28 Nov Sanuele Mazzolini e la prima salita trad di Crotalus, 6c E8 (8a)
Emilia Romagna, provincia di Rimini, non certo il primo posto che ti viene in mente per il trad. Eppure a Maiolo è stata realizzato qualcosa di bello, insolito ed interessante. Samuele Mazzolini ha infatti risolto Crotalus, via di 8a ma in stile trad, liberando così la versione “6c E8”. Un bel progetto perché non è la classica fessura, che ben si sposa con nuts e friends, ma una placca più compatta di arenaria, che invece ben si sposa con l’aleatorietà di nuts e friends! Insomma, un tuffo nella paura trattenendo il fiato. Ecco il racconto di Samuele.
Crotalus, pochi metri, tanti pensieri
di Samuele Mazzolini
“Crotalus” è un piccolo pezzetto di arenaria, insignificante rispetto ad altre pareti su cui i grandi arrampicatori si stanno cimentando. Tuttavia, esso ha avuto per me un valore enorme: trovare un tiro naturale e di quella bellezza, proteggibile con sole protezioni mobili, non è cosa certamente usuale, soprattutto in Romagna, dove la sabbia abbonda e la roccia, quella buona, scarseggia.
Ho immaginato centinaia di volte, nella mia testa, di salire questa via; i suoi pochi metri erano di una bellezza disarmante e l’incertezza e l’attesa per “il momento giusto” mi rendevano felice e al tempo stesso mi spronavano ad allenarmi. Con qualche spit sarebbe stato tutto abbastanza veloce, ma altrettanto velocemente se ne sarebbero andati i ricordi e le sensazioni che ho provato e che adesso sono invece dentro di me in modo permanente. Adesso sorrido all’idea di volare senza riuscire a togliere le dita incastrate nel buco, o di sbagliare il piazzamento del primo alien (con conseguente caduta a terra), o al pensiero di dover fare il passo più difficile praticamente sprotetto; ma giuro che sono stati senza dubbio i miei pensieri fissi per un paio di settimane.
Tante cose stanno cambiando nella scalata e molti “vecchi” valori che in passato erano importanti purtroppo stanno pian piano scomparendo. Ma per me l’arrampicata resta un bellissimo animale selvaggio, che non si può e non si deve rinchiudere dentro una gabbia sicura. Per questo ritengo che lo stile “trad” abbia ancora molto da offrire: si tratta di una personalissima lotta con i propri limiti, fisici ma anche e soprattutto mentali, una sfida contro le paure più intime, in cui l’elemento fondamentale è il grande rispetto che l’arrampicatore deve avere nei confronti della roccia. E questo si traduce, dopo un’attenta valutazione dei rischi, nell’eventuale possibilità di una salita senza fix, che a volte può chiaramente comportare l’incapacità di riuscire nella scalata stessa.
La nostalgia di un approccio meno “fisico” e più interiore alla scalata raramente mi abbandona; ciò accade perché talvolta preferisco fallire piuttosto che riuscire ad ogni costo, ammettere di aver avuto paura o allenarmi senza riuscire, senza per questo trovare scuse. Poiché anche un fallimento non cambia comunque le sensazioni che amo trovare in montagna: il profumo di un fiore, l’odore della pioggia, la fatica di un lungo cammino, la carezza del vento.
Arrampicare è il mio modo di vivere in sintonia con la natura, il mio sentiero, che amo percorrere in lungo e in largo. E “Crotalus”, questo piccolo sentiero verticale di quindici metri, mi ha ricordato che la felicità non è stata solo l’essere arrivato in cima, ma anche – e soprattutto – ciò che c’è stato prima: l’idea, i tentativi, gli allenamenti, i ritorni, gli amici, le chiacchiere, i tramonti. Ecco allora che quei pochi metri non sono solo una misura fisica, ma l’insieme di tutte le cose che io, quasi senza essermene accorto, ho voluto metterci dentro.”
ACCESSO: Dall’uscita Rimini nord o Rimini sud della A14, seguire per la statale 258 verso Novafeltria/San Leo. Dopo poco meno di 20km, a Secchiano, girare a sinistra in prossimità delle indicazioni verso Locanda San Leone e Aviosuperficie, e quindi per Boscara. Dopo circa 3 km giunti in località Il Poggio, si posteggia. Dalle spalle delle case, parte un sentiero che in circa 15 minuti raggiunge le pareti.

