ALLENIAMOCI!!! ep. 16 - System Wall con Alex Johnson

Concetti ed indicazioni del metodo

08 giugno 2017

Gli angoli deputati alla famoso “allenamento a secco” delle palestre si arricchiscono mese dopo mese sempre di nuovi accessori. Mai saturi di novità e mai stanchi di provare nuovi soluzioni per alzare il grado, i climbers che si allenano sono sempre ben propensi a imparare qualcosa di nuovo sull’allenamento, più o meno funzionale che sia, adattarlo ai loro gusti e livelli e farlo diventare oltre che qualcosa funzionale per l’arrampicata, anche una sorta disciplina a sé, tanto che basterebbe talvolta scalare e basta, ma questa è un’altra storia…

Da qualche tempo invece sta prendendo sempre più piede il System Wall, un pannello inclinato con prese di varia forma e natura proposte su due serie e disposte in maniera speculare rispetto ad un asse centrale.
Fu niente meno che Alex Huber uno dei primi e principali sviluppatori di questo metodo di allenamento quando a metà degli anni ’90 era IL punto di riferimento mondiale dell’arrampicata sportiva (leggasi Om, Open Air o La Rambla prima versione) e architettò un sistema mirato allo sviluppo della forza.

Ma come orientarsi in questo dedalo di tacche, svasi e pinze che sovrastano piedini, pieducci e piedoni? Una prima indicazione è quella di individuare il gruppo di prese che si intende allenare e, visto che fondamentalmente la difficoltà in arrampicata sta nel tipo di prese, in quanto sono lontane e che piedi si sono sotto, stabilire anche gli unici piedi che è possibile usare scegliendo quelli che fanno al caso nostro.

Ma come ci si muove su di esse?? Il concetto generale è proprio quello di non fare i movimenti d’arrampicata, in particolare lolotte e rotazioni del busto, ma scalare fondamentalmente sempre frontali, con spalle e busto parallelo al pannello, di modo da allenare sì il gesto-arrampicata ma mirato in un certo senso a fare fatica. Il senso non è arrivare ad un “top” ma trovare le proprie debolezze, ad esempio le chiusure frontali su prese svase, e ripetere sequenze su quel movimento.

Quante serie e per quanto? Qui purtroppo la nota dolente, è un allenamento lungo, o almeno più lungo di altri. Per ogni sequenza, si dovrebbe dedicare almeno tra i 12 e 15 minuti, per un totale di 5-6 sequenze, riposando 8-12 minuti tra una e l’altra.
Oltre ai “movimenti”, si possono introdurre anche delle varianti “statiche”: bloccaggi a 90° gradi o a presa “quasi” toccata (vedi video).

Il lavoro deve essere sempre condotto secondo il principio dell’allenamento simmetrico, quindi ogni sequenza deve essere proposta sia per la parte destra che sinistra del nostro corpo. Ovviamente si noteranno delle differenze e proprio lì entra in gioco il concetto di “allenamento”, dove viene messa in evidenza la nostra eventuale “lacuna.”

Le variabili sul System Wall sono infinite. Molto importante quindi è saper testare le proprie capacità, valutarne il risultato, progettare un metodo di allenamento e quindi ritestare i miglioramenti.

E poi scalare!

fonte rock&ice

Ita upclimbing 740x195

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875