29 Nov Costruire la propria personalità
Terzo appuntamento con l’allenatore Roberto Bagnoli che anche questa volta tocca temi tanto delicati quanto poco trattati, la persona con la sua personale e varia importanza ai vari aspetti della propria vita, le priorità, il modo di affrontare difficoltà e vari aspetti del quotidiano. Ma come questi influenzano la nostra preparazione? Roberto, a te la parola.
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #3
Costruire la propria personalità
di Roberto Bagnoli
“Ponendo al centro del processo di allenamento la realizzazione della conoscenza di sé (che per estensione riguarda sia l’atleta che l’allenatore), si passa inevitabilmente ad esaltare il concetto di persona. E qui le cose si complicano un bel po’ perché parlare di “persona” significa porre attenzione a tantissimi aspetti che riguardano la sfera etica (principi di vita), la sfera dei valori soggettivi (ordine di importanza delle cose), la sfera comportamentale (serietà, autocontrollo ecc..), il personale background culturale e via dicendo. Perché è importante tutto questo? Perché l’ “essere” costituisce la base portante del modo con cui l’atleta si relaziona verso le persone (allenatore, compagni ecc..), così come del modo con cui approccia gli impegni (gare); in poche parole l’ “essere” permea e determina il proprio livello “culturale sportivo” che è fatto naturalmente di taluni “obblighi” ma anche di grandi opportunità.
Ecco che l’atleta maturo e ben instradato a cogliere le tante sfaccettature del mondo che lo circonda sarà capace di rielaborare tutte le informazioni dalle quali viene raggiunto, riuscendo a selezionare l’utile dall’inutile e costruendo, rafforzando o plasmando, piano piano, la propria personalità (pensieri + comportamenti). Come possiamo vedere il concetto di percorso di crescita mutevole non ci abbandona e proprio perché di percorso alla fine si tratta, sarà come tutti i percorsi tortuoso, difficile e talvolta poco comprensibile. Di certo, maggiore è lo sviluppo della conoscenza di sé, maggiore è la possibilità di aggiungere quel “quid” che spesso nelle gare determina vittoria o sconfitta.
Eh si! perché ad altissimi livelli sono proprio i dettagli che contano.. e di dettagli ce ne sono tantissimi e riguardano tanto la sfera tecnica, quanto la sfera di approccio mentale e via dicendo. Non curare l’atleta a 360°, così come non curare gli innumerevoli dettagli, determina sicuramente una mancanza, un punto debole che non è permesso laddove i dettagli, si sa, fanno la differenza.
Bene, ora che abbiamo scardinato il concetto dell’atleta-macchina e esaltato il concetto dell’atleta persona sensiente, pensante e interagente, andiamo avanti.”
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #1
Il connubio atleta-allenatore
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #2
Conosci te stesso (tempio di Apollo, Delfi)

