TUTTA LA VERITA’ SUL PAN GULLICH – IV - Up-Climbing

TUTTA LA VERITA’ SUL PAN GULLICH – IV

BIOMECCANICA, BIOCHIMICA, EFFICACIA E COMPENSAZIONE

La terza parte dell’articolo di Climbsthenics.

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Come tutti gli allenamenti che richiedono molto condizionamento il Pan Gullich si può identificare nella categoria dei train cosiddetti “cronici” ovvero per mantenere le attivazioni, gli stimoli e il condizionamento a livelli di regime bisogna praticarlo spesso.

Un grande errore infatti è quello di allenarsi in questo stile per esempio solo in pieno inverno o per periodi di massimo 2/3 mesi: una volta raggiunto un buon livello di condizionamento, stimolo e attivazioni bisogna mantenere vive queste specifiche, senza considerare il Pan come un Fondamentale ma una semplice rifinitura all’interno di un quadro più complesso. Questa rifinitura può essere di grande supporto ma funziona solo se attivata e stimolata, una volta che smettiamo la si perde quasi completamente e il risultato quindi è aver speso molto tempo con i rischi del Keeping per nulla!

In questa direzione vengono altresi allenati gli sforzi genericamente chiamati di stimolo e attivazione. Per esempio nelle Skills del Calisthenics se si perdono queste specifiche si avrà la tendenza a lavorare di forza pura e questo determina la perdita di esplosività e dinamismo per cui le linee saranno più brutte, tenute per meno secondi e costeranno molta più fatica del dovuto.

In conclusione da un punto di vista tecnico e meccanico il PG è uno strumento utile per atleti avanzati e molto ben condizionati che nell’ambito degli obiettivi di performance (gare, tiri, blocchi) seguono un programma con metodo generale mirato al massimo raggiungimento di sovracompensazione in determinati periodi dell’anno e per un periodo complessivo di circa 6/8 anni.

In tutti gli altri casi il PG è reputabile da inutile a controproducente: tutti coloro che lo allenano casualmente, senza metodo, senza condizionamento e compensazione, in periodicizzazioni completamente sbagliate oltre a lesionarsi quasi certamente andranno altresi a distruggere le altre qualità, come forza generale e resistenza.

In termini assoluti la compensazione è l’ ingrediente fondamentale per cementificare i vantaggi ottenuti dagli allenamenti al PG. Con la compensazione si otterrà l’innesco della legge del Transfer e quindi in termini standard un atleta “climber” ammesso che segua tutto con metodo etc etc potrà ottenere circa 4 sovracompensazioni all’anno, normalmente della durata di 10 giorni l’una.

Dopo ogni sovracompensazione ci sarà logicamente un periodo sub performante: in questa fase ci sarà la differenza tra chi si allena bene e chi no. Nel primo caso un atleta intelligente eviterà di andare a toccare l’intensità per qualche settimana a privilegio del volume scaricando anche il SNC. Il sistema nervoso è parte integrante della performance Invece chi non si sa allenare dopo la sovracompensazione continuerà a “tirare” anche sui massimali e l’ intensità e per logica andrà in “stallo” oppure in overtraining.

Climbsthenics – @climbsthenics

Foto: Cortesia Alessandro Palma

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