JAMES PEARSON SU ECHO WALL, 8C TRAD - Up-Climbing

JAMES PEARSON SU ECHO WALL, 8C TRAD

PRIMA RIPETIZIONE DOPO SEDICI ANNI

James Pearson si aggiudica la prima ripetizione di Echo Wall (8c trad – Ben Nevis) a sedici anni di distanza dalla prima salita.

Correva l’anno 2008 e il fuoriclasse britannico Dave MacLoad liberava una delle vie più dure di tutto il Regno Unito. Dave battezzava questa linea Echo Wall e proponeva il grado di… Nessun grado! Per oltre dieci anni, MacLoad non si è sbilanciato sul grado. A marzo 2024 però, Dave ha pubblicato un video dove parla di gradi trad e mette i puntini sulle i: E10 7a. Questa difficoltà, espressa nella scala britannica, indica qualcosa di estremo ed estremamente pericoloso, volgarmente tradotto per la massa con il grado francese di 8c. Grado puro a parte, questa via incarna perfettamente lo spirito della scalata british: difficile, aleatoria e pericolosa.

Facendo un balzo di sedici anni, in pieno periodo Parigi 2024, un’impresa avvenuta sul Ben Nevis è quasi passata inosservata. Mentre la folla era focalizzata sui giochi olimpici in corso, James Pearson si aggiudicava la prima ripetizione di Echo wall, confermando di essere uno dei punti di riferimento assoluti per l’arrampicata trad mondiale. “Al momento sono ancora un po’ incredulo. Guardando indietro, l’esperienza è stata davvero piacevole e questo processo dall’inizio alla fine è stato uno dei miei più grandi successi nell’arrampicata perché sento di aver gestito tutto abbastanza bene e di non aver perso tempo. Ripensandoci, posso anche vedere quanto sono stato fortunato con il meteo lassù, e anche se ha piovuto spesso, di solito arrivava nei momenti abbastanza opportuni in cui avevo comunque bisogno di un giorno o due di riposo.” 

Contrariamente a quanto normalmente accade, Echo Wall è più simile ad una via alpina che ad un monotiro. Questa via si trova sulla parete nord del Ben Nevis e una location simile la rende difficile già solo da raggiungere, senza contare poi quanto soffra delle condizioni meteo, proprio come le cime di montagna. “Quando sono arrivato, la mia prima impressione di Echo Wall è stata piuttosto positiva. Sono riuscito a salire tutti i movimenti e tutte le singole sezioni anche nel mio primo giorno di arrampicata e a quel punto credevo di poter mettere insieme la via velocemente. Tuttavia, non sono rimasto positivamente colpito dalle opzioni di discesa disponibili nella parete superiore e ho trovato davvero difficile controllare la parete inferiore, e anche lì il ritorno era meno affidabile di quanto immaginassi. Nei giorni successivi mi sono reso conto che mettere insieme le sezioni sarebbe stato molto più difficile. Allo stesso tempo, il mio feeling è gradualmente migliorato. È un posto molto intimidatorio in cui scalare e spesso devi affrontare condizioni non proprio perfette.

In poco tempo però, James è venuto a capo del progetto: “Sono salito sulla via complessivamente otto volte. La prima volta è stato solo per attaccare una corda, la seconda sotto la pioggia. Nel sesto giorno di arrampicata, ho salito la via dal basso. Tutto questo è stato distribuito in un periodo di due settimane.” Con questa salita, già epica di per sè per la difficoltà, ma ancora più incredibile per via della miticità della sua storia, James si pone sempre più in cima alla classifica dei migliori trad climber della storia. Dopo il suo mega progetto Bon Voyage, dopo la Echo Wall… Cosa possiamo ancora aspettarci?

Fonte James Pearson – indie sports management

Cortesia foto Raphael Fourau

 Alessandro Palma

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