TRAZIONI CON I PESI – IL METODO DEL MAXIMUM CONTINUOUS - Up-Climbing

TRAZIONI CON I PESI – IL METODO DEL MAXIMUM CONTINUOUS

La prima parte del nuovo articolo di Climbsthenics

Affrontiamo ancora i principi dell’allenamento all’arrampicata alla luce di quanto ci insegna il Calisthenics.

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Negli ultimi anni le gare di Street Lifting (Trazioni, Dips e Squat zavorrati) all’interno dei circuiti professionali di Calisthenics hanno portato il livello di questi esercizi su uno standard altissimo. In particolare per le Trazioni zavorrate le tecniche di allenamento si sono molto evolute e molti studi sono stati testati a riguardo.

Il Metodo del Maximum Continuous sembra essere il più innovativo e all’avanguardia e in effetti questo stile produce notevolissimi miglioramenti sebbene gli studi siano ancora in corso di sviluppo e perfezionamento.

Questo Metodo a livello concettuale parte da un presupposto ben fermo e chiaro: la Forza e la Resistenza sono due facce della stessa medaglia e allenarle in modo separato è controproducente per entrambe le qualità: sia le fibre, ovvero le rosse e le bianche, che i relativi metabolismi chiamati in causa, quindi neurale e meccanico, per migliorare devono essere allenati nella stessa sessione.

Normalmente, specialmente nella scena Climb, le sessioni vengono divise in Forza e Resistenza il che si è rivelato un grande errore che determina in realtà un deficit e una perdita tanto di espressione di Potenza che di Endurance.

Da un punto di vista biochimico questa considerazione è più che plausibile per il semplice fatto che se alleniamo Forza e massimali le fibre bianche e il metabolismo neurale saranno molto attivati portando tutto il meccanismo di adattamento biologico a quello sforzo e quindi il corpo sarà condizionato a sviluppare sforzi brevi e intensi. Abbandonare per un periodo l’allenamento su massimali e forza per andare a toccare la Resistenza determinerà un cambio radicale delle attivazioni sia delle fibre che del metabolismo, quindi si andrà a chiamare in causa ed enfatizzazione il metabolismo meccanico e le fibre rosse.

Il corpo dovrà quindi adattarsi a un regime completamente diverso dal precedente e questo switch è ormai considerato un danno assoluto sotto tutti gli aspetti, ma principalmente il danno maggiore è sul piano fibrotico, ovvero le fibre bianche, a maggior contrazione e velocità, si stimolano molto velocemente ma con altrettanta velocità, se non le attiviamo, perdono tutti i benefici raggiunti generalmente nell’arco di soli 10 giorni.

Per contro, le fibre rosse e il metabolismo meccanico, per essere funzionali a regime impiegano molto più tempo, e una volta raggiunto un picco performante nella Resistenza bisogna continuare a stimolarlo con miglioramenti anche microscopici. Se andiamo in sub performance per esempio per riprendere con l’allenamento sulla Forza, le fibre rosse che a quel punto sono adattate a riempirsi di ATP (adenosina trifosfato, la molecola che fornisce l’ energia per svolgere tutti i lavori biologici) non saranno molto d’accordo a trasferire ATP alle bianche, quindi l’atleta andrà in Stallo, la situazione più odiata nel Calisthenics ma anche nel Climb, ovvero si inizierà a sub-performare su tutto generando un grande pasticcio a livello fisiologico.

Andare in Stallo spesso viene confuso con l’Overtraining ma non sono la stessa cosa.

Lo Stallo è più nocivo ancora poiché avendo creato con allenamenti sbagliati un grande disordine biologico il corpo impiegherà almeno 2 o 3 mesi per riordinarsi, mentre l’ Overtraining che è più riconducibile al Catabolismo Ossidativo per guarirlo sono sufficienti 15/20 gg.

Mentre nel Calisthenics queste leggi sono ben chiare e note, nell’Arrampicata vige ancora molta confusione, ed è per questo che secondo noi almeno il 60/70 per cento dei Climbers vivono in una condizione di Stallo. Rendendosi conto di questa situazione la maggior parte inizia a pasticciare con allenamenti ancora più dannosi cercando una via di uscita ma in realtà aggiungono solo disordine a un caos!

La soluzione spesso adottata è quella di Arrampicare solo in super lavorato, quindi martellando per mesi o anni sempre gli stessi movimenti capiterà il giorno con le condizioni migliori e realizzare un tiro o un blocco. Questo, da un punto di vista della performance, è un risultato di bassissimo rilievo, un falso scopo si potrebbe chiamare, cioè abbiamo creato un adattamento del tutto meccanico ma le Qualità contestualizzate in realtà non sono affatto migliorate!

Il modello da prendere in esempio sono le Gare di Arrampicata, le realizzazioni a vista e in flash e il lavorato veloce per determinare una reale condizione di performance.

Fatte queste premesse generali utili a molti per capire i principali meccanismi circa l’Allenamento, passiamo all’azione con le schede principali del Train con il Metodo del Max Continuous

Alla prossima puntata💪

Climbsthenics

Autore del libro ” Climbsthenics – Calisthenics per climber. Basi, propedeutiche, skill” – Ed. Versante Sud

Per schede e programmi personalizzati: instagram @climbsthenics

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