INSIDE: LUDOVICO FOSSALI - Up-Climbing

INSIDE: LUDOVICO FOSSALI

INTERVISTA AL CAMPIONE DEL MONDO SPEED

Un tuffo nel mondo di Ludovico Fossali, campione del mondo speed 2019, nonchè primo italiano a qualificarsi per un’olimpiade.

Per chiunque segua la stagione di gare nazionali ed internazionali, Ludovico Fossali è una costante. Lo scalatore del C. S. Esercito è infatti uno dei personaggi più influenti all’interno del panorama italiano, nonchè pioniere per quanto riguarda l’approccio alle gare internazionali di speed, Olimpiadi comprese. Dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo nel 2019, Ludovico ha staccato il ticket a cinque cerchi, dimostrando che competere ai massimi livelli è possibile. Oltre ad innumerevoli record e medaglie, Fossali ha conquistato importanti traguardi nel mondo outdoor, con boulder e vie in falesia di ottavo grado. Non c’è persona più adatta per scoprire il mondo dello speed climbing…

Dal trentino al tetto del mondo. Cosa si prova nel momento in cui realizzi che quel giorno non c’è nessuno più bravo di te in tutto il mondo?

Forse non l’ho ancora realizzato quindi me lo dico ora: Ludo sei Campione del Mondo, Real! Ora che l’ho più presente provo a spiegarvelo. Immaginatevi di avere una vita indaffarata, con impegni, scadenze, obiettivi personali, quello che volete. Immaginate di farvi il culo ogni giorno per diventare migliori, sempre più vicini a quell’obiettivo. Sapete che vi state avvicinando, portate a termine una piccola task ogni giorno, ma non ci sono risultati concreti che ve lo dimostrano e che lo dimostrano agli altri.  State migliorando, avete la pressione e la motivazione per avanzare e volete fottutamente raggiungere quell’obiettivo. Quel giorno arriva, sapete che avete fatto tutto il possibile per arrivarci al meglio delle vostre capacità e a fine giornata vi trovate sul gradino più alto. Quello che rimane è un senso di soddisfazione, di gioia immenso e anche se non ve ne rendete conto vi ci cullate per tutta la notte e le notti successive pienamente consapevoli che non è abbastanza. In una singola giornata avete espresso quello che avete fatto per giorni, mesi, anni. Volete e sentite la necessità di rifarlo, di riprendere quella strada dove ogni giorno vi fate il culo per migliorare.  Con una consapevolezza in più: quell’obiettivo l’ho portato a termine, ora ne voglio uno più difficile.

Facciamo un passo indietro: chi è Ludovico? Perchè hai iniziato ad arrampicare? Perchè la speed? Ma la speed è arrampicata? Visti gli ultimi blocchi che hai fatto, direi che non ci son più dubbi…

Ludo è un ragazzo iperattivo che ha troppo voglia di scaricare la batteria e, dato che i miei non sapevano come fare, mi fanno fare tutti gli sport, qualche anno anche 3 contemporaneamente. Ammetto di aver avuto un vantaggio ad avere avuto genitori che mi hanno permesso di vivere tutto lo sport e gliene sarò per sempre grato, si sono fatti il culo ancora prima che io iniziassi seriamente per portarmi in giro e farmi gareggiare/allenare dalla Sicilia fino all’Austria. L’arrampicata però mi affascina, sono bravino e questo per un bambino è importante, ma sopratutto l’ambiente mi piace. Ricordo bene la differenza di ambiente tra sport di squadra o anche sport singolo ma più “grande” e l’arrampicata. Nelle palestre di arrampicata mi trovo bene. Ho sempre praticato tutte e 3 le discipline e sono cresciuto con il crescere della speed. La velocità mi affascina come affascina molte persone, ma poter essere io l’artefice di quella stessa velocità mi soddisfa. Anzi, poter creare quella velocità con movimenti perfetti mi soddisfa. E questo sul muro si vede. Quindi mi concentro su questa disciplina senza mai tralasciare le altre davvero, poi senza raccontarla tutta in speed vado forte. La speed è una disciplina dell’arrampicata sportiva e sinceramente, scusa Ale, non ho voglia di stare a discuterne. Saliamo su una parete verticale con prese e corde come fanno tutti gli altri, la differenza? Andiamo molto più veloce. Si discosta da quello che la roccia e le altre due discipline propongono, pienamente d’accordo ma smettiamola di sfracellare le biglie dai su. Il boulder mi attira insieme alla “conquista” del sasso con il processo che c’è dietro. dove le prime volte che tocchi le prese del project non capisci dove girarti ma qualche giro dopo stai collegando tutti i singoli ed è una figata. Sembrava una cosa fuori dal mondo e invece capisci che mettendo il piede così la mano colà diventa più facile di quello che pensavi. La soddisfazione che mi da questo processo è bellissima, mi ha ricordato molte volte come il processo sia al centro di tutto e non solo la send. Capisci che, si è bello stampare il blocco, ma tutto il processo che c’è dietro lo rende speciale. Dovrei provare a ricordarmene anche nel resto della vita. GODITI IL PROCESSO.

Andiamo ancora più indietro, domanda per la cultura: storia della speed. Origine, evoluzione, tappe fondamentali.

