06 Gen Eva Scroccaro, il futuro che viene dall’est
Ogni tanto salta fuori un nome, di qualche ragazzino terribile, che chiude un tiro di un grado per il quale tu lavorerai un vita senza mai raggiungere e ti chiedi com’è possibile. Ogni tanto i nomi si perdono. Ogni tanto ci sono quelli che, invece, iniziai a ritrovare nelle cronache, sempre più spesso. Eva Scroccaro è uno di questi, giovane della nazionale italiana che sta solo iniziando a far parlare di sé. In gara è sempre lì, nelle competizioni italiane come quelle europee (ad agosto si è piazzata seconda al Campionato Europeo Giovanile di Imst, cat. Youth B, tanto per fare un esempio) mentre su roccia scala giusto per tenersi in forma. E per tenersi in forma se ne esce con un 8b+, La Peste Nera, al Baratro, la falesia di casa zona Trieste. Carattere? Gentile ed educata. Determinazione? Da vendere a fiumi. Una scommessa? Che sempre più spesso si parlerà di lei. Garantito.
Iniziamo dalla tua realizzazione più importante su roccia, un 8b+…ma come hai fatto?
Volevo provare un tiro duro e questo aveva uno stile che mi piace e mi riesce, uno strapiombo di resistenza, simile a quelli che incontri durante le competizioni appunto. L’ho provato e mi è riuscito. Quando scalo fuori cerco le linee che più si avvicinano a quelle che trovo in gara. E’ un divertimento ma anche un allenamento e questo mi era congeniale.
Scali fuori per allenarti quindi? Sei più orientata verso le competizioni?
No, ad entrambi per quello. Scalare fuori è molto bello ma durante la stagione sei sempre focalizzato sul prossimo impegno e quindi anche la giornata in falesia diventa in modo per allenarsi. Quando poi il calendario si chiude allora si va fuori giusto per divertirsi.
Come ti sei avvicinata all’arrampicata?
Soprattutto seguendo la mamma in falesia. Ho iniziato verso i 4-5 anni e all’inizio andavo perché mi piaceva stare all’aria aperta. Poi col tempo è diventata qualcosa di più.
I tuoi modelli?
Beh, ovviamente Adam. Poi anche Mina Markovic e Luka Fonda, che è il mio allenatore.
Da ragazza, cosa vedi nella Markovic?
Mi piace per come si allena, per la fatica che l’ha portata a vincere tutto quello che ha vinto. E’ fortissima! Una dedizione veramente totale.
Ti piace allenarti quindi. Dove ti alleni?
Io mi alleno in Slovenia, a Sezana, nella palestra di Luka appunto.
Vai in Slovenia ad allenarti? Perché??
Perché è lì che è stata realizzata la Plus Climbing, la mia palestra. Non ha la corda, solo boulder, ma è a cinque minuti in bici da casa e mi trovo bene ad andare lì.
Ti trovi bene ad allenarti in una palestra con queste caratteristiche e poi fare le gare lead?
Sì; in palestra devo fare i circuiti per allenare la resistenza ma comunque mi piace, è un bell’ambiente e poi appunto, è davvero dietro casa.
Mi sembra che davvero ti piaccia il mondo della “resina”: allenamento, gare, circuiti…
E’ vero ma questo è stato l’anno della svolta. Prima non ero così concentrata sulle gare ma quest’anno ci ho messo più impegno ed ho scoperto che mi piacciono davvero tanto e su questa strada voglio proseguire.
E la scuola? Non dirmi che è un peso…
No, però è impegnativo conciliare il tutto. Quando torno a casa finite le mie ore pranzo, poi faccio i compiti e poi vado in palestra, cercando di non lasciarmi indietro nulla altrimenti me lo ritrovo da fare quando rientro. Poi dipende anche a che ora finisco gli allenamenti ma in genere la mia giornata si chiude intorno alle 22.
Scuola e arrampicata come priorità, ci sta. E poi?
Mi piace tanto la corsa ed andare in bici (che sono allenamento anche quelli in fondo), e di inverno fare scialpinismo.
Scialpinismo? Non è uno sport molto diffuso tra le teenagers della tua età…
Sì, è vero ma è molto bello anche se molto faticoso. Fai dei giri stupendi e ti consente di vedere le cose da un altro punto di vista. Ho iniziato a sciare fin da piccola quindi è stato più facile avvicinarmi a questo mondo.
Interessi non sportivi?
Lo shopping!
Eh?
Ride. Sì, sì, sì. Quando vado in giro per negozi con le mie amiche sono troppo felice! Ride ancora.
Dove hai scalato finora?
Sono stata due volte a Kalymnos, poi in Spagna Siurana, a Ceuse ed in Croazia. In Italia soprattutto nelle falesie vicino a casa, zona Trieste. Te l’ho detto, cerco i posti in strapiombo, per tenermi in forma per le gare ma anche perché mi piace proprio come stile.
La placca invece…
Obiettivi per il 2014?
L’8c ma devo vedere come andrà con le gare. Quelle hanno la priorità, sicuramente. Punto davvero ai podi quest’anno, poi se ci sono anche le vittorie meglio ma l’importante sarà essere tra le prime tre, anche perché per le gare che faccio so che posso essere lì sopra! Avrò poco tempo per andare in falesia ma vediamo insomma…
E’ stressante per te mantenere alti gli obiettivi e le motivazioni per tutta la stagione?
No, direi di no. Anzi, quando ad esempio ai Campionati Italiani mi è scivolato un piede ed in classifica ero in una posizione che non mi spettava per niente, è stato da stimolo per la gara successiva. Voglio dire, le altre sono state brave ed ho sbagliato io ok, ma quando sai che puoi dare di più e sbagli è una cosa che mi da troppo fastidio!
Intervista di Stefano Michelin