Reffo e Bosco salgono Noia, 8c+ - Up-Climbing

Reffo e Bosco salgono Noia, 8c+

Ieri, Oggi, Domani. Riprendendo il titolo del famoso film di Vittorio De Sica, questa storia tutta italiana si potrebbe intitolare così. Noia è Ieri, un 8c+ ad Andonno del quale, forse, non si finirà mai di parlare. Primo tiro di questo grado in Italia e ancora oggi, 23 anni dopo la sua prima salita, un must che ogni top climber deve avere in curriculum. Oggi è Silvio Reffo, la certezza dell’arrampicata azzurra su roccia, ripetitore di tiri come Super Circo Abusivo, Back Road o Underground, giusto per citare qualcosa tra gli ultimi suoi 9a. Domani è Francesco Bosco, 18enne di Cuneo, che solo quattro anni fa chiudeva col calcio per iniziare a scalare.
A breve distanza l’uno dall’altro, sia Silvio che Francesco si sono  trovati a misurarsi con Noia, salendola.
 
In una giornata calda Reffo ha dovuto attendere, paziente, il suo turno. Poi il famoso traverso, un piede che scivola e la calata. E ancora attesa quindi. Un nuovo tentativo, di nuovo sul traverso ed il piede che questa volta sta lì. Passa ed arriva in catena dove dice solo una parola. “Blocca.”
 
La storia completa della salita di Silvio è raccontata sul sito di un suo sponsor.
 
Francesco non sapeva cosa si sarebbe trovato davanti. Il bagaglio prevedeva un 8b+ e al massimo l’8b a vista. Possibile misurarsi con Noia? Sì, se ci credi. “Ho iniziato a scalare quattro anni fa dopo averne passati 8 nel calcio. Sono cresciuto col mito di Noia e qualche mese fa ho iniziato a sognare veramente di poterla salire. Non avevo tiri alle spalle di quel grado, anzi al massimo avevo un 8b+, e difatti ci ho fatto parecchi e tentativi! Un certo “cambio di passo” è arrivato verso Pasqua. Mi sono messo ad allenarmi molto seriamente al Il.Punto, la palestra che mi segue da sempre, anche con Bagnoli, e poi sono arrivati un po’ di tiri chiusi ed il Mondiale ad Arco. Il morale era a palla! A breve andrò in Spagna con Pietro (Radassao); è con lui che ho iniziato a scalare e con suo papà Carmine. Chissà, forse continuando a sognare in grande, là che ci sono tanti tiri anche più duri…”
 

Condividi: