JAMES PEARSON RIPETE SHIKANTAZA - Up-Climbing

JAMES PEARSON RIPETE SHIKANTAZA

UN’ALTRA PERLA TRAD PER IL FUORICLASSE INGLESE

Il fuoriclasse del trad James Pearson si aggiudica una delle linee più pericolose della valle dell’Orco: Shikantaza, aperta da Jacopo Larcher.

Durante il Valle Orco Climbing Festival, manifestazione che è ormai un vero punto di riferimento per centinaia di appassionati, numerosi fuoriclasse giungono in zona per arrampicare in compagnia e tenere degli interessanti workshop. Uno di quelli sempre presenti è James Pearson, che, una volta salvo da impegni istituzionali, si dedica allo scalare i tiri che gli interessano. Proprio in occasione del VOCF, il britannico ha salito Shikantaza, una via scoperta da Adriano Trombetta e liberata durante un raduno di atleti Black Diamond dal king del trad Jacopo Larcher.

“Ricordo di aver visto la notizia di Jacopo che saliva questa via e di averne parlato con lui, dopo. Quando abbiamo finito in valle dell’Orco all’inizio di quest’anno, avevo già in mente di andare a provarla, ma poiché non avevamo più tempo a disposizione (mi ero concentrato sul salire su 29 Dots) sono tornato a casa senza averci messo le mani su. Tuttavia, Shikantaza rimaneva nella mia mente come qualcosa da provare la prossima volta che sarei stato qui.

Ovviamente venire in Orco per il festival quest’autunno è stata l’occasione perfetta. È stato un fine settimana intenso, tra prendersi cura dei bambini e fare presentazioni/workshop per gli sponsor. Il tiro però è così breve, ha un rapido accesso dall’auto e sembrava un obiettivo realistico. Il percorso è super accessibile, facile da impostare, basta una corda per lavorarlo da solo. Dato che questo fine settimana è stato così impegnato, anche trovare un assicuratore non sarebbe stato possibile. Sono arrivato in valle molto tardi giovedì sera e venerdì mattina per prima cosa volevo capire i movimenti e scegliere l’attrezzatura necessaria. Sono riuscito a mettere i movimenti insieme in tempi relativamente brevi su una corda dall’alto. Rimanevo però ancora un po’ preoccupato di provarlo dal basso, poiché una caduta potrebbe avere conseguenze piuttosto spiacevoli. Sembra molto simile a un percorso Grit, dove è davvero, davvero breve e c’è solo un piccolo tratto particolarmente pericoloso. Tuttavia, puoi eseguire un movimento molto rapidamente e passi dal sentirti molto sicuro, al realizzare improvvisamente che se commetti un errore, finirai a terra.

Sono tornato più tardi nel fine settimana, con il mio amico Talo Martin, l’ho provato ancora una volta in top rope e ho deciso di provarlo dal basso. Le protezioni sulla via sono  abbastanza buone, ma lontane dal passo chiave. è anche possibile posizionare uno sky-hook che probabilmente non avrebbe resistito alla caduta, ma l’ho messo comunque. Apprezzo molto il fatto che questa via non sia stata chiodata (anche se sarebbe stato del tutto accettabile farlo) e che Adriano Trombetta e Jacopo Larcher hanno avuto la visione di perseguirla come una linea trad. È piuttosto bello vedere un po’ dello spirito tradizionale “british” che si espande in altri posti in giro per il mondo!”

Sebbene il tiro di per sé non sia estremo, Shikantaza è un vero e proprio masterpiece a causa della pericolosità. La difficoltà pura, se fosse chiodato, si aggirerebbe sull’8a, ma le protezioni non sono propriamente sicurissime. La caduta potrebbe infatti essere fatale, o comunque con serie conseguenze. Il britannico ha dimostrato ancora una volta di essere estremamente ancorato allo spirito del trad, molto più che alla difficoltà pura di una via. Un grande esempio, che continua ad ispirare generazioni intere di arrampicatori. 

Fonte e cortesia foto James Pearson

Alessandro Palma

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