Ancora a proposito di infortuni alle ginocchia, i danni al menisco - Up-Climbing

Ancora a proposito di infortuni alle ginocchia, i danni al menisco

Di recente abbiamo proposto un articolo con alcuni accorgimenti su come prevenire gli infortuni alle ginocchia, una parte del corpo sottoposta a notevoli stress ma anche alle volte poco considerata. Abbiamo parlato di traumi ma cosa può succedere esattamente? Quale tipo di infortunio ci può capitare? Le risposte a queste domande arrivano dal manuale Un Movimento di Troppo, Ed. VersanteSud, del quale pubblichiamo un breve estratto che spiega cosa può succedere alle ginocchia e alla parte più esposta a pericoli di lesione, il menisco.

DANNI ALLE GINOCCHIA E AI MENISCHI 
Un Movimento di Troppo
Comprendere gli infortuni e le sindromi da sovraccarico nell’arrampicata sportiva
di Thomas Hochholzer, Volker Schoeffl,
Trad. Dr. Gianni Cattaino
ed. VersanteSud

L’arrampicata sportiva ha cambiato il modo con cui ci muoviamo su roccia. Forse gli infortuni alle ginocchia sono aumentati proprio per il modo diverso con cui si usano i piedi. In particolare i menischi, una sorta di ammortizzatori posti nel ginocchio tra femore e ossa della parte bassa della gamba, sono messi a dura prova da una serie di posizioni che assumiamo regolarmente nella scalata.

La posizione “a rana”, con i piedi accoppiati più in alto possibile e le ginocchia ruotate esternamente, è un modo eccellente per abbassare il baricentro mantenendo il vostro peso sopra i piedi, ma è anche un bel modo di sollecitare i menischi. Questa posizione richiede una rotazione esterna dell’anca mentre il ginocchio si flette. Quando il ginocchio è flesso a più di 90° si verifica una notevole compressione tra le ossa dell’articolazione, attutita dal menisco. Quando però alla flessione si aggiunge la torsione causata dalla rotazione esterna dell’anca, il menisco mediale si trova a sopportare una tensione ancora maggiore, che può causarne la lesione.

La posizione della “lolotte” è forse ancora più rischiosa per il menisco. In questo caso avviene una rotazione interna dell’anca, che porta a caricare sul piede il massimo possibile del peso. Questa posizione serve ad abbassare il baricentro, ma permette anche al piede di spingervi verso la parete. La schiena, le gambe e le spalle sottraggono molto carico alle mani, ma chi ne può risentire è il ginocchio. È ancora una volta il menisco mediale ad essere compresso e posto in torsione: la sua forma a mezzaluna, utile per assorbire lo shock, mette le sue estremità ancora più a rischio di rottura. Il menisco laterale, posto all’esterno del ginocchio, è più grosso e meno attaccato alla capsula articolare, quindi viene sottoposto a carichi minori del mediale.

A volte una lesione meniscale può essere svelata solo da tecniche radiologiche speciali, come la Risonanza Magnetica (RM). In casi più rari si può identificare solo con l’artroscopia. Le piccole lesioni alle estremità del menisco debbono essere trattate chirurgicamente, perché possono facilmente estendersi a tutto lo spessore, bloccando il ginocchio (cosa spiacevole se siete in spedizione…) o danneggiare la cartilagine articolare. Una riparazione precoce di piccole lesioni può essere tentata con la sutura chirurgica, ma spesso è necessario procedere ad una rimozione parziale del menisco.

Sintomi delle lesioni meniscali
• Dolore quando l’articolazione è sotto sforzo
• Dolore acuto nella zona interna o esterna del ginocchio
• Dolore alla pressione nella zona interna del ginocchio
• Blocco del movimento, inceppamento dell’articolazione
• Dolore che si accentua in flessione ed estensione estreme

Terapia delle lesioni meniscali
• Chirurgia artroscopica

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