04 Nov LUCA BANA CHIODA E LIBERA GRAND MASTER 9B
LA KINGLINE DI CORNALBA
Dopo averla chiodata e immaginata, Luca Bana raggiunge la salita su Grand Master, via per la quale propone il 9b!
Da una visione alla salita, il racconto di Luca Bana sulla sua ultima creazione: Grand Master, una FA da 9b.
“The Master e di conseguenza Grand Master nascono nel novembre del 2023, quando in ispezione al settore Jedi di Cornalba sulla est noto la possibilità di chiodare questa linea su una porzione di libera che sembrava promettere comunque bene, qualcosa di difficile. L’esigenza è nata anche dal fatto che io in quel periodo avevo accompagnato Laura in Cengia per provare Jedi, questo suo nuovo progetto di 8BB. Voleva iniziare a provare qualcosa di difficile, qualcosa al limite per lei e quindi consapevole che questo progetto le avrebbe occupato un po’ di tempo. ho letto perché no? Andiamo con un trapano in mano e vediamo se effettivamente in quel settore può nascere qualcosa di di figo che mi stimoli, che mi tenga occupato per un po’, quindi mi calo e noto questa linea. Decido di di chiodarla, chiodo, aggiungo un po’ di spit in questa sezione nuova di parete e nasce The Master.”
“The Master, in pratica condivide la partenza, il primo boulder di Dito Prensile, che è un 8a+ che parte all’estrema destra della cengia. Dopo il primo blocco di quei primi tre spit, tira dritta su questa linea indipendente. Quando ho chiodato questa linea ho notato ovviamente ho detto “cazzo, sarebbe figo sfruttare tutto il pilastro visto che va da sinistra verso destra un po’ in obliquo, sarebbe figo sfruttare tutto il pilastro strapiombante partendo da Goldrake e tirare fuori una linea che sale un po’ in diagonale e così è stato. Quindi poi nel calarmi ho aggiunto due spit tra virgolette di collegamento che si diramano da Goldrake verso destra e vanno a prendere poi tutta la sezione dura di The Master, cioè praticamente quasi tutto The Master. La differenza tra le due vie quindi è questa sostanzialmente, cioè Grand Master è una versione più lunga, una versione allungata di The Master, una una partenza diversa, più bassa e quindi di conseguenza una prima sezione decisamente più lunga e più sostenuta.”
“Non c’è una differenza chiaramente abissale perché io The Master l’avevo già gradata intorno al 9a+, 9a+/b o comunque un 9a+ veramente duro, quindi partendo da giù e aggiungendogli una sezione sull’8b+ un po’ di resistenza alla forza comunque abbastanza intensa. Ha detto sì, secondo me cambia leggermente, comunque rende la via anche più completa, gli aggiunge qualcosa che secondo me può dargli quel quarto di grado, può dargli quel quella difficoltà in più per renderla magari un po’ più difficile che poi ha proposto appunto 9b.”
