13 Mar ALLENATI PER STAMPARE – II
La Forza Resistente e la Resistenza alla Forza, qualità essenziali per stampare… spiegate da Climbsthenics
In questo secondo articolo della nuova serie proposta da Climbsthenincs riportiamo alcune spiegazioni fondamentali per comprendere le basi dell’allenamento e alcuni aspetti molto importanti in arrampicata.
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Format 2 – La Forza Resistente (Livello 1)
Appurato il fatto che senza un’adeguata espressione di Forza non andremo da nessuna parte, in automatico dovremo compensare questa qualità con la Resistenza: troppo spesso si assiste al commento “l’Atleta X ha veramente un gran livello di forza, ma appena deve eseguire 15 movimenti consecutivi muore al decimo movimento...”
Questo vale tanto in Arrampicata come nel Calisthenics, ma vale esattamente anche il contrario, ovvero “l’Atleta X è bravissimo a macinare movimenti su movimenti ma tutti nel sub massimale, e appena deve esprimere Forza pura cade”.
Chi più chi meno, tranne i professionisti ovviamente, sono sbilanciati in un senso o nell’altro, generando molti difetti nelle esecuzioni e mancate performance.
Torniamo sempre all’esempio classico del Front Lever: un conto è fare il Front tenuto in linea 4/5 secondi a malapena per poi cadere in totale catabolismo e un’altra cosa è tenerlo per 15/20 secondi, cosi come tenerlo 8 secondi e poi effettuare una pullata o combinarlo con un’altra Skill. A dire il vero sono proprio due sport differenti!
Certo, nel 2010 fare il Front Lever era già un risultato di rispetto, anche 4 secondi, nel 2015 erano considerati allenanti almeno 12 secondi, nel 2020 si è iniziato a pullare bene in Front e a chiudere il set in Front monobraccio, oggi si è anche aggiunta la pullata in Front monobraccio…
Questa rapida evoluzione è data esclusivamente dagli allenamenti adeguati che logicamente sono mirati proprio ad ottenere un gran livello nella qualità Forza Resistente, qualità che è la più importante anche in arrampicata.
Ci sono, purtroppo, molte interpretazioni e discordanze rispetto alla valutazione della qualità Forza Resistente rispetto a Resistenza alla Forza.
Ad aggravare il tutto sono le spiegazioni contorte e poco comprensibili, dove vengono messi in contesto aspetti che vanno dal metabolismo alla morfologia etc. etc.
Un groviglio di tematiche che portano gli utenti a non capire la differenza.
In assoluto, la qualità Forza Resistente, rispetto a una performance, è quando un’atleta realizza una massima realizzazione talmente al suo limite che molto spesso non riesce più a ripeterla o deve aspettare settimane o mesi per toccare nuovamente quel picco di sovracompensazione. Invece, la Resistenza alla Forza tratta una performance di rilievo, vicino ai massimali dell’atleta, ma che lo stesso riesce a ripetere anche nei giorni seguenti o comunque riesce ad avvicinarsi molto a quel picco.
Facendo un esempio pratico: un anellista alle Olimpiadi che sfoggia tutto il repertorio di Skills alla massima potenza in termini di linea e secondaggio, volteggi e relativa discesa dall’attrezzo acrobatica toccando il suolo perfettamente sull’attenti, il tutto senza sbavature o imprecisioni, realizzando il suo miglior set di sempre… Per poterlo ripetere, ammesso che ci riesca di nuovo, dovrà ri-allenarsi e ri-organizzare il corpo per un ciclo intero di allenamento.
Mentre, lo stesso anellista, in allenamento farà molti set nel suo submassimale, che ovviamente è sempre molto duro ma gestibile in termini energetici: il corpo manterrà cioè sempre una certa riserva metabolica a livello ATP energetico, per cui potrà ripeterlo più volte nella sessione di allenamento e migliorarlo nell’arco del ciclo di allenamento. In questo caso parleremo di Resistenza alla Forza.
L’obiettivo finale quindi determina il tipo di allenamento in questo senso. Riassumendo e per chiarezza, tenere presente che tutto ciò che si allena in termini di massimale è riconducibile alla Forza Resistente, tutto ciò che si allena in termini di sub-massimale è nel range della Resistenza alla Forza.
Quindi un anellista impegnato nelle competizioni logicamente dovrà puntare alla qualità Forza Resistente, esattamente come un climber che partecipa alle gare internazionali. Per entrambi, puntare alla massima sovracompensazione post-allenamento è l’obiettivo da raggiungere e per ottenerlo devono abituare il corpo e il sistema nervoso per l’appunto a sovraperformare. Poi dopo la gara, anche se per due mesi non combinano più nulla poco importa, semplicemente si alleneranno a un regime medio basso un primo mese per dare al corpo la possibilità di recuperare da un top massimale, e dopodiché si punterà ad una performance ancora migliore!
A maggior ragione se le vostre leve, morfologia e genetica non sono particolarmente congeniali alla progressione antigravitazionale, dovete impegnarvi al massimo per crescere in questa qualità fondamentale che vi permetterà di fare il salto di qualità, compensando le carenze con la qualità Forza Resistente. Altrimenti correte il rischio di iniziare un percorso che non vi porterà da nessuna parte, allenandovi molto ma senza questo obiettivo in realtà farete tutto e niente, rimanendo legati a performance di poco conto che alla lunga sono demotivanti sia per voi stessi che contestualizzate nella vostra comunità sportiva.
Naturalmente molti dicono a se stessi e agli altri che in realtà vogliono solo divertirsi e allenarsi in modo alternativo, quindi non ricercano particolari risultati o performance. Ne consegue che l’atteggiamento mentale-motivazionale abbinato a sports antigravitazionali purtroppo non può essere questo, per il semplice fatto che sono attività completamente innaturali per il corpo umano, e quindi il sistema nervoso deve attrezzarsi anch’esso. L’unica strada percorribile è la motivazione legata alla realizzazione, un catalizzatore fondamentale per proseguire correttamente, mentre prendere queste attività in senso fitness o wellness è profondamente sbagliato perché non lo sono, molto meglio fermarsi al Format 1 e rimanere nel range delle basi.
Il seguente Format è in Leva Vantaggiosa, quindi tutti esercizi svolti con il corpo perpendicolare all’attrezzo, per cui tutti possono allenarlo. Successivamente passeremo ai format in Leva Svantaggiosa, quindi tutte le linee originarie delle Skills, e logicamente il livello sarà molto più alto e tecnico.
Al prossimo articolo con la prima scheda!
Per una scheda personalizzata sulle tue caratteristiche ed obiettivi non esitare a scriverci: climbskills@gmail.com
Climbsthenics
Autore del libro “Climbsthenics – Calisthenics per climber. Basi, propedeutiche, skill” – Ed. Versante Sud
IG:@climbsthenics
sito: www.climbsthenics.com

