INDOOR: SIAMO TUTTI IN PERICOLO? - Up-Climbing

INDOOR: SIAMO TUTTI IN PERICOLO?

UNO STUDIO SULLA GOMMA DELLE SCARPETTE

Uno studio condotto su un campione di quattro palestre rivela la possibilità di danni alla salute dovuti alla gomma delle scarpette.

Su ChemRxiv, un server di pre-print dove vengono pubblicati articoli a tema scientifico in attesa di ulteriori studi e conferme, un gruppo di scienziati dell’Università di Vienna, in Austria, e della Scuola politecnica federale di Losanna, in Svizzera, ha reso noto uno studio condotto a tema arrampicata e salute. Dopo molti articoli che evidenziano i benefici dell’attività verticale sulla salute, questo è un po’ in controtendenza e mette in guardia gli arrampicatori su possibili danni al loro apparato respiratorio ed intestinale. In passato, alcuni laboratori avevano già cercato correlazione tra malattie respiratorie e attività di arrampicata in palestra, concentrandosi sull’uso della magnesite. Da questi studi non erano emersi dati preoccupanti, ma l’insidia potrebbe nascondersi altrove…

La gomma di uno pneumatico“, ha spiegato Thilo Hofmann, uno degli autori del lavoro, “può contenere fino a mille additivi. Gli effetti di molti di questi composti sono sconosciuti, ma sappiamo che alcuni di loro sono tossici“. Il rischio risiederebbe quindi nelle microparticelle che hanno origine dall’usura della gomma che viene montata sulle scarpette.  Gli scienziati hanno raccolto campioni in diverse palestre ed analizzandoli, hanno ritrovato tra i 9 ed i 12 dei quindici additivi oggetto dello studio, tra cui il tristemente famoso 6PPD. Secondo lo studio, quando un climber scala in una palestra, potrebbe respirare una quantità di additivi superiore a quella che respirerebbe stando vicino a una strada molto trafficata, risultando esposto ad una concentrazione di polveri sottili superiore alla soglia di sicurezza raccomandata nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il pool di scienziati, che è ancora in attesa di condurre esami più approfonditi e, soprattutto, su una scala più vasta, non ha particolari soluzioni pronte all’uso, se non quelle di pulire con regolarità gli ambienti ed installare dei filtri che purificano l’aria. Al momento, la ricerca di trova però ancora ai primi stadi e, finché non ci sarà uno studio più approfondito ed ampio, rimane difficile trarre conclusioni e fare seguire misure precauzionali. 

Fonte ChemRxiv

Cortesia foto archivio Palma

Alessandro Palma

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