Angela Eiter, intervista - Up-Climbing

Angela Eiter, intervista

Dopo anni di dominio nelle Competizioni Internazioni, nei Master, nei Campionati e nelle Coppe del Mondo, Angela Eiter si è ritirata dal circuito delle gare, lasciando dietro di sé una scia di vittorie e primati che difficilmente sarà colmabile a breve.  Le vittorie, la popolarità, i riconoscimenti non le hanno mai cambiato la personalità di una ragazza in fondo semplice, dal sorriso sincero e dai modi di fare educati. A settembre l’abbiamo incontrata ad Arco durante il Rock Master dove, ancora una volta, era il lista per il La Sportiva Competition Award, dove si è cordialmente prestata per fare una veloce chiacchierata e qualche riflessione su cosa le aspetta adesso, in quella che può essere una sorta di seconda vita.


Hai trascorso molti anni ai massimi livelli; da dove sono arrivati gli stimoli per avere sempre la motivazione così alta?

Intanto è vero, la motivazione è l’unica cosa che ti può portare avanti, nell’arrampicata e in tutte le altre cose. L’arrampicata è passione e come tale è qualche cosa che ti porti dentro sempre. Poi c’è la gente, che ti segue e ti incita. Sai che porti avanti anche i loro sogni e questo fa da traino. In arrampicata sono richieste abilità fisiche e mentali molto forti ed avere chi ti sostiene sempre aiuta molto.

Hai molti fans ed una carica di affetto incredibile. Sei nel cuore di tante persone ed è un bene naturalmente ma può essere anche fonte di stress? Dover dimostrare sempre qualcosa al proprio pubblico intendo…

Non saprei…ho iniziato anni fa con le competizioni internazionali e poi sono arrivate le gare qui ad Arco ed in effetti sento un affetto incredibile da parte del pubblico. E’ una sensazione molto forte, che mette sotto pressione ma in senso positivo. E’ più che altro uno stimolo, qualcosa che viene da dentro e che ti spinge a raggiungere i tuoi obiettivi.

Mi sembra che la crescita in campo femminile sia davvero impressionante. Nei uomini è sempre stata altissima ma nelle donne è in una fase di sviluppo incredibile. E’ una mia impressione o hai sentito negli anni il livello delle tue avversarie aumentare?

Per gli uomini il livello è davvero estremamente alto e anche qui negli anni si è alzato. E’ vero, nelle donne si sta raggiungendo un grado incredibile che nel tempo si è evoluto tantissimo. La forza è aumentata tanto mentre altre caratteristiche indispensabili, come la flessibilità, l’elasticità, sono sempre state caratteristiche prettamente femminili.

Ti alleni anche col boulder? Pare che la tendenza sia ormai di fare sia le gare Lead che Boulder, in Coppa del mondo come qui ad Arco?

Si ma solo come allenamento appunto ma non ho fatto e non farò mai gare di boulder. Serve per quello, è molto utile per sviluppare sia la tecnica che la forza ma è anche traumatico.

A proposito, come va la spalla??

Bene! E’guarita ma ora in compenso ho una infiammazione al braccio destro…

Hai sponsor importanti. Riesci a vivere con l’arrampicata?

Faccio corsi ed insegno arrampicata. Sono rivolti principalmente ai più giovani ma sì, grazie ai miei sponsor riesco a vivere di arrampicata.

Vivi in una delle città a maggiore vocazione verticale, ad Innsbruck e…

Imst!!!

Yes, sorry…Imst!!! Intendevo che comunque l’Austria è un paese che punta molto sull’arrampicata con scuole, corsi, palestre importanti…è un fatto legato solo al tuo paese oppure l’arrampicata è effettivamente in crescita ovunque? 

Arrampicare è prima di tutto una filosofia ed i vari paesi hanno approcci differenti. Io sono molto fortunata a vivere in una realtà dove comunque si dà molta importanza all’arrampicata poiché questo rende tutto più facile ma so che non è così ovunque…in generale comunque sì, l’arrampicata è sicuramente uno sport in crescita.

E ora che hai smesso con le gare cosa farai?

Voglio dedicarmi alle vie sportive in montagna. Voglio provare delle multi-pitch, difficili ma comunque sempre chiodate. Non cose alpinistiche come fa David…David, Lama…do you know David Lama, yes?

Beh…SI!

Ecco, lui è molto particolare, visionario. Io voglio dedicarmi alle vie sportive in ambiente, vie protette. E continuare ad insegnare.


Intervista di Stefano Michelin
 
 

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