Ciolo, Salento - Up-Climbing

Reti paramassi al Ciolo, Salento

In virtù della sua molto dubbia utilità, di cui già ne avevamo parlato in un precedente articolo, per frenare l’opera di costruzione di reti paramassi  al Ciolo, una delle perle del Salento, è stata aperta una petizione pubblica da poter firmare.
Servirà? Non servirà? Vedremo. Intanto chi ha a cuore la questione dovrebbe firmarla, quantomeno per far capire che non è possibile che in questo paese vadano sempre avanti i furbi che portano in primo piano  i loro interessi o quegli degli “amici”.
L’arrampicata verrà dopo, forse. Ma qui si deve provare a cambiare un sistema vecchio di decenni proprio partendo dalle piccole cose che poi in fondo tanto piccole non sono.
Crediamo che dar voce a questa iniziativa sia corretto. Un modo, si spera, per portare un piccolo contributo.

Invitiamo climbers ed appassionati e tutti gli altri siti internet di informazione a divulgare questa iniziativa.


Per firmare la petizione clicca qui

PETIZIONE PUBBLICA
 
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
Dr. Andrea Orlando
Al Governatore della Regione Puglia
Dr. Nichi Vendola
All’Assessore all’Assetto del Territorio Regione Puglia
Arch. Angela Barbanente
Al Sindaco del Comune di Gagliano del Capo
Dr. A. Buccarello
Al Presidente del Parco Otranto S.M. di Leuca
Ing. Nicola Panico
 
Salento: SOS Canale del Ciolo
 
•    Premesso che sono ben due i progetti di "messa in sicurezza" che potrebbero trasformare uno dei luoghi più belli del Salento facendogli perdere la sua immensa bellezza,
•    accertato che non esiste alcun documento scientifico a supporto di tali progetti (il primo da 500.000,00 Euro PO FESR 2007- 2013 Asse II Linea Intervento 2.3.5. DGR23/02/2010 ed il successivo per un importo di 1.000.000,00 di Euro Delibera CIPE 62/2011 per il quale si è svolta senza esito la conferenza dei servizi in data 02/10/2013). 
•    visto che  è quindi in discussione la vera utilità, la scientificità di tali interventi su un luogo unico,
•  vista la precedente tragica vicenda del costone di Porto Miggiano nel cuore del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”,oggi sotto sequestro,
 
 
CHIEDIAMO 
 
•   di sospendere qualsiasi iniziativa e finanziamento al fine di verificare la reale necessità dell’intervento, allegando pareri autorevoli che ne attestino la validità, rompendo la logica di prendere soldi per realizzare cose inutili e spesso dannose. 
•   di valutare con più accuratezza l’assegnazione di soldi pubblici che in un momento economico come questo devono essere assegnati con grande oculatezza.
 
 
Con stima i Salentini e gli amanti del Salento.
 
Primi firmatari:
 
Vito Lisi, Andrea Chiuri, Giacomo Cazzato, Ingrid Simon, Paolo Pisanelli, Lorenzo Romito, Federica Facioni, Giulia Fiocca, Angelo Chiuri
 
E’ come voler ingabbiare le dolomiti perchè c’è il rischio di frane.
 
In particolare è previsto: ingabbiamento con reti metalliche di tutto il fronte roccioso previa accurata pulizia e taglio di tutta la macchia mediterranea,  incluse piante facente parte della lista rossa comprese ( alisso leucadeae, campanula pugliese, ginestrella, euphorbia arbustiva, pistacia lentiscus, mirto, ecc, ecc) luoghi di rifugio per la fauna insistente e migratoria.
 
Per questo siamo allibiti quando sentiamo che questo progetto ha avuto l’ok dell’ente parco che a questo punto non si capisce se tuteli la natura o l’uomo che vuole oltraggiare quel pezzo che è stato destinato ad essere quanto più naturale possibile; certo c’è l’emergenza e il pericolo, la mancata protezione civile s.p.a. ne ha dato encomiabili esempi da seguire negli anni del ministro bertolaso. Stravolgere un luogo unico come il Ciolo è veramente voler ingabbiare la natura e non c’è ricordo alcuno di crolli.



Per firmare la petizione clicca qui

fonte liberacittadinanza.it

Condividi: