26 Ago ANDREA MELLANO SI SPEGNE A QUASI 90 ANNI
L’ARRAMPICATA PIANGE UN GRANDE VISIONARIO
Alla soglia dei 90 anni, il primo presidente della FASI Andrea Mellano si spegne a Torino.
Immaginate di esser cresciuto tra gli alpinisti del Gruppo Alta Montagna del CAI UGET di Torino, di avere come terreno di avventura preferito le Alpi, con le loro pareti inviolate. Immaginate di solcare con i vostri scarponi delle vie iconiche, estreme, per pochi. Immaginate di essere i primi a salire grandi pareti negli anni sessanta, di fare prime salite invernali, di aggiudicarvi cime passando per vie fuori dal comune.
Immaginate di arrivare negli anni settanta ed ottanta, di vedere i giovani dell’epoca sfidarsi su pochi metri di roccia, con movimenti difficili ed etiche del tutto nuove. Chiunque avrebbe guardato incuriosito, per poi continuare sul proprio sentiero si lotta con l’alpe. Chiunque, a parte Andrea Mellano. Dopo la laurea in architettura, inizia a lavorare con il Comune di Torino e crea una cosa in anticipo di decenni: la prima palestra di arrampicata in Italia, dentro al Palavela di Torino. L’amore per quella disciplina appena nata, fusa all’origine da alpinista, hanno spinto e motivato Andrea a guardare avanti di parecchi anni. Nel 1985, insieme al giornalista Emanuele Cassarà ed all’amico scalatore Marco Bernardi, Mellano creò a Bardonecchia la famosa Sportroccia: erano nate le gare di arrampicata.
Alla fine degli ottanta, Andrea fece un altro grande passo: contribuì a creare la FASI, per poi rimanerne alla presidenza fino quasi ai 2000. Nella sua lunga vita, ha avuto tempo a vedere la sua federazione passare da disciplina associata a federazione nazionale, con l’arrampicata inclusa nel mondo olimpico. All’epoca della notizia, anni in cui era tutt’altro che un giovane scalatore, Andrea si disse felice, definendo l’ingresso nel mondo a cinque cerchi: “Una delle più grandi soddisfazioni che si possano desiderare”. Alle porte dei 90 anni, ci lascia un uomo che è sempre stato connesso con il passato, saldo nelle sue origini, ma proiettato decenni nel futuro, pronto a sostenere i giovani ed abbracciare il progresso.
Grazie Andrea.
Fonte e cortesia foto FASI
Alessandro Palma