“All’inizio ovviamente questa difficoltà, cioè non lo sapevo quando ho cominciato a provare The Master nel novembre 2023, quindi quel quell’inverno lì; ho iniziato a provare un po’ la versione corta, un po’ anche per comodità, perché ho detto vabbè parto dalla versione un po’ più corta, visto che già mi sembrava abbastanza difficile. Mi son detto parto da da questo primo step e così è stato: c’ho speso un paio di stagioni e con un paio di stagioni intendo insomma periodo autunno inverno, primavera, quindi del 2023 e del 2024 e poi a inizio stagione del 2025, quindi nell’ottobre del 2025, precisamente il 25 ottobre 2025, riesco a salire The Master, la versione più corta. Tra l’altro Laura, lo stesso mese, addirittura prima, cioè la settimana prima, riesce a stampare i Jedi, il suo progetto, quindi contentissimi di averli saliti entrambi. Consapevole che, ok, il primo step era stato fatto, mi sarebbe piaciuto poi completare, chiudere il cerchio con la linea definitiva che è Grand Master. Quindi quest’anno torniamo poi in autunno con le temperature un po’, diciamo, in calo, visto che quest’estate era un caldo veramente infernale. Torno sempre con Laura che lei va bene nel frattempo si era cimentata su altri tiri lì perché comunque è gasata anche lei dall’idea mentre mi accompagnava a provare qualcosa di diverso. Rimetto le mani su Grand Master, quindi sulla questa partenza più bassa e poi rispolvero praticamente tutti i movimenti della della parte della parte di The Master e noto subito che i movimenti mi venivano automatici, cioè il mio corpo conosceva esattamente le prese, come prendere le prese, proprio la sensazione di tirare quelle prese la conoscevo già e quindi partivo con un vantaggio veramente enorme. Si trattava veramente solo di collegare le due sezioni, quella di Goldrake con questi due spit nuovi che avevo aggiunto e andare a beccarsi poi tutto il duro di The Master.”
“Dal punto di vista mentale non è stato tanto difficile nonostante io avessi dovuto poi riscalare tutta la parte che avevo già chiuso di The Master, perché comunque ero consapevole che questa via poteva rappresentare uno step successivo, un piccolo step rispetto alla già difficile di The Master, per cui avevo proposto 9a+/b o comunque 9a+ veramente difficile, Soprattutto se si paragona con Goldrake, proprio si tratta di due step, cioè siamo su due piani diversi secondo me due vie da una difficoltà proprio molto diversa. Quindi, niente, ero gasato dall’idea di poter fare questa via e quindi anche a livello personale uno step ulteriore per me personale e sportivo. Mentalmente super focused, super gasato. Ho poi deciso di cominciare a fare i primi tentativi seri nell’ottobre di di quest’anno e ho subito visto che facevo benissimo tutte le sezioni, sono riuscito a fare la via praticamente con un rest cadendo al blocco duro di The Master subito dopo i primi tentativi, cioè il primo tentativo serio.”
“Il 24 ottobre poi ho trovato delle condizioni veramente ottimali, stratosferiche, c’era il 37% di umidità. Al primo giro sono caduto ancora al blocco duro di The Master, riposo completo, riparto per il secondo tentativo e veramente mi sembrava di essere in grazia sai, proprio nel flow, leggero sulle prese, sensazione top, quasi che non percepivo la stanchezza, cioè sulla prima parte di questa sezione. Sono arrivato alla sezione di The Master praticamente nuovo e quindi proprio stavo bene sia fisicamente, ma poi proprio cioè anche le prese si sentivano da Dio e ero praticamente in superfow con la via, così sono riuscito poi a chiuderla in quel tentativo lì quasi inaspettato perché pensavo veramente che Grand Master mi occupasse più tempo, cioè pensavo di dedicarci forse ancora un inverno. Invece avevo assimilato talmente bene tutte le sezioni nel lavoro che avevo già fatto prima su The Master che poi mi è venuto veramente naturale poi riscalare su su quella roccia e quindi è andato tutto così un po’ veloce che ho fatto anche un po’ fatica a realizzare. Nella realtà dei fatti, appunto, poi ho deciso di proporre 9B per per questa linea che che appunto reputo leggermente più difficile rispetto a The Master in quanto gli aggiunge comunque tutta una sezione prima intorno all’8b+ che rende la linea definitiva nel complesso più difficile e anche secondo me a mio parere anche più logica perché segue tutto questo pilastro strapiombante da in basso a sinistra fino in alto a destra, quindi un po’ in diagonaleù. Quindi dai, son contento di aver chiuso questo cerchio. Sono convinto e sicuro che comunque a Cornalba ci sarà ancora tanto potenziale per altrettante vie dure, basta aver insomma la voglia e la motivazione di andarle a cercare!”
Fonte Luca Bana
Cortesia foto Nabil Rossi
Alessandro Palma