Scientificamente parlando la speed nasce nel 2007 a Arco grazie all’idea della federazione di avere una parete uguale nel mondo per poter stabilire un Record. Nel tempo sono cambiate molte volte le stampe e i brand ufficiali per la produzione delle prese e questo ha permesso lo sviluppo delle varie tecniche. All’inizio le prese erano molto piccole e quindi nessuno aveva mai pensato di accoppiare la tasca di una presa, mentre ora gli accoppi sono anche 3. I cambiamenti sono avvenuti anche da parte del cronometro dove il sistema di partenza è cambiato da un solo suono a 3 suoni consecutivi, le false partenze concesse era 1, ora 1 e sei fuori. Ultimo non per importanza gli autobelay. Sono stati un bel cambiamento che ha concesso molta facilità negli allenamenti e meno errori umani da parte degli assicuratori nelle gare.  Cambiamenti credo normali in uno sport che è cresciuto così in fretta e che certamente deve tenere conto di molti fattori. Parere personale, siamo ancora indietro ai livelli di tecnicismo che già oggi si potrebbero avere. Lo sviluppo delle varie componenti ha permesso anche un netto miglioramento nel record. Si basti pensare che nel 2011 Zhong ha segnato un tempo di 6,26 che si pensava imbattibile ed ora dopo 13 altri record siamo arrivati ad un sub 5” che non ha ancora smesso di scendere. Per le donne uguale, nel 2013 eravamo ancora ad un lontano 7,85 mentre ora anche loro si stanno avvicinando ad un sub 6 (il record è 6,24) e, personale opinione, le donne non hanno ancora tutte sfruttato le tecniche disponibili secondo me più veloci. Per me il sub 6 femminile può arrivare da un momento all’altro.

 

La garetta societaria vs l’Olimpiade. Raccontaci tutto su com’è andare ai Giochi.

Non ho mai fatto questo paragone ma sorrido al pensiero. Sto confrontando una delle più piccole garette che ho mai fatto di speed, in una parete liceale alta 7 metri dove ho perso ma era tutto così bello che mi sono divertito come un bimbo. La gara a Tokyo il contrario, non ti mentirei se ti dicessi che ho dei vuoti nel ricordarla e che non ho ancora rivisto tutta la gara per intero. La pressione che avevo, la fretta e rottura di cazzo della televisione, le persone che non sanno cosa fare per aiutare un atleta, un clima che davvero ho sentito pesante più di ogni altra cosa (grazie tante Ludo,sono le Olimpiadi. Si, ma le cose che vi ho appena detto: le persone, la televisione, il clima si possono discostare da qualsiasi tipo di gara), senza stare a farne un dramma personale, o incolpare altri, ti dico che mi ha mandato a puttane il cervello. Quindi se mi chiedi come è andata la gara ti dico male, anche al di fuori del risultato. Il processo invece è stato entusiasmante. Dalla prima notizia dell’arrampicata nei 5 cerchi al quasi annullamento di tutta l’olimpiade causa covid, la divisa Armani, il viaggio intercontinentale e il non riuscire a dormire le prime notti sono cose che vorrei rifare ancora e ancora. Emozioni piene, belle e brutte, che ti fanno sentire vivo e ti danno la gioia a fine allenamento.  Questa sì, è stata una bella figata.

Come si allena uno speed climber? Quali sono le caratteristiche che deve avere, a parte l’essere veloce ovviamente.

Facile facile? Palestra pesi e parete, dico la stessa cosa ai ragazzi delle medie quando vado a parlargli in classe. Per ora un fisico prestabilito non esiste e non credo esisterà mai come per le altre due discipline. Leggerezza e eplosività direi siano fondamentali ma per cose più tecniche possiamo chiedere a Stani che ha sicuramente più conoscenza di me.

Se uno volesse iniziare una carriera da sprinter, quali sono i consigli che gli daresti? Non vale dire seguimi sui social!

Entra in una palestra e prova, prova a scalare. Appenditi e muoviti su un qualsiasi muro. Ti piace? Vuoi provare ad andare forte? Sali anche sulle prese rosse, non avere fretta di segnare il tempo migliore e concentrati sui movimenti, falli il più smooth possibile. Goditi questo processo, ci sono mille tecniche diverse ora, provale tutte e vestiti con quella che ti piace di più. Per cambiare c’è tempo. Gioca con le false partenze fai la reazione più bassa con il piede il ginocchio il pollice, da seduto o in verticale. Non prendere il tempo subito, non fare subito la gara non entrare in competizione. Sali su sto cazzo di muro e si il più “bello” possibile. Goditi la fluidità e la potenza dei movimenti concatenati senti l’accelerazione e la perfezione che generi, arriva al pulsante sfioralo scendi con il fiatone riguardati due video e ragiona su come puoi migliorare per esser più fluido, più veloce, più perfetto, poi rincomincia. Ti piace ancora? Vuoi perfezionarti sul muro? Non seguirmi sui social se non vuoi ma scrivimi che per perfezionare una tecnica ho capito due cose. 

Obiettivi futuri del Ludo garista? E quali fuori dall’arrampicata?

Del Ludo garista sono facili: i 5 cerchi. Ma questa volta che ammetto è difficile anceh solo arrivarci, non mi accontento di passeggiare per il villaggio Olimpico e godermi il panorama. Questa volta c’è una medaglia da conquistare. Ho in mente anche di scalare anche su roccia ma più per godermi i posti e sassi che l’outdoor presenta, in un futuro quando potrò. Fuori dall’arrampicata mmm, esiste qualcosa? 

Grazie Ludo per questa intervista ed in bocca al lupo per gli upcoming events!

Fonte e cortesia foto Ludovico Fossali

Alessandro Palma 

Condividi: