29 Nov JAKOB SCHUBERT E L’ARRAMPICATA MODERNA
LA VIDEO INTERVISTA PIÙ ABUSATA DEL 2024?
Jakob Schubert racconta il suo punto di vista su tematiche importanti, quali il moderno stile di arrampicata, l’outdoor e l’evoluzione del movimento.
Più di dieci anni al vertice dell’alto livello, medaglie in ogni tipo di competizione, dalle competizioni giovanili all’ambita Olimpiade. Su roccia non è da meno: è il primo climber nella storia a salire il 9c in falesia ed il 9A di boulder. Insieme al ceco Adam Ondra, l’austriaco Jakob Schubert è uno dei più completi climber nella storia. Ciò che colpisce, oltre al livello massimo raggiunto, è la continuità di risultati attraverso gli anni, che iniziano ad essere a doppia cifra.
In un’intervista sul canale YouTube di Bloc House, in occasione dell’anniversario della palestra di Graz, Jakob si esprime su alcuni temi importanti riguardo il mondo dell’arrampicata. In prima battuta, il campione austriaco esprime preoccupazione sull’educazione all’outdoor delle masse che iniziano a scalare in palestra, ponendosi il problema di chi dovrebbe assumersi l’onere di provvedere a indirizzare i neofiti. Jakob passa poi al tema gare, denunciando come molte competizioni non siano all’altezza di quelli che dovrebbero essere gli standard internazionali minimi per un movimento a questo livello. Rimanendo in tema competizioni, Schubert esprime anche l’opinione sulle ultime evoluzioni della tracciatura boulder, che rende le gare decisamente aleatorie. Inoltre, l’aspetto che meno convince il campione austriaco, è la lontananza dal bouldering outdoor, una caratteristica che non può passare in secondo piano.
Jakob auspica che in futuro questa lontananza venga appianata, riportando i problemi di gara ad una scalata più improntata alle capacità fisiche e tecniche, rispetto all’estremismo tattico coordinativo che predomina oggigiorno. Purtroppo, diverse testate giornalistiche del mondo arrampicata hanno estrapolato le opinioni sulla tracciatura, creando un pretesto per screditare la tracciatura moderna. Praticamente nessuno ha parlato della parte dove il campione austriaco esprime preoccupazioni riguardo al mondo outdoor, così come quasi nessuno ha parlato del fatto che alcune competizioni non mettono in condizione gli atleti di esprimersi al meglio. Jakob, dal canto suo, fà ciò che ogni atleta dovrebbe fare: esegue senza lamentarsi, si allena e ottiene risultati. In linea generale, l’intervista porta a galla contenuti interessanti e opinioni ponderate, un aspetto decisamente raro nei comuni interventi odierni. Il rischio di prendere le dichiarazioni e decontestualizzarle, per ottenere consenso e titoli acchiappa like, è quello di togliere la voglia agli atleti di esprimersi su temi spinosi, contribuendo ad un appiattimento generale davvero preoccupante. Chapeau a Jakob per aver avuto il coraggio di esporsi e per la profondità con cui tratta temi che possono essere davvero scomodi. Un po’ meno a chi usa solo parte dei suoi pensieri per avvalorare tesi personali.
Fonte canale YouTube Bloc House
Alessandro Palma

