SOLITARY SOULS 8C+ PER ANGELIKA RAINER - Up-Climbing

SOLITARY SOULS 8C+ PER ANGELIKA RAINER

PRIMO 8C+ IN CARRIERA

Angelika Rainer riesce su Solitary Souls, 8c+.

La scuola di arrampicata altoatesina è una delle migliori “dinastie” verticali presenti in italia. I climber altoatesini spopolano sia nell’outdoor che nelle gare, e tra i migliori interpreti si annoverano nomi come Filip Schenk, Michael Piccolruaz, Alexandra Ladurner e molti altri. Insieme a loro, Merano può vantare Angelika Rainer, capace di vincere per tre volte il titolo di campionessa del mondo e due volte il circuito di coppa del mondo nella disciplina più fredda, l’ice climbing

Nella zona di Arco, uno dei territori preferiti dove già aveva salito tiri fino all’8c, Angelika si è concessa un altro capolavoro della zona, arrivando al primo 8c+ in carriera. Per raggiungere questo scoglio, la Rainer ha scelto Solitary Souls, un tiro liberato da Alfredo Webber e ripetuto a vista da Adam Ondra

Angelika Rainer, Solitary Souls 8c+, Piazzole – Ph Marco Servalli

A proposito della sua salita ci dice: 

Situata nella falesia di Piazzole, questa linea spicca fra le altre per grado e bellezza, ed è decisamente il fiore all’occhiello del settore. Si trova sul lato destro di questa fascia rocciosa e sale una sorta di prua strapiombante per 35 metri. Lo stile di scalata è di resistenza, in contrasto con la maggior parte delle vie di Arco e dintorni che presentano solitamente singoli boulderosi; è invece più simile alle spesso decantate vie della Spagna. 

Volendo dare qualche cenno di storia, la via è stata chiodata anni fa da Nicholas Favresse ma caduta in abbandono senza essere stata liberata. Di seguito è stata pulita e sistemata da Lorenzo De Bonis che gli diede il nome Capolinea, liberata poi a luglio del 2019 da Alfredo Webber che la nominò Solitary Souls. Adam Ondra a marzo del 2022 è riuscito in una bellissima salita a vista, confermando il grado. 

Già prima di questa salita di rilievo, che era rimbalzata tra i media del settore, me ne aveva parlato l’amico Nicola Parziani, il forte scalatore della zona con varie prime libere all’attivo. 

A marzo dell’anno scorso ci siamo finalmente decisi di fare un primo giro sulla via, constatando che entrambi riuscivamo a fare tutti i singoli. La via era addirittura più bella di quello che immaginavamo, ma il problema è che prende il sole fino metà pomeriggio e che quindi secondo noi era un luogo più invernale che primaverile/estivo. 

Abbiamo quindi lasciato accantonato il progetto per qualche mese e siamo tornati a novembre con temperature al sole ancora calde ma più accettabili. Io ero di ritorno da un viaggio in Spagna e mi sono sentita subito molto in forma su questo tipo di scalata, riuscendo a concatenare la via con soli 2 resting. 

Tornata da un altro viaggio, questa volta negli USA, ho riprovato la via e i primi due giorni, subito dopo Natale, ho faticato parecchio per ritrovare la resistenza specifica richiesta, ma il terzo giorno c’è stata una svolta e per la prima volta ho fatto un solo resting. A questo punto sentivo di non esser più lontana dal concatenarla tutta e la motivazione era grande.

La via parte con movimenti non durissimi ma continui e a tratti belli lontani, dopo 10 metri si arriva ad un primo punto di riposo. Dopo di questo c’è la prima sezione chiave con movimenti su cannette sottilissime e qualche tacca da stringere. Dopo il secondo riposo c’è un movimento dove mi trovavo totalmente distesa, con tutta la mia apertura di braccia; prendevo prima una presa intermedia, rilanciavo e da questa posizione totalmente distesa dovevo andare in modo dinamico ad una tasca lontana. Seguono alcuni movimenti senza poter dare più che una veloce scrollata alle braccia e si arriva al vero chiave della via. 

Durante il tentativo buono sono riuscita a sghisare molto bene ai riposi, sentivo di poter ripartire quasi del tutto fresca e in più sono riuscita a scrollare le mani in alcuni punti dove non avevo mai sghisato prima. In questo modo sono arrivata al chiave sufficientemente fresca per affrontare questo incrocio micidiale, e anche sui restanti 5 metri di scalata ho sghisato varie volte come se riuscissi a tener molto meglio le prese rispetto ai giorni prima. Solo mentre schiacciavo con tutta la forza rimasta la corda nel moschettone della sosta, sentivo come mi si stava aprendo la mano sinistra e sono caduta nella corda con un urlo di sfinimento che è stato seguito subito dopo da uno di gioia!

Sono riuscita a fare la via in soli 10 giorni di tentativi, insomma non sono molti per me, per raggiungere un nuovo grado. A questo punto penso di poter dire che la via si addice totalmente al mio stile di scalata, oltre ad essere una linea estremamente estetica in uno degli angoli più tranquilli e panoramici di Arco.

Ringrazio Nicola per avermi ispirata a provare questa linea e per aver condiviso tentativi e metode con me e gli faccio i miei complimenti, visto che è riuscito a chiudere la via a soli 4 giorni di distanza!

Dopo questo grande progetto salito così in fretta, non resta che aspettare altri tiri estremi… Magari il primo 9a!

Fonte Angelika Rainer

Cortesia foto Marco Servalli

Alessandro Palma 

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