SCEMPIO AL LAGO ZANCONE - Up-Climbing

SCEMPIO AL LAGO ZANCONE

Ancora interventi invasivi in luoghi incontaminati

La news di oggi tocca il bouldering si striscio, ma porta alla luce l’ennesimo caso in cui in nome di un’ingiustificata accessibilità si vanno a deturpare gli ultimi luoghi incontaminati che restano sulle nostre montagne.

Il Lago Zancone è un laghetto naturale bellissimo e suggestivo situato a quasi 2000 metri in Val Gerola, molto amato e conosciuto dagli escursionisti. Un angolo naturale incontaminato la cui bellezza e naturalezza non sono per niente rovinate dalle diverse dighe che sorgono poco lontano da esso.

Alcuni degli interventi al Lago Zancone. Foto: profilo IG di Andrea Savonitto

Qui gli amanti del bouldering esplorativo possono trovare un buon numero di possibilità, combinando una bella escursione su queste splendide montagne con l’arrampicata sui tanti massi di verrucano lombardo che lo costeggiano e che offrono possibilità per chiunque. Un’area già notata in ottica sassista da Simone Pedeferri e che negli scorsi anni ho avuto l’opportunità di visitare personalmente in alcune occasioni, valorizzandovi una quarantina di linee per tutti i gusti, come mostrato anche nel video sopra riportato dal canale NoGrip.

Eppure la bellezza di questo luogo incantato è ora deturpata da uno dei tanti casi di interventi maldestri e inutili di cui sempre di più si viene a conoscenza in contesto alpino. A portare alla luce quanto accaduto è dal suo profilo Facebook la nota guida alpina Andrea Savonitto, che questi luoghi li conosce bene avendo gestito per anni il vicino Rifugio Trona Soliva.

Alcuni degli interventi al Lago Zancone. Foto: profilo IG di Andrea Savonitto

Nel post sotto riportato vediamo infatti delle foto in cui è evidente l’invasiva opera di costruzione di un’obbrobriosa ciclovia, che parte proprio dai dintorni del rifugio per arrivare in costa fino al Lago Zancone, nell’ottica di portare le sempre più invasive ebike e i sempre più invasivi “turisti” della montagna in luoghi dove probabilmente mai metterebbero piede senza queste “agevolazioni”. Un progetto tra l’altro già apertamente condannato dal CAI di Morbegno un anno fa, ma evidentemente senza alcun risultato.

Al di là del caso specifico, questa è l’ennesima conferma della tendenza attuale che vede la montagna unicamente come una merce per attrarre masse che né fisicamente né culturalmente avrebbero i requisiti per una frequentazione adeguata dei luoghi naturali. Una tendenza che riguarda tutte le discipline alpine, dall’arrampicata, all’alpinismo, al boulder, allo sci, all’escursionismo, alla mountain bike… La distopia dell’accessibilità a tutti i costi per giustificare interventi insensati e innaturali, che oltre a distruggere tali luoghi non fanno altro che portare avanti la parallela distruzione della cultura dell’andare in montagna, in una società che è sempre più green evidentemente solo nel mondo virtuale.

Albertaccia

Foto di Anteprima – Alcuni degli interventi al Lago Zancone. Foto: profilo FB di Andrea Savonitto

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